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Demagri e Dallapiccola chiudono all’alleanza con la Lega: “Irricevibile”. Il segretario del Patt: “Mai con sovranisti e nazionalisti di Fratelli d’Italia”

Da tempo la Lega sta corteggiando il Patt in vista di una possibile alleanza ma l’idea non piace ai consiglieri provinciali Dallapiccola e Demagri: “Sbagliato credere che la nostra astensione sull’assestamento di bilancio possa rappresentare un avvicinamento a Fugatti”. Il segretario Marchiori: “Guardiamo in primis ai movimenti autonomisti e civici”

Di Tiziano Grottolo - 01 agosto 2021 - 09:56

TRENTO. Nei giorni scorsi il Consiglio provinciale è stato teatro di un ampio dibattito attorno alla manovra di assestamento di bilancio promossa dalla Giunta Fugatti. Alla fine il provvedimento è stato approvato con 19 voti a favore, 9 contrari e 4 astenuti, fra cui Pietro De Godenz dell’Upt e il blocco dei consiglieri del Patt: Paola Demagri, Michele Dallapiccola e Lorenzo Ossanna. Un’astensione colta positivamente dallo stesso presidente della Pat Maurizio Fugatti che in aula ha voluto rimarcare il fatto, forse interpretandolo come un gesto di distensione dopo il duro scontro sul provvedimento che riguarda le concessioni idroelettriche.

 

Eppure a chiudere la porta a possibili intese, sulla falsa riga di quanto avvenuto in Regione (con l’ingresso del Patt in maggioranza al fianco di Svp e Lega) ci pensa Dallapiccola: “È singolare che Fugatti si accorga solo ora della nostra astensione visto che è una pratica che portiamo avanti dal nostro insediamento. Per noi è una questione di responsabilità, nonostante le criticità rilevate, mi riferisco in particolare all’idroelettrico, riteniamo che almeno quelle poche risorse messe in campo dalla Lega per la ripartenza vadano spese”. In altre parole si tratterebbe di una prassi ormai consolidata, o più semplicemente la soluzione autonomista per tenersi al di fuori degli schieramenti.

 

“Certo – aggiunge Dallapiccola, che però in questo caso precisa di parlare a titolo personale e non a nome del partito – se non ci saranno grossi scatti in avanti l’atteggiamento potrebbe anche cambiare”. Eppure come ammette lo stesso consigliere autonomista da parte della Lega c’è stato un tentativo di avvicinamento al Patt. Nei sogni più o meno reconditi di una parte della dirigenza leghista, per un Fugatti bis in vista del 2023, potrebbe esserci un’alleanza capace di tagliar fuori l’estrema destra di Fratelli d’Italia e battere il Centrosinistra con una coalizione assieme al Patt.

 

Questa “coalizione meticcia” però non piace al primo degli eletti (2689 preferenze) di casa autonomista: “Per ciò che mi riguarda è una proposta irricevibile, impossibile trovare una convergenza con un partito centralista e nazionalista”. Ma se ipoteticamente questa coalizione dovesse andare in porto, Dallapiccola cosa farebbe? “Personalmente farò tutto il possibile affinché il mio partito tenga fede all’impegno preso in campagna elettorale e cioè difendere i valori fondanti dell’autonomismo. Io credo che l’habitat naturale del Patt sia una coalizione fortemente connotata al Centro con i civici e i moderati trentini. In passato abbiamo governato con un partito nazionale (il Pd ndr) perché lì c’era la consapevolezza che certe dinamiche locali andavano rispettate. In caso contrario posso solo dire che ho un bellissimo lavoro di medico veterinario che mi aspetta”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la collega di partito Paola Demagri: “È sbagliato credere che la nostra astensione sull’assestamento di bilancio possa rappresentare un avvicinamento alla Lega. Piuttosto c’erano dei risvolti economici per il Trentino da salvaguardare. La chimera politica con la Lega? Non mi sentirei rappresentata”, taglia corto la consigliera autonomista che aggiunge: “Il collega Dallapiccola ha fatto una nitida fotografia di quanto avvenuto in aula in questi giorni”.

 

Sulla questione è stato interpellato anche il segretario del Patt Simone Marchiori: “Quella dei consiglieri è una posizione personale, ovvio che quella del partito è più articolata perché al suo interno ci sono varie anime. Da segretario pur rispettando la posizione di ognuno è sminuente ridurre la complessità del dibattito a una scelta fra Destra e Sinistra”. A tal proposito però le Stelle alpine hanno sottoposto un questionario ai proprio iscritti dove hanno risposto circa in 400. Dalle risposte dovrebbe emergere quella che è l’idea della base del partito e perché no la rotta da seguire in vista delle prossime elezioni provinciali.

 

“I risultati saranno presentati nei prossimi giorni – prosegue Marchiori – abbiamo voluto raccogliere le opinioni degli iscritti sul posizionamento del partito. Da parte mia continuo a dire che il Patt debba anteporre la difesa dell’autonomia a qualsiasi ragionamento, se ci sono delle proposte che vanno in questo senso noi le approviamo indipendentemente da chi le promuove. Ecco diciamo che il provvedimento sulle concessioni idroelettriche non va in questa direzione”.

 

E sull’ipotesi di un possibile rimescolamento? “Fugatti ha detto che collabora bene con Fratelli d’Italia e dove ci sono nazionalisti e sovranisti non può esserci il Patt, quindi è un problema che non si pone. Il Patt deve innanzitutto strutturarsi sulla sua area politica che guarda ai movimenti autonomisti e civici, ed è proprio quello che faremo nelle prossime settimane”. Anzi, se proprio si deve parlare di Lega Marchiori osserva come pure all’interno del Carroccio ci siano anime diverse: “Salvini è stato ridimensionato, mentre a livello provinciale due consigliere sono uscite dal partito per andare con Fratelli d’Italia, in questo momento penso che la Lega abbia qualche problema al suo interno da risolvere”.

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