Il Patt punta a costruire il centro ma si ritrova a cena con la destra. Marchiori: ''Unica condizione, no a Fratelli d'Italia''. Urzì: ''Si fa i suoi film, noi ci saremo''
L'obiettivo del Patt era quello di fare i primi passi per riunire il Centro. Il segretario Marchiori: "Noi andiamo avanti con il nostro percorso fuori dagli schermi pensando di metterci in gioco per il bene dell'autonomia, per il bene del Trentino. Sto seguendo il mandato del congresso"

TRENTO. “Noi vogliamo riunire il centro. L'obiettivo è quello di realizzare il miglior governo per il Trentino” ma “dove c'è il Patt non c'è Fratelli D'Italia”. Simone Marchiori, segretario delle Stelle Alpine, assieme alla vice segretaria Roberta Bergamo e Davide Gamberoni della segreteria organizzativa, ieri sera hanno incontrato chi in queste settimane ha risposto all'appello per ricostruire il centro. Una cena politica per capire se esiste almeno la possibilità di avviare un percorso comune.
A rispondere a questo appello e a dare la propria disponibilità sono stati, spiega Marchiori a ilDolomiti, gli Autonomisti di Walter Kaswalter che da tempo sono tornati a corteggiare il Patt, la Civica di Gottardi che negli ultimi giorni ha annunciato l'adesione di 5 sindaci della Val dei Mocheni, Progetto Trentino di Silvano Grisenti che proprio dalle pagine de il Dolomiti ha chiarito di essere block frei, la Ual con la quale le Stelle alpine già collaborano, il “Laboratorio paritario trentino” con il sindaco di Borgo, Enrico Galvan, e l'ex senatore Ivo Tarolli. Era stata invitata l'associazione “Futuri comuni” ma alla fine ha deciso di non partecipare (QUI L'ARTICOLO)
Assente all'incontro anche Campobase come già comunicato nei giorni scorsi. “Loro hanno deciso di non venire” spiega Marchiori. “Noi andiamo avanti con il nostro percorso fuori dagli schermi pensando di metterci in gioco per il bene dell'autonomia, per il bene del Trentino e per andare oltre lo scontro bipolare. Lo abbiamo detto al congresso che avremo fatto incontri di questo tipo e non vedo quali siano i problemi. Noi guardiamo al mondo del centro poi saranno gli altri eventualmente ad escluderci. La mancanza di Campobase lascia scoperta un'area ma è una scelta loro. Quando ci eravamo incontrati a maggio avevano condiviso l'iniziativa”.
Basta guardare ai movimenti e ai partiti che hanno risposto all'appello del Patt per capire che pressoché tutti guardano al centrodestra. Lo dimostrano i fatti, a partire da Progetto Trentino che ha Mario Tonina vice presidente della Provincia governata dal centrodestra, oppure la Civica dell'assessore Mattia Gottardi che ha detto più volte come la sua collocazione sia il centro destra. Stessa storia per gli autonomisti di Walter Kaswalder che hanno sostenuto Fugatti.
Facile quindi pensare che se si creasse un raggruppamento di centro l'area di destra diventerebbe la scelta più scontata. Ma su questo punto il segretario Marchiori spiega che dove c'è il partito di Giorgia Meloni non ci può essere il Patt. “Lo dico da tempo e lo riconfermo. Noi non possiamo essere in una coalizione con Fratelli d'Italia”.
C'è però un'altra questione. “Il centro destra ha vinto alle scorse provinciali grazie al disgregamento del centro sinistra. Se loro sono arrivati a vincere nel 2018 da qualche parte avranno preso i voti no? Li hanno trovati al centro. Sono inutili le barricate, oggi dobbiamo lavorare per recuperare quei voti, fare massa critica. Non serve a nulla guardare allo steccato perché si rischia di non avere i numeri e di non fare nulla. Non possiamo pensare di avere un governo con Fratelli d'Italia, serve un formazione territoriale per contenere questa situazione”.
E sul futuro presidente Marchiori spiega: “Ovvio che se va espresso un candidato presidente è molto probabile che sia di centro. Ma questo indipendentemente da qualsiasi schieramento”.
Per qualcuno esiste l'ipotesi di un'alleanza tra il Patt con la coalizione di centrodestra senza Fratelli d'Italia. Ipotesi che però in maniera netta viene esclusa dal commissario provinciale Alessandro Urzì. “Quello che stiamo vedendo dal Patt è una visione vecchia della politica fondata sulle pregiudiziali, incapace di guardare alla soluzione dei problemi. Fissata sulla logica della rivendicazione del diritto di stare di qua o di là dove conviene di più. Una politica lontana anni luce da noi” spiega il commissario che sottolinea come il cosiddetto “Governo del cambiamento” nato nel 2018 segue quello del Patt proprio perché con idee alternative.
“Rappresentiamo con la nostra coalizione un cambiamento rispetto al passato – spiega Urzì – dove abbiamo avuto un'Autonomia fortemente indebolita proprio per responsabilità del Patt che dimostra di avere una visione miope sulla quotidianità. Marchiori ne è l'espressione. Se lo si ascolta non troviamo mai una visione ampia, di prospettiva a medio lungo periodo”.
E sull'uscita dalla coalizione di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì è chiaro: “Non esiste nessuna ipotesi assolutamente che il nostro partito lasci la coalizione di centrodestra”. E continua: “Marchiori si fa i film da solo, ne scrive la scenografia, fa il regista, convinto di essere il portatore di certi valori e avere le qualità di tessitore di accordi ma poi pensa anche che passare dal Pd alla Lega sia una cosa normale. Noi non ci muoveremo di una virgola”.


















