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Patt, Franco Panizza: ''Campobase? Non mi risulta che il dialogo sia interrotto''. E sulle prese di posizione interne: ''A parlare deve essere solo il segretario''

Il presidente sulle Stelle Alpine spiega: "In Trentino ci sono gli schieramenti del passato che da tutti sono riconosciuti superati, serve un ragionamento nuovo e per farlo noi vogliamo partire dai nostri principi". E sulle prese di posizioni di vari esponenti: "Vanno contro il deliberato del congresso che stabilisce in modo chiaro che a parlare debba essere il segretario. Il mio impegno è di tenere assieme il partito"

Di G.Fin - 22 June 2022 - 09:01

TRENTO. Franco Panizza guarda verso destra? “Ho già detto anche all'interno del partito che chi dice di me questa cosa lo querelo. Non c'è nulla che lo dimostri. Io sono nato autonomista e intendo morire, il più tardi possibile, autonomista”. Lo ripete più volte e non ammette sfumature. Il presidente delle Stelle Alpine è impegnato a tenere assieme il partito dagli scossoni che si stanno avvertendo in vista delle elezioni provinciali del prossimo anno.

 

Presidente Panizza ma cosa sta facendo il Patt?

Il partito autonomista sta portando avanti la propria proposta politica e non sceglie in base ad uno schieramento ideologico ma in base alle proprie proposte e ai propri programmi.

Oggi il Patt sta cercando di identificare alcuni punti autonomisti e ragionare assieme alle forze di centro per portare avanti una proposta sapendo che questa volta non andrà ad elezione da solo ma farà di tutto per costruire una coalizione nuova.

 

Prima o dopo si dovrà scegliere però il campo in cui stare.

Nei prossimi mesi verrà fatta la scelta. Ora io sono autonomista non sono di centrodestra e nemmeno di centrosinistra. Sinistra e destra in questo momento esistono per modo dire. A Roma sono tutti al Governo e poi basta guardare la posizione sulla guerra. Ormai le cose sono talmente mescolate. Comunque la linea politica la esprime il segretario: finché andava da una parte erano tutti contenti ma se poi va dall'altra diventa un mostro.

 

Il segretario Marchiori si è però seduto ad un tavolo con la quasi totalità di esponenti di centrodestra.

L'invito fatto da Simone non era rivolto al centrodestra. E' stato autorizzato ad incontri regolari con Campobase, con la Ual e con tutte le forze territoriali.

 

Ma con Campobase c'è una rottura oppure no?

A me non risulta che ci sia stata una rottura. Non abbiamo mai letto che Campobase non vuole più parlare con il Patt. Non è cambiato nulla rispetto alla linea che era stata data dal congresso. E nella tesi congressuale non c'è scritto che ci schiereremo nel centrosinistra e men che meno con il centrodestra.

 

Ma alle Provinciali cosa pensate di fare?

Il problema delle alleanze è ampio e riguarda tutti sia in Trentino che a Roma. Siamo in un momento di grande incertezza soprattutto nel governo nazionale. E' tutto in movimento.

 

Sul Trentino ci sono gli schieramenti che c'erano prima che però da tutti sono riconosciuti superati, serve un ragionamento nuovo e per farlo noi vogliamo partire dai nostri principi. Dobbiamo anche recuperare il rapporto con la base messo a dura prova durante la pandemia ma che siamo riusciti a portare avanti grazie ad internet. Questo autunno si faranno le valutazioni politiche.

 

Ma in queste settimane sono molti gli esponenti del partito con posizioni diverse rispetto a quello del segretario.

Ma io lascio uscire tutti sulle loro posizioni. Vanno però contro un deliberato congressuale. Il congresso ha deliberato ad unanimità una mozione che mette nero su bianco il fatto che a parlare deve essere solo il segretario. Gli altri lo devono fare nelle sedi opportune. Ora dobbiamo assieme costruire un progetto, capire noi chi siamo e che cosa vogliamo, capendo le forze che ci sono in campo. Farò di tutto come presidente per evitare problemi interni al Patt come quelli già avuti in passato che hanno visto l'uscita di Andreotti, di Bezzi per non parlare dell'ultima decisione di Ugo Rossi. Se un partito è territoriale e autonomista deve rispondere prima a questo. Le ideologie non fanno parte di un partito come il nostro. La Svp insegna. Bisogna anteporre le ragioni del territorio rispetto alle scelte ideologiche.

 

Lei dice di essere impegnato a tenere assieme il partito. E' preoccupato dell'attuale situazione?

Non lo sono. Chi decide di prendere la tessera di partito sa che aderisce ad un progetto territoriale. E' questo è il principio cardine. Nessuna adesione alle ideologie anche se questo non esclude delle scelte. E' bene che ci sia discussione all'interno del partito, io non ci ho mai rinunciato ma deve essere fatta nelle sedi opportune per non danneggiare la segreteria.

 

Ma lei ci vuole dire se in questo momento guarda più a destra o più a sinistra?

No, io sono autonomista e sceglierò chi farà gli interessi dell'autonomia. Non si vota domani.

 

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