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L'Autonomia ''cialtrona'' targata Lega che rischia di mettere in crisi quella ''responsabile'' degli Statuti Speciali

Salvini, mentre lancia slogan come ''Prima gli Italiani'' e si dichiara ''sovranista'' rilancia la vecchia battaglia federalista dell'Autonomia di Lombardia e Veneto. Ecco la riflessione del sindaco di Aldeno: ''L'unico effetto davvero tangibile di questa lunga stagione di insuccessi, a firma Lega, è stato quello di sottoporre le Regioni a Statuto Speciale (soprattutto quelle che funzionano bene come il Trentino) a un insistente processo di delegittimazione''

 

 

Pubblicato il - 08 agosto 2019 - 19:10

TRENTO. Autonomia sì, autonomia no ma soprattutto autonomia ''da'' o autonomia ''per''? Se lo chiede il sindaco di Aldeno Nicola Fioretti con questo contributo che parte dalle dichiarazioni di Salvini tese a sponsorizzare l'autonomia lombarda (tutte declinate in chiave negativa e volte a ribadire un'autonomia ''da'') per arrivare all'autonomia di regioni a statuto speciale (come il Trentino Alto Adige che in questi hanno sempre lavorato a un'autonomia ''per''.. crescere, svilupparsi, fare qualcosa di positivo). Un testo che pubblichiamo interamente firmato dal sindaco:

 

 

«Con l’Autonomia non vogliamo togliere niente a nessuno, i veri nemici sono i politici ladri e incapaci del Sud che da 50 anni derubano il Paese. Con l’Autonomia questo incapaci vanno a casa». Queste le parole del Ministro degli Interni, Matteo Salvini, alla Festa della Lega a Colico (Lecco). 

 

Ma andiamo con ordine…

 

La traiettoria del “Carroccio” è oggi puntata al raggiungimento di un obiettivo ben preciso: l’autonomia regionale per Veneto e Lombardia. Sembra paradossale che, proprio nel momento in cui il partito ha accantonato la sua vocazione “nordista” e “federalista” riscoprendosi nazionalista al grido di “Prima gli italiani”, la Lega abbia “riscoperto” i territori (almeno sotto il profilo propagandistico). Confesso che la cosa mi spaventa e non poco. Il timore che questo progetto -al pari di molti rincorsi dalla Lega- vada a rotoli è concreto. Nei trent’anni di attività, questa forza politica, ci ha abituato a veder “morire” (concettualmente e intellettualmente) tutto ciò che ha toccato. Troppo spesso abbiamo visto buttare il bambino con l’acqua sporca (parafrasando il famoso detto).

 

Il motivo? Tutte le questioni serie - e quella dell’Autonomia è una cosa davvero seria - sono sempre trattate con superficialità, sufficienza ed esclusivamente per fini elettorali. Sull’Autonomia però non possiamo correre questo rischio. Sarebbe un danno senza precedenti. Non solo per le Regioni a Statuto Speciale ma anche per il Regionalismo e il Paese tutto. Dalla “Devolution” al “Federalismo” i tentativi di decentramento dei poteri voluti dalla Lega hanno fallito perché inconsistenti e privati del loro senso più profondo. Entrambi i progetti hanno manifestato i limiti di impostazioni che non facevano i conti con le reali esigenze dei territori, con la responsabilizzazione degli stessi e non si sono mai trasformate da propaganda a realtà che consentisse alle autonomie locali una nuova programmazione dei servizi sul territorio.

 

Sull’Autonomia la partita sembra ripetersi. Si confonde autonomia con secessione. Si offre un’immagine dell’Autonomia quale strumento di egoistica chiusura anziché di positiva emancipazione collaborativa. La Lega, che sembra avere un rapporto complesso con la verità e la realtà, ancora una volta rischia di generare una distorsione semantica sul concetto di Autonomia. Il decentramento dei poteri deve passare innanzitutto attraverso l’assunzione di responsabilità nella gestione della cosa pubblica. Così come la concessione dell’autonomia a Regioni oggi a statuto ordinario deve passare attraverso la verifica della capacità delle stesse Regioni di saper amministrare al meglio le risorse attuali. Non possiamo prescindere da questo e non possiamo soprattutto dipingere l’Autonomia come un modo per trattenere più denari (o schèi) a discapito di qualcuno.

 

C'è l'autonomia cialtrona, capace solo di chiedere, e c'è l'autonomia responsabile come quella trentina che crea ricchezza e benessere sociale per il suo territorio, ma sa anche contribuire al bilancio dello Stato” per utilizzare le parole del Ministro per le Infrastruttura, Graziano Delrio pronunciate a Trento nel 2015. Su questo ci si dovrà misurare. Guai se passasse la linea delle Autonomie capaci solo di chiedere perché produrrebbe un effetto domino che spazzerebbe via il concetto nobile di Autonomia dal dibattito politico nazionale. Esattamente come è avvenuto dopo i farlocchi e maldestri tentativi di implementazione della devolution e del federalismo.

 

La scommessa del Titolo V del 2001 è fallita a causa dell'indisponibilità da parte dello Stato a superare la sua natura essenzialmente centralista e della incapacità delle Regioni Ordinarie a interpretare con disegni ambiziosi e credibili il nuovo corso. Nessuna Regione Ordinaria ha proposto qualcosa di veramente concreto. L'unico effetto davvero tangibile di questa lunga stagione di insuccessi, a firma Lega, è stato quello di sottoporre le Regioni a Statuto Speciale (soprattutto quelle che funzionano bene come il Trentino) a un insistente processo di delegittimazione, sostenuto con grande impegno da campagne mediatiche d'inaudita banalità e ferocia.

 

Quasi a dire: se non riusciamo a realizzare il regionalismo cancelliamo anche quei pochi esempi di autentica autonomia realizzata. In questa fase, se le speciali non riusciranno a far capire che esiste “Autonomia e autonomia” (una cialtrona e una responsabile) il rischio è che quando abortirà anche questo progetto leghista, le speciali saranno ulteriormente poste alla berlina e il concetto stesso di Autonomia perderà di significato o peggio assumerà una connotazione negativa. A quel punto per i territori sarà ancora più difficile potersi autogovernare.

 

Nicola Fioretti, Sindaco di Aldeno

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