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Dopo il ticket sanitario abolito anche con il bonus bebè il Governo Conte fa meglio della Giunta Fugatti. I sindacati: ''Politiche per la famiglia più incisive a livello nazionale''

Erano due dei punti scelti dall'amministrazione leghista per promuovere il primo anno di attività anche con un meme. Il primo si è scoperta essere una misura del ministro Speranza il secondo ora si chiede di eliminarlo. Cgil, Cisl e Uil chiedono un passo indietro alle politiche della Giunta adottando le misure votate nella legge di bilancio statale (all'interno l'approfondimento): ''Così si potrebbero garantire risparmi fino a 9 milioni di euro da poter reinvestire''

Di Luca Pianesi - 27 dicembre 2019 - 19:12

TRENTO. Il Governo giallorosso del premier Conte batte la Giunta Fugatti anche giocando in trasferta sul ''campo'' disegnato dalla stessa propaganda leghista per promuovere l'azione dell'esecutivo trentino: il meme #dalleparoleaifatti condiviso anche dallo stesso presidente della Provinica. Tre erano i punti focali individuati dai responsabili delle comunicazione per fare ''bello'' il governo leghista trentino: taglio dei ticket sanitari; bonus bebè; over 70 gratis sui treni e autobus locali. Il primo si è scoperto essere un provvedimento nazionale sbandierato sul territorio come grande successo della nostra amministrazione ma in realtà deciso per tutta Italia dal ministro Speranza (QUI APPROFONDIMENTO). 

 

La legge di bilancio dello Stato, approvata con il voto di fiducia della Camera alla vigilia di Natale, però scavalca anche il secondo ''fiore all'occhiello'' fugattiano: arriva, infatti, il potenziamento delle misure nazionali per il sostegno alla natalità e la riduzione delle rette degli asili nido. Per questo Cgil, Cisl e Uil del Trentino nei mesi passati avevano denunciato più volte le difficoltà, se non addirittura l’impossibilità, di armonizzare le misure statali con quelle provinciali (e anche il Dolomiti aveva messo in guardia l'esecutivo), di fronte al via libera del nuovo piano per le famiglie del governo giallorosso (in particolare i commi 341 e 343 dell’articolo 1 della legge di bilancio per il 2020 ). Ora i sindacati tornano a chiedere al Presidente Fugatti un confronto immediato. 

 

“Con l’approvazione della manovra finanziaria statale - spiegano Andrea Grosselli (Cgil del Trentino), Michele Bezzi (Cisl del Trentino) e Walter Alotti (Uil del Trentino) - il Governo Conte ha reso universali i bonus INPS per la nascita e per la frequenza degli asili nido. Il valore degli assegni statali vengono addirittura raddoppiati per le famiglie con i redditi più bassi. Così di fatto i benefici introdotti dalla Giunta Fugatti con la legge di assestamento di bilancio provinciale di questa estate vengono in larga parte superati da quelli nazionali e si possono liberare risorse per misure più efficaci per sostenere la natalità e l’occupazione femminile”. 

 

Per i sindacati infatti le misure statali e quelle provinciali sono sovrapponibili, ma difficilmente cumulabili senza sostanziali modifiche normative. Così i cittadini sarebbero costretti a scegliere tra le une o le altre. Individuare una modalità per coordinare i diversi interventi a livello locale, agendo sulla disciplina provinciale, potrebbe invece garantire risparmi fino a 9 milioni di euro da poter reinvestire su nuovi servizi di conciliazione e sulla promozione dell’occupazione femminile che, anche secondo gli esperti che ad inizio dicembre hanno animato il festival della famiglia, sono gli strumenti più efficaci per favorire la natalità. 

 

“La Giunta apra immediatamente un confronto - incalzano i sindacalisti di Cgil Cisl Uil del Trentino - per verificare l’opportunità di apportare modifiche alla disciplina della quota B2 dell’assegno unico che consente la riduzione delle tariffe nido in Trentino e alla normativa dell’assegno di natalità provinciale, come previsto tra l’altro dall’articolo 26 della legge di stabilità provinciale per il 2020 appena approvata dal Consiglio provinciale”. A questo proposito i sindacati hanno inviato una lettera al Presidente della Provincia Fugatti chiedendo un incontro urgente, dopo che nel novembre scorso una analoga richiesta di incontro era caduta nel vuoto.

 

“Contrariamente alle preoccupazioni del Presidente Fugatti - concludono Cgil Cisl Uil - la legge di bilancio dello Stato, sul fronte delle politiche per la famiglia, è molta positiva anche per il Trentino perché permette di liberare risorse da reinvestire. Va quindi sfruttata questa opportunità per implementare nuove misure a favore delle famiglie trentine. In particolare si potrebbero potenziare i servizi di asilo nido sul territorio provinciale e incrementare le deduzioni del reddito da lavoro femminile ai fini Icef per incentivare l’occupazione femminile”.

 

 

L'ANALISI DELLE MISURE STATALI

In primo luogo, viene esteso il bonus alla nascita a tutte le famiglie a prescindere dal reddito con un intervento di 960 euro annui (80 euro mensili) per ogni bambino nato a partire dal 1° gennaio 2020. Per i nuclei familiari con un indicatore ISEE inferiore a 40.000 il bonus sale a 1.440 euro annui (120 euro al mese), mentre con un ISEE inferiore a 7.000 il bonus diventa di 1.920 euro annui (160 euro al mese). Il bonus nazionale ha una durata massima di un anno. Tutti gli importi vengono incrementati del 20% per la nascita di un figlio diverso dal primo (in pratica, per il secondo figlio i bonus diventano rispettivamente di 96 euro, 144 euro e 196 euro mensili).

 

IL CONFRONTO CON LE MISURE PROVINCIALI

Rispetto all’assegno di natalità previsto dall’assestamento di bilancio provinciale, la platea è molto più estesa riguardando tutte le famiglie a prescindere dal reddito. La Giunta Fugatti aveva infatti fissato un tetto di reddito familiare pari all’indicatore ICEF di 0,40, sopra il quale si è esclusi dal beneficio. Sotto quella soglia i benefici erano stati fissati i 100 euro mensili massimi per il primo figlio, 120 euro massimi per il secondo figlio e 200 euro per il terzo figlio. Se le misure provinciali risultano di fatto mediamente inferiori a quelle statali, la durata del bonus è invece più lunga, coprendo i primi tre anni di vita del bambino.

 

IL BONUS NIDO

In secondo luogo anche il bonus nido INPS viene fortemente incrementato rendendo del tutto vano il dimezzamento delle rette massime previste dall’assestamento di bilancio provinciale del luglio scorso. Infatti per tutti coloro che hanno un ISEE superiore a 40.000 il bonus nido statale resta pari a 1.500 euro annui (136,37 per undici mensilità), sale a 2.500 euro annui per redditi a fini ISEE inferiori a 40.000 (227,27 euro per undici mensilità) e raddoppia a 3.000 euro annui con un ISEE inferiore a 25.000 (272,73 euro per undici mensilità). L’intervento statale da solo permette quindi di azzerare le rette medie del servizio asilo nido anche in Trentino. Basti ricordare che un indicatore ISEE di 40.000 può essere pari ad un ICEF di 0,45-0,50, più alto del limite fissato a 0,40 per l’accesso alla quota B2 dell’assegno unico con cui vengono abbattute le rette dei nidi in Provincia. 

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