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Europee, Cristiano Zanella candidato dell'M5S: ''Modifichiamo il mandato della Bce. Vogliono farci credere che il bilancio di uno Stato segua i principi di quello delle aziende''

Intervista allo storico attivista del Movimento 5 Stelle che si propone nella circoscrizione Nord Est: ''Il limite del 3% di deficit sul Pil deve essere eliminato per gli investimenti in infrastrutture, per interventi di riqualificazione energetica, per la spesa sanitaria e per l’istruzione, ma sempre tenendo d’occhio l’inflazione''

Di Luca Pianesi - 21 maggio 2019 - 13:21

TRENTO. E' Cristiano Zanella il candidato trentino nella Circoscrizione Nord Est alle elezioni europee del 26 maggio per il Movimento 5 Stelle. Laureato in Economia Politica e poi diventato dottore commercialista, ha lavorato come Administration & Finance Director alla filiale italiana di Bolzano di un grande gruppo tedesco operante nell’ambito della distribuzione di apparati e software legati alla e-security. Poi varie esperienze in diverse aziende e, contemporaneamente, è ''esplosa'' la passione per la politica con la nascita del Movimento.

 

Zanella, infatti, parteciperà alla prima assemblea del Meetup Trentino a 5 Stelle (maggio 2012) di cui ne è stato Organizer nel 2013 e 2014. Si è, quindi, candidato al Senato nel collegio di uninominale di Trento alle Politiche 2013 e alle Europee 2014, poi ancora al Senato nel collegio proporzionale del Trentino Alto Adige e del collegio uninominale di Trento alle ultime elezioni politiche. Oggi ci riprova dopo aver vinto le ''europee'' interne all'M5S.

 

Zanella, partiamo proprio da questo, come mai si candida ancora dopo tanti tentativi?

 

La campagna elettorale è sempre stata per me un momento per divulgare le nostre idee ai cittadini. Con la legge elettorale regionale per il Senato ho sempre saputo che era quasi impossibile essere eletto. Ma la mia dimensione per il mio passato di studi e di lavoro è quella europea, e sento che un’esperienza a Bruxelles sarebbe nelle mie corde. Senza contare che per il Trentino sarebbe un’occasione unica di avere un rappresentante nel Parlamento Europeo e un Ministro delle Repubblica di grande importanza qual è Riccardo Fraccaro.

 

Qual è lo stato di salute del Movimento in Trentino?

 

Il Movimento 5 stelle in Trentino sta facendo la sua strada. Abbiamo anche se di poco aumentato il numero di voti alle scorse provinciali. Purtroppo il Trentino conta pochi abitanti e non riusciamo ad avere quel ricambio che auspichiamo e che è nei principi del Movimento.

 

Quali sono le parole d'ordine della sua campagna elettorale?

 

Rimettiamo il benessere dei cittadini e delle piccole-medie imprese al centro dell’azione politica Europea. Il sogno di un’Europa dei popoli, dei diritti, di prospettive di un futuro migliore che ho respirato durante il mio anno di Erasmus in Inghilterra nel 1992 è stato tradito dai meccanismi europei e dai partiti che hanno governato le istituzioni, che hanno portato l’Europa a privilegiare gli interessi delle lobby economiche e finanziarie, delle multinazionali e della banche.

 

Cosa porterà in Europa se sarà eletto?

 

Il fallimento del modello europeo congegnato con il trattato di Maastricht e l’architettura di funzionamento dell’Euro si è palesato con la crisi del 2008 che sentiamo ancora oggi a distanza di più di 10 anni e che sentiremo ancora nei prossimi anni. Gli Stati non hanno potuto effettuare investimenti in nome della “stabilità”, la stabilità delle tasche dei poteri forti e finanziari, la stabilità della disoccupazione e del peggioramento delle condizioni economiche della classe media dall’altro. Le regole europee ci dicono che l’Italia deve avere per essere finanziariamente “stabile” una disoccupazione dell’ 11%. Ci stanno facendo il lavaggio del cervello facendoci credere che il bilancio dello stato debba funzionare come il bilancio delle aziende: ma le aziende perseguono il profitto, mentre gli Stati devono perseguire il benessere e il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini. Noi semplicemente diciamo che si deve modificare il mandato della Banca Centrale Europea.

 

 

In che senso?

 

Ad oggi essa ha come compito quello di mantenere l’inflazione in area euro sotto il 2%. Ma ormai l’inflazione di fatto non è un problema; siamo in stagnazione e i miliardi di euro immessi in circolazione non hanno di fatto smosso i prezzi. Per il Movimento 5 Stelle la Bce deve perseguire primariamente la piena occupazione e la crescita economica dei paese aderenti. Diciamo quindi che il limite del 3% di deficit sul Pil debba essere eliminato per gli investimenti in infrastrutture, per interventi di riqualificazione energetica, per la spesa sanitaria e per l’istruzione, ma sempre tenendo d’occhio l’inflazione. La Bce potrebbe fare interventi poi con fondi propri senza intaccare i conti di finanza pubblica ad esempio per progetti di piani di lavoro garantiti. Bisogna poi colmare il deficit di democrazia della istituzioni europee dando al parlamento iniziativa legislativa, che ad oggi ha solo la commissione, e creando una sorta di sistema bicamerale tra parlamento e Consiglio Europeo. Ad oggi infatti i governi tramite la commissione fanno approvare regolamenti e direttive, pur con un intervento parziale del Parlamento, che entrano in automatico nel nostro sistema normativo bypassando di fatto i parlamenti nazionali. Dobbiamo poi istituire i referendum consultivi e abrogativi europei.

 

Il Movimento 5 Stelle quanto è cambiato dalle origini ad oggi? Rimpiangi qualcosa del ''prima'' e di cosa sei orgoglioso dell'''oggi''?

 

Il Movimento 5 stelle ad oggi è al Governo del paese e giocoforza è cambiato. Da opposizione, che aveva il compito di fare emergere le storture democratiche e politiche di chi era al governo e degli altri partiti, adesso finalmente sta cercando di realizzare le promesse fatte al meglio, pur nei limiti del contratto stipulato con la Lega, che comunque è il più vecchio partito attualmente presente nel panorama politico e quindi incancrenito nelle vecchie logiche di potere. Del prima rimpiango la forza propulsiva che ci infondevano Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Ma sono orgoglioso di quello che il Movimento sta facendo e orgoglioso del fatto che siamo gli unici politici che fanno quello che promettono.

 

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