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| 06 set 2020 | 05:01

Cortocircuito leghista: “Facciamo tornare Bolzano capoluogo”, ma lo è già della Provincia (e la Regione conta pochissimo). Maestri: “Slogan copia-incolla”

La Lega per le elezioni amministrative in Alto Adige lancia lo slogan (usato anche altrove in Italia) che mostra una profonda distanza dai fatti e dalla storia provinciale di uno dei territori con maggior autonomia del Paese. La segretaria del Pd: “I territori non sono protettorati da ‘svendere’ ma Comunità forti della loro storia, Salvini stia in Parlamento”

Cortocircuito leghista: “Facciamo tornare Bolzano capoluogo”, ma lo è già della Provincia (e la Regione conta pochissimo)
di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Prima gli italiani”, “Prima i trentini”, “Prima Trento”, “Prima Bolzano” ma a un certo punto si rischia di produrre un cortocircuito. Questo almeno quanto accaduto alla Lega di Bolzano che sui suoi manifesti elettorali, in sostegno della candidatura di Roberto Zanin, ha lanciato lo slogan “Facciamo tornare Bolzano capoluogo”.

 

La domanda però sorge spontanea, capoluogo di chi o di cosa? Perché di fatto Bolzano è già capoluogo dell’omonima provincia e per via dell’autonomia speciale, al pari di Trento, rappresenta il fulcro del potere politico e amministrativo locale. Anzi a ben guardare, per certi aspetti, il capoluogo altoatesino ha già scalzato Trento dal ruolo di protagonista, soprattutto al Parlamento di Roma. Forse si intende capoluogo di Regione, ma una mossa così ardita sembrerebbe da escludere. D'altronde cosa potrebbero pensare i leghisti trentini di una simili proposta, inoltre tutti sanno che il peso specifico dell’ente (paragonato a quello delle due province autonome) è del tutto marginale. 

 

 

Ad ogni modo non è complicato risalire all’origine dello slogan, mutuato e declinato con scarsa fantasia. Nella città capitolina infatti è Roma che deve tornare a essere capitale. Certo si può dire che il senso della frase sia metaforico ma resta il fatto che lo slogan leghista ha scatenato l’ilarità della rete, e non solo.

 

 

“Se andasse a Merano – scrive la segretaria del Partito Democratico Lucia Maestri riferendosi all’ex ministro Matteo Salvini – Merano dovrebbe diventare capoluogo. Se andasse a Massimeno, Massimeno sarebbe capoluogo. Se va a Latina, Canicattì, Traversetolo, Brisighella, Ponte Vico, Cividale del Friuli, Padula, Aulla, tutti sarebbero capoluoghi”.

 

La segretaria Pd però non ci sta e attacca il copia-incolla degli slogan: “Se Salvini frequentasse un pochino di più i luoghi per i quali è stato eletto, i territori potrebbero godere della loro autonoma autorevolezza e capacità di autogoverno. Così come fanno da sempre. Perché i territori non sono protettorati da ‘svendere’ ma Comunità forti della loro storia, della loro peculiarità, del loro genius loci. Salvini stia in Parlamento – punta il dito Maestri – che i territori appartengono alle Comunità che li hanno fatti crescere, li abitano e li amano”.

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