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Il Patt risponde agli Autonomisti popolari: ''Gli unici autonomisti sono quelli alleati con Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia?''

Gli Autonomisti popolari sono in cerca dei voti delle Stelle alpine deluse per una decisione viene definita "verticistica" che non tiene conto della base. A stretto giro la replica del segretario politico, Simone Marchiori: "Portato avanti un percorso lungo. Gli Autonomisti popolari non hanno avuto il coraggio di lasciare il centrodestra, anche se è evidente che non sono particolarmente influenti a quel tavolo"

Di Luca Andreazza - 15 febbraio 2020 - 15:46

TRENTO. "Ma la forza politica alleata con Fratelli d'Italia, il partito nazionalista per eccellenza, la Lega e Forza Italia si arroga il diritto di interpretare l'unico e vero pensiero autonomista?". Così risponde Simone Marchiori, segretario politico del Patt, agli Autonomisti popolari che sono entrati nel merito della scelta delle Stelle alpine di appoggiare Franco Ianeselli quale candidato sindaco.

 

Gli Autonomisti popolari sono in cerca dei voti delle Stelle alpine deluse per una decisione viene definita "verticistica" che non tiene conto della base. E la forza politica di centrodestra si rivolge proprio a quella base: "Ci siamo sempre battuti per una politica autenticamente autonomista, popolare, moderata, attenta ai bisogni della gente e alle necessità del territorio. Votare gli Autonomisti popolari significa mettere il Patt davanti alle proprie responsabilità e rafforzare l'ideale dell'unità autonomista che dovrebbe essere l'obiettivo primario di ogni vero autonomista" (Qui articolo).

 

A stretto giro arriva la replica di Marchiori. "La buona pratica - commenta il segretario politico - sarebbe quella di non guardare in casa degli altri, soprattutto se gli Autonomisti popolari alle ultime elezioni provinciali hanno dovuto far visionare il proprio programma a Matteo Salvini, che ha tagliato alcuni punti come l'autodeterminazione dei popoli. Ma sarebbero tanti gli episodi e gli aneddoti, mi sembra in definitiva difficile poter ricevere una morale da loro".

 

Il segretario politico rivendica la trattativa che ha portato il Patt a indicare l'ex segretario della Cgil. "Ho seguito in prima persona questo percorso molto lungo - spiega Marchiori - un confronto durato diversi mesi nel corso del quale abbiamo ascoltato gli esponenti di spicco, come normale e giusto, prima di sottoporre la possibile scelta alla base. Si chiama democrazia rappresentativa e sintesi, altrimenti non ci sarebbero i partiti".

 

Le Stelle alpine hanno trovato una linea d'azione e quindi la convergenza degli altri partiti del centrosinistra con il Partito democratico in testa. "Abbiamo istituito una cabina di regia - prosegue il segretario politico - abbiamo cercato di creare un polo territoriale ma quando è stato evidente che non avrebbe retto abbiamo preso le nostre decisioni, poi chiaro che non è possibile mettere sempre tutti d'accordo ma siamo compatti e coesi. Ognuno ha portato il proprio contributo, ognuno è stato ascoltato, poi la scelta è stata collegiale. Non ci siamo mai sottratti alle discussioni ma siamo stati protagonisti delle nostre scelte".

 

Un percorso che ha portato il Patt a incontrare praticamente tutte le forze politiche. "Compreso gli Autonomisti popolari - conclude Marchiori - che poi però non hanno avuto coraggio di prendere altre strade. Non si sono mai alzati, questo è legittimo, dal tavolo di centrodestra, anche quando la loro proposta di possibile candidato sindaco non è mai stata presa in considerazione, nemmeno lontanamente. Preferiscono restare senza portare una voce critica nel loro quadro di alleanze. Se questo viene considerato tutelare i propri iscritti, buon per loro e buon lavoro in questa campagna elettorale per le amministrative".   

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