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Nicoletti: ''Salvini spregiudicato e tattico senza scrupoli. Teniamoci stretto Mattarella e aiutiamolo con responsabilità''

L'ex deputato e ora presidente dell'assemblea parlamentare d'Europa, Michele Nicoletti, si affida ai social e cerca di analizzare la crisi di governo scatenata nei giorni scorsi da Matteo Salvini. Sono tre i possibili scenari tra elezioni in autunno e un esecutivo tecnico: "Il leader della Lega ha scelto il momento per drammatizzare la situazione e raccogliere più consensi possibile"

Di L.A. - 13 agosto 2019 - 17:19

TRENTO. "Teniamo stretto ciò che l'Italia ha ancora. Il presidente della Repubblica. E cerchiamo di dargli una mano, con un surplus di senso di responsabilità", così Michele Nicoletti, ex deputato e ora presidente dell'assemblea parlamentare d'Europa, si affida ai social e cerca di analizzare la crisi di governo scatenata nei giorni scorsi da Matteo Salvini. 

 

"Se Salvini avesse voluto delle elezioni bene ordinate nel 2019 - prosegue Nicoletti - avrebbe dovuto aprire la crisi in luglio. Ma in luglio, mentre tutti si spendevano a interpretare gli eventi e discutevano sul fatto che la 'finestra elettorale' si chiudeva il 20 luglio. Dopo di che le elezioni sarebbero fatalmente slittate al 2020, Salvini andava ripetendo beffardo che le 'finestre elettorali' non esistono".

 

Il presidente dell'assemblea parlamentare d'Europa mette in luce la strategia del leader della Lega. "In realtà, da abile e spregiudicato tattico - aggiunge Nicoletti - aspettava il momento propizio per drammatizzare al massimo la situazione e, aprendo la crisi ad agosto, è riuscito perfettamente nell'intento, seminando il panico tra gli alleati e gli avversari, colpiti proprio quando avevano tirato il fiato e pensavano di avere ancora molti mesi davanti. Provocando la crisi ad agosto ha reso possibili gli scenari in cui egli ritiene di poter massimizzare il suo interesse".

 

L'ex deputato ipotizza i tre possibili scenari d'azione. Il primo è quello delle elezioni in autunno. "Salvini, drammatizzando e avocando a sé i pieni poteri - continua - riesce ad avere la maggioranza in parlamento. Per evitare le clausole dell’Iva fa una finanziaria in cui butta all’aria i vincoli europei e aumenta il debito pubblico. L’Europa lo condanna ma il regime sanzionatorio è lento".

 

La criticità principale in quel caso è quella legata alle reazioni dei mercati. "I mercati internazionali reagiscono negativamente - evidenzia Nicoletti - un Paese che ha un debito enorme e se ne frega dei vincoli internazionali, non è considerato un eroe, ma un tipo del tutto inaffidabile e l’Italia un mercato da cui prendere le distanze. Lo spread si impenna. Ma ancora un po' Salvini può giocare la parte della vittima dei poteri forti coalizzati contro di lui, unico difensore dell’interesse nazionale".

 
La seconda possibilità prevede sempre una tornata elettorale il prossimo autunno. "Ma non esce una maggioranza chiara. Partono le trattative - spiega l'ex deputato - per la formazione di un nuovo governo alternativo a Salvini. Saltano i tempi per la finanziaria. Si va all’esercizio provvisorio: prima volta nella storia d’Italia. L’Iva aumenta. Salvini può dare la colpa a tutti gli altri di questo che è un danno oggettivo e – attenzione – immediatamente percepito dai portafogli di tutti. Salvini mangia pop corn e invoca i pieni poteri". 

Terzo scenario: non si va a elezioni. "Si forma un qualsiasi governo - sottolinea Nicoletti - che fa una legge finanziaria in grado di evitare la rottura con l’Europa e l’aumento dell’Iva. Per farlo servono un po’ di lacrime e sangue. Naturalmente Salvini lo giudicherà un doppio tradimento (“Non mi hanno dato le elezioni perché vogliono tenersi strette le poltrone", "Fanno i servi dell’Europa e impongono nuovi sacrifici agli italiani") e sparerà a zero preparandosi a elezioni in primavera. Le altre forze politiche naturalmente non vorranno assumersi la paternità di questi sacrifici (il Pd dirà “Perché dovremmo imporre sacrifici alla gente per sistemare i disastri fatti dagli altri?", i 5 Stelle nemmeno concepiscono la nozione di sacrificio) per cui alla fine sarà un governo tecnico o istituzionale, che sarà un governo di nessuno. Ma almeno ci risparmierà l’orrore del primo e l’umiliazione del secondo scenario. E non favorirà Salvini più di quanto potrebbero fare gli altri due scenari".

 

In questo momento sembra trovare una soluzione a questa crisi di governo. "Pensare a governi di legislatura in queste condizioni - dice il presidente dell'assemblea parlamentare d'Europa - mi pare fantapolitica. Ma se qualcuno ci riesce, auguri. Intanto teniamo stretto ciò che l’Italia ha ancora. Il presidente della Repubblica. E cerchiamo di dargli una mano, con un surplus di senso di responsabilità".

 

Insomma, l'ex deputato si affida al presidente della Repubblica, figura di garanzia per gli interessi dell'Italia. "La saggezza di Mattarella - conclude Nicoletti - cercherà di mettere assieme i cocci prodotti dalle forze politiche per evitare che il Paese paghi il prezzo di ciechi interessi di parte. Salvini si è capito che è un giocatore senza scrupoli. Non ha nessuna pietà della sofferenza delle persone, se questa gli serve per le sue trattative politiche o per aumentare il consenso. Non ha nessuna considerazione per le istituzioni (non si è presentato in parlamento, usa del suo incarico ministeriale senza alcun riguardo per la natura “pubblica” dello stesso, disprezza gli obblighi internazionali, usa i simboli religiosi più o meno come talismani). Non gli importa nulla dei costi economici che l’Italia deve pagare per la sua sete di potere. Né dell’umiliazione internazionale che deve subire. Chi invece ancora ha conservato qualche riguardo per la vita delle persone e per la stabilità della democrazia e dello Stato di diritto, dovrebbe stringersi intorno a Mattarella e sostenerlo nel momento più delicato del suo mandato".

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