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''Dichiarazioni pretestuose e fuorvianti che gettano fango sul gruppo": Cia difende Agire dopo l'addio di Robbi e Pericolo

Affondo del leader del movimento: "L'invidia incrina la serenità dell'uomo. Noi intanto lavoriamo per le comunali a Borgo. Il primo maggio via al tesseramento''

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 27 aprile 2019 - 20:19

TRENTO. "Sono sereno perché quello che stiamo facendo è in un confronto collegiale. Mi dispiace che le scelte personali vengano fatte scaricando fango sul gruppo". Poche parole, mirate, al telefono con ildolomiti.it e il proprio pensiero affidato a un lungo post sulla sua pagina ufficiale di Facebook: così Claudio Cia interviene a commento dell'uscita di Mauro Pericolo e Gian Piero Robbi dal movimento di cui è segretario e leader.

 

I due candidati alle provinciali hanno lasciato Agire per il Trentino togliendosi qualche sasso dalla scarpa (qui articolo), parlando rispettivamente di un'"assenza di un progetto politico" e di un "clima avvelenato".

 

Una presa di posizione che ha amareggiato il segretario Cia: "Siamo dispiaciuti per l'articolo di oggi che riporta le dichiarazioni di alcuni delusi dal loro risultato alle provinciali e che magari si vedevano già consigliere provinciale, assessore, o alla corte della giunta - si legge - Per qualcuno che se ne va, nuovi aderenti di spessore arrivano, altri addirittura ritornano dopo essersi allontanati, e a breve inizieremo il primo tesseramento di Agire per il Trentino".

 

Un annuncio fatto con slancio e seguito da un affondo, riferito alle parole di Pericolo: "Siamo più che mai impegnati in questo momento con le elezioni comunali a Borgo Valsugana, a livello provinciale con il gruppo consiliare e a livello regionale con l'assessorato agli Enti locali: una mole di impegno che non ci permette di disperdere energie dedicando attenzioni a chi dichiara addirittura di non essere mai stato del movimento. Questo è quanto vi dovevamo, nel rispetto dei tanti che portano avanti quotidianamente nel silenzio il nostro movimento".

 

Sempre nel post sul social network Cia ricorda che "dietro alle dichiarazioni pretestuose e fuorvianti che gettano fango su un intero gruppo, esistono invece motivazioni e ambizioni personali dei singoli": "Alla resa dei conti, non c'è nulla che incrini la serenità dell'uomo quanto l'invidia".

 

Raggiunto al telefono, il leader di Agire preferisce non commentare la decisione e le parole dei due candidati, ma ci tiene a fare delle precisazioni riguardanti i temi e i modi dell'attività del suo movimento. "Noi un programma politico lo abbiamo presentato ed è pubblico sul nostro sito (qui) - afferma - Lo abbiamo anche ripreso nel nostro ultimo comunicato sugli anziani. Se uno lo vuole leggere, il programma c'è, basta leggerlo. Poi tutte le cose richiedono tempo: per i cambiamenti ci sono dei tempi necessari perché i cambiamenti in una coalizione sono frutto del confronto. Parlo dei tempi necessari per confrontarsi e trovare dei punti di incontro. È infatti normale che su temi quali la sanità e anche la scuola ci siano delle sfaccettature".

 

Ma è vero che nel movimento è in corso "una corsa al massacro" e che si respira "un clima avvelenato"? "Veleni? Noi stiamo costruire una lista di Agire che si candiderà a Borgo - risponde Claudio Cia - in un comune da 7.000 abitanti. Mentre altri si occupano di altro noi stiamo lavorando. Io non lo vedo proprio un clima avvelenato. Vedo nuovi aderenti e il ritorno in Agire anche di persone che avevano scelto un altro percorso. Il primo maggio, poi, iniziamo il tesseramento".

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