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La base del Patt dice “no” a Lega e Fratelli d’Italia, il Pd? “Solo se serve”. Il segretario: “Diffidenza verso tutti i partiti nazionali”

Europeista, garante dell’autonomia ma anche ambientalista ed ecologista è questa la linea che emerge dal sondaggio condotto fra la base del Partito Autonomista. A iscritti e simpatizzanti però è stato chiesto di esprimersi anche sul nodo alleanze. Marchiori: “I nostri tesserati non vogliono essere imbrigliati nello schema destra-sinistra”

Di Tiziano Grottolo - 03 agosto 2021 - 11:52

TRENTO. “La storia rende riconoscibili purché non limiti l’azione politica”, è da questo concetto che la base del Partito Autonomista Trentino Tirolese chiede di ripartire. Questo almeno è uno degli aspetti che emergono dal sondaggio che il Patt ha voluto condurre fra i militanti della base, raccogliendo l’opinione di tesserati e simpatizzanti. All’appello hanno risposto in 359 che rappresentano circa il 30% degli iscritti, insomma un campione importante per “un’operazione ascolto” di alto livello.

 

“Quella che è emersa è una fotografia di quello che pensa una parte della base autonomista”, commenta il segretario Simone Marchiori. I risultati del sondaggio sono stati illustrati ieri sera, 2 agosto, durante la seduta del Consiglio di partito, cioè l’organo che riunisce un centinaio di persone elette dal Congresso e che sono rappresentative delle varie zone del Trentino. “Sono emersi alcuni elementi interessanti e fra i temi individuati dalla base come importanti ce ne sono alcuni che non sono strettamente legati all’Autonomia”. Fra quelli dovranno guidare la futura azione del Patt la base ha indicato: le minoranze linguistiche, l’europeismo, l’essere “glocal”, l’essere i garanti della specialità della nostra terra, il procedere uniti a Bolzano guardando a nord, saper trasformare i problemi in risorse e, infine, uno dei più ricorrenti, l’attenzione per l’ambiente e l’ecologia. Questa per certi versi una sorpresa considerando la tematica meno votata è stata la “Costruzione grandi opere e infrastrutture”.

 

Nel sondaggio si sono affrontati anche alcuni nodi politici. Il 75% di chi ha partecipato ritiene che negli ultimi anni si siano persi di vista i valori fondanti del Partito. In particolare viene fatto riferimento alla scorsa legislatura: pur riconoscendo il grande lavoro fatto, sono stati evidenziati scarso ascolto, troppi compromessi, troppe persone mosse solo dall’interesse. Non solo perché ben il 46,8% ritiene che il Patt sia un patito di raccolta “che comprende sensibilità diverse e non può essere compresso compreso nelle categorie classiche destra e sinistra”.

 

Sul tema coalizioni per la base l’obiettivo degli autonomisti deve essere quello di creare le condizioni e le alleanze migliori per poter gestire l’Autonomia, per essere in grado di guidare il futuro e non di subirlo. La scelta di presentarsi da soli, quindi, è l’ultima soluzione possibile da utilizzare nel caso in cui nessuno degli altri partiti rappresenti una garanzia per il nostro sistema di autogoverno.

 

LE FOTO. I risultati del sondaggio condotto fra la base del Partito Autonomista

Alla base è stato chiesto anche un parere sulle possibili alleanze con gli altri partiti. Scontata promozione per Svp, Neva Ual e Movimenti autonomisti che, in quanto tali, rimangono gli interlocutori privilegiati per il Patt mentre è stato sospeso il giudizio sull’Upt in attesa che completi il percorso di riorganizzazione. Per quanto riguarda Progetto Trentino e La Civica, invece, attualmente non emergono nell’azione di Governo e la base del Patt non capisce se siano davvero liste territoriali o movimenti civetta. Infine, prevedibile la bocciatura per partiti molto come Futura e Onda Civica.

 

Sul nazionale emerge una sostanziale chiusura verso tutti i partiti. A precisa domanda il 9% della base autonomista ha dato il suo consenso a un’alleanza con il Partito Democratico ma la percentuale cresce al 58% se si considera chi ha risposto “solo se serve” (il 42% è per il no). Se invece il 18% vede di buon occhio l’alleanza con la Lega il 59% è fermamente contrario a una coalizione con il partito di Salvini. Netta chiusura anche verso Forza Italia (65% no e 23% solo se serve) e Fratelli d’Italia (83% no e 14% solo se serve).

 

“Credo sia un risultato scontato – afferma Marchiori – non so se chiamarla chiusura o diffidenza perché è logico che ogni partito nazionale ha interessi e obiettivi che sono lontani dal territorio e dalle istanze autonomiste, per certi versi è stata confermata la vocazione del partito. Il dato – prosegue il segretario del Patt – risente anche del fatto che i partiti nazionali rientrano nel dualismo destra-sinistra e i nostri tesserati non vogliono essere imbrigliati in questi schemi”.

 

Secondo il segretario delle Stelle alpine spicca anche un messaggio, rivolto ai partiti nazionali, “per convincere il Patt serve qualcosa di più, perché al momento manca una proposta in grado di attirare l’interesse della base autonomista”. Da qui l’idea emersa dal sondaggio di costruire un “Fronte Autonomista” che metta davanti gli interessi del Trentino, senza risvolti ideologici. Un fronte che, da solo o assieme ad altri, sia in grado di governare l’Autonomia anche esprimendo il Presidente della Provincia. Di questo sicuramente se ne discuterà nel prossimo Congresso che è stato fissato per il prossimo marzo 2022, quando il partito sarà chiamato a decidere sul suo futuro. Una scelta che influirà sicuramente anche sugli assetti politici del Trentino in vista delle elezioni provinciali previste per il 2023.

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