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Fugatti: ''Famiglia e natalità al centro della nostra azione''. Cgil, Cisl e Uil: ''Si deve puntare sui servizi. Bonus bebè e rette asilo nido superati dai provvedimenti nazionali''

Le macroaree di intervento sono le "Misure di sostegno al reddito familiare", "I servizi di conciliazione vita/lavoro" e "Il sistema Trentino qualità famiglia". E ancora "Politiche di transizione all'età adulta" e "Rafforzare le reti familiari, extra-familiari e l'associazionismo familiare", quindi completano il quadro "Analisi statistica" e "Report natalità"

Di Luca Andreazza - 30 novembre 2019 - 19:59

TRENTO. "Un piano strategico di legislatura che mette la famiglia e la natalità al centro dell'azione di governo", queste le parole del presidente Maurizio Fugatti, nel lanciare gli strumenti in materia politiche familiari articolati in 36 interventi tra sostegno al reddito, servizi di conciliazione vita-lavoro, iniziative per la transizione all'età adulta, rafforzamento di reti familiari e associazionismo. 

 

"Vogliamo confermare la centralità delle politiche familiari nella nostra azione di governo - spiega il presidente -. La famiglia è quel luogo fondamentale dove si creano i legami primari, dove si costruiscono i cittadini di domani, per questo è importante promuoverla e sostenerla nelle proprie funzioni sociali. Vanno in questa direzione i tanti interventi che abbiamo già messo in campo, penso all'assegno di natalità, all'abbattimento delle rette dei nidi, ai buoni sportivi e culturali, alla deduzione dei redditi di lavoro femminile. Oggi, con il piano abbiamo reso sistematiche queste azioni, le abbiamo ampliate, organizzate e rese trasversali, soprattutto abbiamo stabilito un orizzonte temporale, che è quello della legislatura".

 

In Italia si fanno sempre meno figli ma in questo quadro il Trentino e l'Alto Adige sono in controtendenza, anche se il trend è negativo. Nel 2018 sono in media 1,29 (1,32 nel 2017), un trend iniziato nel 2010, anno in cui si è registrato il massimo di 1,46. Sostanzialmente i livelli sono quelli di 15 anni fa, anche se quel tasso di 1,29 del 2003 era arrivato in una fase di recupero della fecondità dopo il minimo storico registrato nel 1995, attribuibile al contributo delle donne straniere. Il livello di fecondità è più alto al Nord: 1,32 e 1,36 tra Nord-ovest e Nord-est, quest'ultimo trainato anche da Bolzano e Trento, rispettivamente a 1,72 e 1,45 (Qui articolo).

 

"Sappiamo che contrastare quello che ormai si profila come un inverno demografico sarà difficile - prosegue l'assessora Stefania Segnana - viviamo in un Paese dove si fanno meno figli, anche il Trentino seppure in modo contenuto, non è immune a questo andamento. Le dinamiche demografiche saranno tra i fattori cruciali dell'economia e di sviluppo del Trentino, che dipende dalle politiche economiche, ma anche da quelle sul benessere familiare, che aiutano a mantenere le persone sul territorio e riescono a innescare un rapporto sostenibile tra giovani e anziani. E' davvero fondamentale qualificare sempre più il nostro come un territorio amico della famiglia, accogliente e attrattivo per le famiglie e per tutti i soggetti che interagiscono, le famiglie rappresentano un presidio fondamentale per un territorio orograficamente complesso come il nostro, ma anche un presidio della struttura stessa della società".

 

Le macroaree di intervento sono le "Misure di sostegno al reddito familiare", "I servizi di conciliazione vita/lavoro" e "Il sistema Trentino qualità famiglia". E ancora "Politiche di transizione all'età adulta" e "Rafforzare le reti familiari, extra-familiari e l'associazionismo familiare", quindi completano il quadro "Analisi statistica" e "Report natalità".

 

"Vogliamo creare nella nostra comunità - aggiunge l'assessore Mirko Bisesti - quelle condizioni di fiducia necessarie per rendere in grado le famiglie e i giovani di realizzare i propri progetti di vita. Abbiamo visto anche ieri, durante la presentazione del Festival della Famiglia, non a caso dedicato proprio al tema della denatalità, che se le nascite sono in calo e la nostra popolazione invecchia sempre di più, anche i nostri giovani escono di casa sempre più tardi. Il Piano prevede interventi puntuali anche nei delicati processi di transizione all'età adulta".

 

Non sono convinti i sindacati. "Il Piano straordinario per sostenere la famiglia e incentivare la natalità parte da obiettivi condivisibili - commentano Franco Ianeselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) - ma mancano ancora gli strumenti necessari per raggiungerli. Non bastano, infatti, i sostegni economici, limitati nel tempo, per fare più figli. Le famiglie e la natalità si sostengono in primo luogo se si rafforzano i servizi di conciliazione e si investe con maggiore convinzione sul lavoro femminile. Le risorse sono già limitate, quindi ha senso concentrale in questa direzione".

Per le tre confederazioni il Piano ha il merito di focalizzare la questione della denatalità, senza introdurre stravolgimenti nelle politiche per la famiglia, rispetto al passato. Si portano poi nel piano le misure già adottate in assestamento di bilancio in agosto su assegno di natalità e tariffe dei nidi. "Ma proprio su queste misure sembra che ancora una volta - continuano i tre segretari - non si tenga conto delle novità che intanto sono maturate a livello nazionale proprio a favore della famiglia. Bonus bebè e riduzione delle tariffe per gli asili nido vengono superate dagli analoghi interventi che il Governo nazionale ha previsto nella prossima legge di stabilità: queste misure saranno difficilmente conciliabili".

 

Insomma, si può fare di più per le parti sociali. "Alla luce di queste considerazioni - dicono Ianeselli, Bezzi e Alotti - ha più senso liberare risorse da investire in altri capitoli, sempre a vantaggio del welfare per le famiglie. A questo proposito da due settimane attendiamo la disponibilità dell'assessora Segnana per un incontro, che ancora non ci ha accordato. Va inoltre potenziato capillarmente su tutto il territorio trentino il percorso nascita per aiutare le mamme in fase di gravidanza, servono poi più posti negli asili nido, servono servizi di conciliazione più flessibili nella fascia 0-6 anni".

C’è poi la questione del lavoro femminile. “Su sollecitazione dei sindacati - evidenziano i sindacati - in assestamento di bilancio la giunta ha innalzato da 3 mila a 4 mila euro le deduzioni del reddito da lavoro femminile a fini Icef. Un primo piccolo passo avanti, ma non ancora sufficiente per incentivare l’occupazione delle donne, che resta il reale obiettivo da perseguire”.

Un’altra misura sulla quale Cgil, Cisl e Uil vorrebbero aprire un confronto è quello dell’indicatore di svantaggio territoriale. “Non è aumentando i sostegni economici che si favorisce la permanenza nelle periferie. Anche in questo caso a fare la differenza sono i servizi - concludono Ianeselli, Bezzi e Alotti - che vanno potenziati in città come nelle valli. Dal nostro punto di vista un indicatore di questo tipo va studiato bene e condiviso altrimenti si rischia di introdurre un meccanismo che incentiva il Governo provinciale a non investire nelle aree davvero disagiate: chi vive in periferia chiede servizi di qualità, non 'mancette'. Tariffe e contributi vanno fissati in primo luogo sulla base delle reali condizioni economiche delle famiglie, non del luogo in cui vivono né tanto meno da quanto tempo ci vivono".

 

Il piano strategico della Provincia
 

1. Misure di sostegno al reddito delle famiglie

  • Indicatore di marginalità territoriale: messo in campo per sostenere la popolazione trentina che vive in montagna, in modo da differenziare gli effetti tra centro e periferia.
  • Assegno straordinario di natalità: rivolto alle famiglie con Icef fino a 0,40, a decorrere dal 1° gennaio 2020, importo annuale pari a 1.200 euro per il primo figlio, 1.440 euro per il secondo figlio, 2.400 euro per il terzo e successivi figli.
  • Bonus asilo nido: rivolto alle famiglie con Icef fino a 0,40, decorre dal 1° settembre 2019, viene erogato attraverso lo strumento dell'Assegno unico provinciale.
  • Voucher sportivo: domande dal 4 novembre, viene erogato attraverso lo strumento dell'Assegno unico e alle famiglie con almeno tre figli, il contributo va da 100 a 200 euro.
  • Voucher culturale: domande ogni anno dal 7 al 31 ottobre, viene erogato attraverso lo strumento dell'Assegno unico; il contributo è di 100 euro per il percorso "teatro/cinema/filodrammatiche" e il 70% della spesa sostenuta per la frequenza di scuole musicali, bande e cori.
  • Servizi di trasporto scolastico: sono state dimezzate le tariffe del trasporto scolastico per alunni e studenti che frequentano la scuola dell'infanzia, la primaria e la secondaria di primo e secondo grado: attualmente l'abbonamento senza libera circolazione è pari a una tariffa massima di 59 euro per un figlio e di 90 euro per due o più figli, mentre quello con libera circolazione è di 97 euro per un figlio di di 150 euro per due o più, le tariffe possono essere ridotte fino a 31 euro tramite Icef.
  • Contributo per posizione previdenziale alla nascita del bambino: la misura punta a sostenere la famiglia al momento della nascita del figlio incentivando l'apertura di una posizione previdenziale complementare.

2. Servizi di conciliazione vita/lavoro a sostegno dell'occupazione femminile

  • Deduzione dei redditi di lavoro femminile: la Giunta ha stanziato una spesa annuale di 500.000 euro per il 2020 e il 2021, l'obiettivo è rendere questa misura strutturale al fine di incentivare il lavoro femminile.
  • Revisione del sistema dei servizi di conciliazione vita-lavoro 0/3 anni: attualmente l'offerta dei servizi per la prima infanzia in Trentino è strutturata su 188 servizi socio-educativi ripartiti in 94 nidi d'infanzia di Comuni e Comunità per un totale di 3.754 posti bambino, 2 nidi privati accreditati per 30 posti, 89 nidi familiari Tagesmutter per circa 450 posti, 1 continuità nido-materna; nel periodo dal 1 gennaio al 30 ottobre 2019 sono stati assegnati complessivamente 750 buoni di servizi per la fascia 3 mesi - 3 anni che hanno coinvolto circa 650 famiglie. L'obiettivo per la legislatura è semplificare il sistema di offerta dei servizi 0-3 anni tramite un sistema di accreditamento unico provinciale con requisiti strutturali e professionali di qualità.
  • Servizi educativi 0/6 anni: l'obiettivo è una revisione complessiva del sistema dei servizi per l'infanzia secondo logiche di accessibilità, fruibilità e sostenibilità economica.
  • Strategie per la conciliazione vita/lavoro nelle organizzazioni: obiettivo elevare dall'attuale 20% al 40% il numero di lavoratori trentini occupati in organizzazioni che hanno attivato piano aziendali di conciliazione vita/lavoro, nonché valorizzare la certificazione Family Audit.
  • Servizi di conciliazione vita-lavoro interaziendali: l'obiettivo è quello di sviluppare i Distretti Family Audit a livello territoriale e sperimentare i servizi di nido inter-aziendale e servizi time-saving interaziendali.
  • Conciliazione vita/lavoro al maschile: ridurre il divario di genere fra mamma e papà nelle attività di cura.

3 . Sistema Trentino Qualità Famiglia

  • Attrattività territoriale: obiettivo riorientare le politiche pubbliche e i servizi pubblici e privati sul cittadino/famiglia per accrescere l'attrattività di un territorio.
  • Saturazione del capitale territoriale: effettuare una ricognizione del capitale territoriale entro il 30 giugno del prossimo anno e definire un piano operativo.
  • Trentino living-lab sulle politiche di benessere: in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler per offrire il corredo di tecnologie, conoscenze e metodologie in ambito di welfare e Family Audit.
  • Trentino comunità educante: revisionare in chiave educativa i requisiti facoltativi e obbligatori attualmente in essere per l'accreditamento delle organizzazioni sul benessere familiare e rafforzare le partnership con organizzazioni attente alle tematiche educative.
  • Piano comunali sul benessere familiare: in Trentino il 90% della popolazione abita in un Comune amico della famiglia, ovvero sono quasi un centinaio i Comuni con la certificazione "Family in Trentino", altri 60 sono in fase di acquisizione per un totale di 160 (nel 2015 erano 67), tra questi 13 hanno anche la certificazione Family Audit, 19 sono poi i Distretti Famiglia. L'obiettivo è elevare dall'attuale 56% al 100% il numero dei Comuni certificati, richiedere ai Comuni di valorizzare anche il Family Audit nelle procedure di evidenza pubblica per la scelta dei fornitori, sviluppare partnership extra-locali. 
  • Distretti e marchi famiglia in Trentino: In Trentino vi sono 19 Distretti famiglia ai quali hanno aderito 850 organizzazioni di cui il 30% ha natura pubblica e il 70% natura privata, mentre il 28% del totale ha la certificazione Family in Trentino. L'obiettivo è favorire la nascita dei Distretti in tutto il territorio provinciale e rivedere i disciplinari esistenti per l'accreditamento prevedendo requisiti di tutela ambientale e di utilizzo dei prodotti locali.
  • Manager territoriale: approvare entro fine anno i criteri per erogare il contributo per i manager di territorio, figure funzionali allo sviluppo dei distretti per la famiglia.
  • Infrastrutture family friendly: attività di sensibilizzazione delle organizzazioni aderenti ai Distretti Famiglia ad adottare gli standard infrastrutturali family friendly.
  • Sportello unico per il cittadino e la famiglia: attivazione entro i primi mesi del 2020 ed estensione dell'attività informativa sulle politiche familiari a tutta la rete dei Caaf e dei patronati, nonché degli uffici periferici della provincia.

4. Politiche di transizione all'età adulta

  • Staffetta generazionale: per favorire l'occupazione giovanile, sperimentazione da attuare nel settore pubblico e nel comparto delle aziende pubbliche per i servizi alla persona.
  • Integrazione del canone d'affitto per i giovani: la Provincia vuole introdurre una misura che favorisca la fuoriuscita dei giovani dall'abitazione dei genitori tramite la concessione di un contributo per l'abbattimento del canone di locazione degli alloggi sul libero mercato del territorio provinciale.
  • Abitazioni pubbliche, aree montane e giovani: dal caso pilota di Luserna, estendere il co-living ad altre realtà territoriali saturando il patrimonio abitativo pubblico inutilizzato.
  • Servizio civile universale: attivare indagini per meglio conoscere i bisogni dei giovani e focalizzare l'attività formativa sui temi della transizione all'età adulta.
  • Politiche giovanili e processi di transizione all'età adulta: confermare il disegno strategico di forte connessione e integrazione tra politiche familiari e politiche giovanili sviluppando progettualità orientata all'autonomia dei giovani, costruire e implementare network di lavoro, sviluppare azioni volte a far emergere idee e talenti.
  • Lavoro estivo e stagionale per i giovani: indirizzare le progettualità dei piano giovani di zona ad offrire opportunità di tirocinio estivo in raccordo con gli indirizzi di alternanza scuola-lavoro e in sinergia con Agenzia del Lavoro.

5. Rafforzare le reti familiari, extra familiari e l'associazionismo familiare

  • Pianificazione integrata: raccordare le pianificazioni territoriali in materia di giovani, famiglia e sociale.
  • Nascere e crescere in Trentino: nel 2018 la Giunta ha promosso questo documento per sviluppare azioni sinergiche che accompagnino i genitori nella realizzazione dei loro progetti di vita, per il benessere proprio e dei figli; l'obiettivo è di diffondere nei territori la visione e gli interventi previsti con l'accordo "Nascere e crescere in Trentino".
  • Accompagnare e sostenere i primi 1.000 giorni: rinforzare nei servizi socio-sanitari ed educativi i programmi di provata efficacia per la salute preconcezionale, lo sviluppo del bambino e la genitorialità come Ospedali e Comunità Amici dei bambini, Nati per leggere e per la musica, GenitoriPiù, ecc.
  • Accompagnare e sostenere i processi di crescita dei figli: estendere le buone pratiche in sinergia con il privato sociale.
  • Investire sulle relazioni familiari: sostenere le famiglie fragili e i minori attraverso l'implementazione del programma PIPPI e di altri interventi.
  • Associazionismo familiare, relazioni familiari e partecipazione: promuovere un approccio sistemico di miglioramento delle relazioni familiari e della salute con interventi di filiera, nonché promuovere l'associazionismo familiare e ampliare le alleanze volte alla promozione di stili di vita sani.
  • I nonni: risorsa della famiglia, risorsa delle società: la Provincia intende sostenere il valore, l'importanza e il ruolo dei nonni sia all'interno della rete familiare primaria che nel più ampio contesto sociale. Secondo l'Istat nel 2017 erano ben il 37% le famiglie italiane con figli fino a 14 ad affidarsi alle cure dei nonni, mentre in Europa il valore è molto più basso (il 2% in Svezia, il 14% in Germania). L'obiettivo di legislatura è di valorizzare i nonni all'interno delle pianificazioni di settore.
  • Nascere e crescere in Trentino, un kit per neogenitori: progettazione del kit e organizzazione della consegna tramite la rete ospedaliera con decorrenza dall'1 giugno 2020.

Analisi statistica
Il Piano si compone inoltre di un'analisi statistica sulla popolazione a cura di Ispat nella quale si evidenzia il numero medio di figli per donna, in Trentino pari a 1,50 a fronte di una media nazionale dell'1,34, un'incidenza dei giovani fra 0 e 14 anni del 14,7% (la media nazionale è del 13,5%) a fronte di un'incidenza degli anziani di 65 anni e oltre del 21,4% (dove il valore nazionale è del 22,3%). In costante aumento anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, dove il Trentino si trova in buona posizione seppur lievemente al di sotto della media europea, anche se per offerta di servizi alla prima infanzia la provincia è molto in alto in Italia e al pari dei paesi europei più elevati.

 

Report natalità
Nel Piano infine anche un report sulla natalità in Trentino: la provincia, pur con un tasso di fecondità sempre maggiore rispetto a quello generale dell'Italia e a quello delle altre regioni del Nord-Est, mostra trend molto simili a quelli degli altri territori europei, ovvero una ripresa lenta ma progressiva fino al 2010, seguita da una evidente contrazione, in corrispondenza della crisi economica. Negli ultimi anni i primi segnali di ripresa non arrestano la denatalità, vengono quindi presi in considerazione alcuni fenomeni da cui dipende questo calo come l'aumento della percentuale delle donne che non fanno figli, la diminuzione in termini numerici della popolazione femminile in età feconda, il calo delle nascite con l'aumentare del tasso di disoccupazione.

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