Contenuto sponsorizzato

''Clima avvelenato'' e ''Assenza di un progetto politico'': Agire per il Trentino perde altri due candidati

A lasciare il movimento, dopo la sindaca Franceschi, Mauro Pericolo e Gian Piero Robbi. Il primo parla di "una corsa al massacro". Il secondo: ''I corsi di genere non andavano sospesi, ma riformati''

Foto tratte da Facebook
Pubblicato il - 27 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. Agire per il Trentino scricchiola. Si allarga la conta delle persone uscite dal movimento. A pochi mesi dalle elezioni provinciali di ottobre dopo Francesca Franceschi, l'assessora al Comune di Primiero San Martino di Castrozza che si era mostrata molto critica sulla sospensione dei corsi di genere e che si era ritirata dal soggetto politico senza rilasciare dichiarazioni (qui l'articolo), arriva notizia ora di altre due defezioni. Ad abbandonare le fila di Agire sono ora Mauro Pericolo e Gian Piero Robbi.

 

Assieme Franceschi, Pericolo e Robbi avevano portato al movimento, nella tornata elettorale di ottobre, circa il 20% dei 5.458 voti totali di Agire e, nel dettaglio, rispettivamente 466, 459 e 137  preferenze (quelle prese da Claudio Cia erano state 1.745).

 

Assieme ai tre ex candidati di Agire, dunque, se ne va una buona fetta di sostegno del movimento per come si era presentato alle provinciali. Ma quali sono le ragioni di questa scelta? Lo spiegano i diretti interessati.

 

"Sì, ho mandato una lettera di dimissioni attorno a Pasqua, questa settimana - conferma raggiunto telefonicamente da ildolomiti.it Gian Piero Robbi, che per Agire ha finora curato l'ufficio stampa e le comunicazioni degli attivisti - Ho presentato le mie dimissioni a Claudio Cia e al segretario organizzativo. Era da febbraio che ci pensavo su molto bene".

 

Perché? Robbi parla di un "disastro alle provinciali" in termini di voti, ma soprattutto di un "clima avvelenato nel partito". "A qualcuno ha dato fastidio la mia presenza capillare sul territorio - dice - Ma non sono l'unico che si lamenta. Ci sono persone che però non escono allo scoperto. Io ho preferito non continuare questa corsa al massacro e smettere di essere oggetto di polemiche che con la politica non c'entrano nulla, ma dirette alle mie occupazioni".

 

Quindi Robbi chiarisce: "Per il tribunale dei minori mi occupo di minori non accompagnati in Italia e collaboro con il Cinformi. Sulle politiche sociali e sulla disabilità sono sempre stato coerente con le mie idee. Ho anche alle spalle vent'anni di volontariato nella Croce rossa. Qualcosa dentro di me mi dice di aiutare il prossimo e io lo faccio. Ero in Agire dall'agosto 2016: ci ho messo l'anima".

 

Adesso Gian Piero Robbi dice di voler prendere, per il momento, una pausa dalla politica: "Lavoro in Rai, ora mi concentro sul mio lavoro e vado avanti così. Se poi ci saranno occasioni di collaborare e discutere di politica non ci vedrò nulla di strano. Ma con Agire non credo avrò più modo di lavorare".

 

Dopo le dimissioni rimane l'amarezza, fa sapere ancora: "Non mi piaceva davvero il clima che si era generato in campagna elettorale. Avevo militato in passato nel M5S ma nemmeno lì ho mai visto un clima del genere. Sono perfino stato accusato di esser stato "troppo presente" in campagna elettorale". Infine: "Claudio Cia non mi ha ancora chiamato dopo le dimissioni. Pensavo mi avrebbe fatto una chiamata, ma al momento non è ancora arrivata. Ma ormai non importa più".

 

Per Mauro Pericolo, invece, il passaggio è stato più graduale e più legato ai temi: "Non sono mai entrato in Agire - dice - anche perché Cia non ha mai realizzato il progetto che era stato detto". "Agire? - prosegue Pericolo - È un presunto movimento, un piccolo aggregato finalizzato alla sua elezione a consigliere. La sua posizione è quella di racimolare visibilità e piccoli spazi personali".

 

Un attacco personale diretto al leader di Agire, dunque, a cui si aggiunge quello al movimento: "Agire non è mai stato un movimento, non c'è un progetto politico. L'obiettivo era quello di creare una compagine sociale diversa nella maggioranza, ma ciò non è accaduto e io ho preso le distanze da questa realtà già a novembre-dicembre. E non sono l'unico, ne stanno uscendo in molti: ora stiamo ragionando su un progetto per realizzare quello che si era pensato".

 

Un partito? Pericolo lo definisce un "movimento", un "nuovo progetto": "Vorremmo uscire con un'idea già la prossima settimana - anticipa - individuando un'area della destra sociale, anche nelle fasce più deboli". L'obiettivo dichiarato è quello della "riforma", "perché il Trentino ha bisogno di riforme, la gente non ha votato questo governo solo per veder cambiare la gente".

 

Il focus del rappresentante del Delsa è quindi sui temi: "Agire? È un aspetto marginale di un problema più grosso. La nuova giunta di Fugatti lavora in modo Gattopardesco. Un esempio: l'Iprase e l'Apran. Sono cambiati i nomi ma le realtà sono rimaste uguali. La scuola è stata affidata a un ragazzo che come unico obiettivo ha le sue ambizioni politiche vicino a Salvini. È stata una grande delusione. Io mi sento la responsabilità sulla mancata realizzazione dei progetti nei confronti di chi mi ha votato".

 

Segue un ulteriore affondo: "Fugatti non ha lo stile del cambiamento, né un progetto politico serio in merito. E tanto meno Cia, che non ha neanche una linea politica". Poi si riferisce ancora al tema della scuola: "Intervenire sui grembiulini (qui articolo) non è cambiare le cose. E i corsi di educazione di genere: io non ero a favore di come venivano fatti ma non ero per la chiusura. Non si chiude un progetto, i corsi andavano rivisti nella loro realizzazione. Non si può rinunciare al compito della scuola di educare all'affettività e al rispetto di genere in maniera partecipata con le famiglie, senza profili di natura politica. Ho trovato banale, stupido, sospendere i corsi. E dire che io li avevo criticati".

 

Parlando di scuola, Pericolo punta il dito contro altri ambiti che, a suo dire, necessitano di riforme: "Io avevo criticato anche il trilinguismo, ma non si può abolirlo e basta. L'insegnamento delle lingue va pianificato. E il contratto della scuola trentino è il peggiore d'Italia".

 

"Sebbene non condivisibile - sintetizza Mauro Pericolo - l'amministrazione precedente aveva una linea. Per quanto questa fosse discutibile. La nuova amministrazione non ha nemmeno una linea politica".

Anche nel caso di Pericolo la conclusione è affidata all'amarezza: "L'effetto Salvini anche in Trentino ha portato molti voti alla Lega che però ha fatto indigestione".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 26 novembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

27 novembre - 17:43

Gli 8 decessi sono quasi tutti avvenuti in ospedale (7) e 1 in RSA; si tratta di 5 donne e 3 uomini; l’età media è di 85 anni

27 novembre - 18:03

Castello Tesino si prepara a tornare in zona gialla, per Fbk i residenti attualmente positivi sono solo 19, la Pat:“ben al di sotto della soglia del 3%”. Per le attività rimaste chiuse nei tre comuni trentini dichiarati zona rossa saranno previsti ‘ristori’ aggiuntivi a quelli richiesti a livello nazionale

27 novembre - 16:59

Secondo il monitoraggio svolto settimanalmente dal Ministero della Salute, tutte le regioni e province autonome italiane sarebbero al di sotto dell'1.5 di indice Rt. In attesa di capire le decisioni del governo, tutto il Paese sarebbe così "zona gialla". Ancora problematici i parametri dell'occupazione dei letti d'ospedale e del fattore rischio

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato