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Dalla Lega ''Coscienza Partigiana'' al culto della personalità per il Capitano che anche se mente resta ''Lo Re''

Oggi è il 25 aprile e Salvini si è dimostrato ancora una volta ambiguo rispetto a questa ricorrenza dando, in questo modo un segnale al suo popolo e alla sua classe dirigente che continua a ritenerlo infallibile nonostante le continue retromarce (dal numero di immigrati clandestini all'aumento delle accise). Addirittura consigliere provinciali si fanno le foto con a fianco la sua immagine come fosse una guida spirituale

Di Luca Pianesi - 25 aprile 2019 - 13:32

TRENTO. C'era una volta una Lega antifascista, dichiarata, che si ispirava ai valori partigiani (''Lega Lombarda: Coscienza partigiana!'') che sui manifesti scriveva ''un fermo No! quindi ai fascisti che gridano al fascismo e ai razzisti che gridano al razzismo!''. C'era una volta una Lega che ai suoi elettori, al suo popolo, urlava che ''Il fenomeno Le Pen dimostra che, dove viene imbavagliata l'autonomia, cresce fatalmente il fascismo''. Era la Lega Lombarda quella che nel 1992 si federò alla Lega Nord, quel movimento che aveva in Bossi la sua guida, uno che non ha mai nascosto di avere parenti che hanno combattuto per la Resistenza.

 

Era la Lega che si raccontava così, in maniera semplice e diretta: ''I movimenti autonomisti, tra cui la Lega Lombarda, sono l'antitesi del fascismo perché lottano per ottenere uno Stato autonomista. Il Fascismo prevede che la forma dello Stato sia, come indica il suo nome, un fascio: cioè che lo Stato sia centralista''. Oggi, invece, c'è Salvini, il centralismo è totale, addirittura la Lega (senza altre connotazioni geografiche) si è trasformata in un partito che si definisce esso stesso ''sovranista'' (che vuole, quindi, restituire la sovranità allo Stato nazionale contro spinte europeiste o internazionaliste) e che ha tolto a Lega le connotazioni geografiche (che la identificavano con un popolo, un territorio, a un'idea di autonomia) e ha aggiunto quel ''Salvini Premier'' che vuol dire tutto. 

 

 

L'identificazione con il leader è totale. Quella che era nata come una federazione di movimenti oggi è il prototipo del ''partito carismatico''. Anche in Trentino (terra di autonomia) consiglieri provinciali si fanno fotografare con a fianco le immagini del loro ''Capitano'' con volti ispirati e sguardi sognanti come se avessero a che fare con una sorta di divinità, una guida illuminata, un duce infallibileKatia Rossato esibisce orgogliosa un suo primo piano, Alessia Ambrosi durante le elezioni di ottobre aveva sponsorizzato il post dove lei faceva ''prove di comizio accanto al suo poster''. E poi c'è la frase su sfondo giallo ''Io sto con Salvini'' usata per i profili social: un marchio di fabbrica irrinunciabile che sfoggiano tutti dal presidente della Provincia all'ultimo dei militanti.

 

E anche se quotidianamente dice tutto e il contrario di tutto, va bene lo stesso, l'innamoramento è totale, il leader maximo non sbaglia casomai sono gli altri a non aver capito bene. E così conta niente se per mesi ha girato l'Italia ripetendo che ci sono almeno 500 mila immigrati clandestini che girano per il Paese, che è in atto un'invasione, che è un disastro, che siamo costretti a chiuderci in casa, magari che non possiamo nemmeno più andare al parco tranquilli perché le altalene sono occupate da immigrati irregolari e lo ha fatto ripetere a scatola chiusa ai suoi candidati su tutti i territori comprese le nostre valli, i nostri paesini di montagna, usando quelli che oggi sono al governo di tante province e di tante regioni come megafono della paura.

 

Conta niente se addirittura questo numero lo ha fatto inserire a pagina 27 del ''Contratto per il governo del cambiamento'' specificando che ''sarebbero circa 500mila i migranti irregolari presenti sul nostro territorio e, pertanto, una seria ed efficace politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria''. Conta niente se da ieri (lo ha spiegato lui stesso snocciolando dati veri da ministro dell'Interno) sono diventati 90 mila (poco più di due Rovereto messe insieme sparse in un Paese che conta 60 milioni di abitanti) Conta niente se poco più di un anno fa (era il primo marzo 2018 tre giorni prima delle elezioni) spiegava che sarebbe stata una passeggiata tagliare le accise sulla benzina (quello qui sotto è un video tratto dal suo canale Youtube) e oggi si torna a superare i 2 euro al litro in alcune stazioni di servizio autostradali e il Codacons spiega che un pieno di gasolio oggi costa circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua.  

 

 

 

 

Non importa: il suo popolo lo segue comunque come fosse un moderno Attila, ma non quello vero, il Re degli Unni, bensì quello impersonato dal mitico Abatantuono, il Flaggello (rigorosamente con due gg) di Dio. ''Perché seguite me?'' chiede lui ai suoi mentre marciano. E loro rispondono ''Perché te sei lo Re''. E proprio perché è ''lo Re'' dire che il 25 aprile vorrebbe che fosse una festa che unisce che non un derby tra fascisti e antifascisti e aggiungere che anzi, ''Il fascismo è morto è sepolto'' e che sarà a Corleone perché la liberazione dovrebbe essere dalla mafia, ha un fortissimo valore simbolico. E' un messaggio chiaro, calcolato, come sempre. C'è del revisionismo (il 25 aprile celebra una vittoria, la liberazione dell'Italia dal nazifascismo quindi dovrebbe unire tutti i democratici ma non abbraccia neofascisti o estimatori del Duce) e c'è tanta ambiguità e tanto benaltrismo (il fascismo è morto, suvvia, pensiamo alla mafia).

 

E pensare che tutto è partito da quella ''Lega Lombarda: coscienza partigiana''. Ne ha fatta di strada ''Lo Re'' per arrivare a Roma.

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