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Elezioni comunali, Cia: ''Non sapevamo chi fosse Baracetti ma ci eravamo fidati di Bisesti e Gottardi. E adesso siamo fuori da coalizione che abbiamo costruito insieme''

Arriva un'ulteriore presa di posizione di Cia bollato come "serpe in seno" e "avvelenatore di pozzi" e nei fatti messo alla porta dal candidato sindaco. Claudio Cia: "Agire non ha chiesto a Baracetti di mettersi a disposizione per fare il candidato sindaco della coalizione per le sue attitudini apprezzabili. Siamo stati noi a subire il lato oscuro"

Di Luca Andreazza - 03 giugno 2020 - 16:16

TRENTO. "Forse siamo stati noi a subire il lato oscuro della politica", queste le parole di Claudio Cia, consigliere provinciale e assessore regionale, che ritorna sull'estromissione della forza politica dalla coalizione di destra a trazione Lega, mentre negli ultimi giorni Devid Moranduzzo ha richiamato all'ordine anche Andrea De Bertoldi, senatore in quota Fratelli d'Italia, reo di aver giudicato quantomeno frettolosa l'esclusione di Agire (Qui articolo).

 

Arriva un'ulteriore presa di posizione di Cia bollato come "serpe in seno" e "avvelenatore di pozzi" e nei fatti messo alla porta dal candidato sindaco da quel progetto politico che vorrebbe insediarsi a palazzo Thun. "Agire  - prosegue - non ha chiesto a Baracetti di mettersi a disposizione per fare il candidato sindaco della coalizione per le sue attitudini apprezzabili".

 

Il consigliere provinciale cerca inoltre di mettere un po' di chiarezza sul procedimento che ha portato a indicare Baracetti quale candidato sindaco. "Dopo mesi di 'tiro al piccione' - dice Cia - con Agire che proponeva alla coalizione i suoi nomi a candidato sindaco della coalizione, tra i quali quelli di Laura Strada, Marco Luscia e anche Marcello Carli, e il fuoco amico che il giorno successivo immancabilmente li 'bruciava' sui quotidiani, siamo arrivati alla sera in cui venne indicato il nome di Alessandro Baracetti".

 

Una situazione, quella dei nomi usciti sui giornali, che non era piaciuta proprio a Cia, il quale per un periodo si era preso una pausa dal tavolo di coalizione per chiedere ordine e maggior coesione. Nel frattempo dopo decine di persone che hanno risposto ''no grazie'' il segretario Bisesti ha dovuto ripiegare sull'unico rimasto alle condizioni della Lega, lo sconosciuto Baracetti e subito l'alleanza ha cominciato a perdere pezzi. Progetto trentino si è sfilato con pezzi della Civica, che sono confluiti sulla candidata Zanetti, e dopo un lungo braccio di ferro, in questi giorni, è emersa anche la figura di Carli, sostenuto oggi da Agire (oltre che dall'imbarazzante presenza della Dc di Brocoli).

 

Una serata per sbrogliare la matassa verso le comunali che non è filata totalmente liscia, nonostante la grande e apparente compattezza della presentazione. "Le reazioni furono diverse al momento dell'indicazione di Baracetti. I proponenti erano già convinti - aggiunge Cia - mentre Progetto trentino e Udc hanno scelto diversamente in quanto non hanno condiviso il metodo. Come Agire invece abbiamo deciso di dare fiducia a questa figura, ma ancor di più a chi lo aveva proposto, il segretario della Lega Bisesti e Mattia Gottardi. Questo sebbene ci si trovasse a sostenere un candidato mai sentito nomina prima, mai visto neppure in foto e nemmeno conosciuto".

 

La coalizione guidata dalla Lega ha perso diversi pezzi nella corsa a palazzo Thun, mentre la maggioranza in Provincia continua a sembrare salda. A stupire è piuttosto la facilità con la quale è avvenuta l'estromissione di Agire in quanto prima della corsa alle provinciali Cia è stato tra i primissimi e principali sostenitori di Maurizio Fugatti quale candidato presidente

 

"Abbiamo chiesto un vertice e abbiamo fatto notare che i mesi di lockdown potevano essere sfruttati per far conoscere meglio il candidato e veicolare le idee per la città. Abbiamo proposto di discutere assieme il piano di attuazione delle politiche turistiche, di riattivare tutti tavoli di lavoro di coalizione, abbiamo presentato al candidato sindaco un ottimo progetto per lo sviluppo smart della città e condiviso alcuni contatti del tessuto produttivo della città, affinché potesse metterli a frutto. Purtroppo gran parte delle nostre iniziative sono cadute nel vuoto. Abbiamo chiesto un incontro per un confronto su questi temi e come risposta siamo stati incredibilmente cacciati dal candidato sindaco, fuori dalla coalizione che abbiamo contribuito a costruire. Forse è Agire a subire il lato oscuro della politica", conclude Cia.

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