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Abolizione del superticket, Ianeselli: “Altro che idea della Giunta, Fugatti fa propaganda si è limitato a recepire una decisione nazionale”

L’annuncio è stato fatto dal ministro della Salute Roberto Speranza: “I cittadini non dovranno pagare più il superticket dal primo settembre del 2020”, ma ad intestarsene il merito (anche attraverso dei meme) è stato il presidente della Pat Maurizio Fugatti

Di Tiziano Grottolo - 24 December 2019 - 05:01

TRENTO. “Dal 2020 non si pagheranno più i ticket sulle ricette, la nuova misura entrerà in vigore a decorrere dal 1° gennaio”, così esultava il presidente della Pat Maurizio Fugatti lo scorso 6 novembre. Dopodiché, non contento, il 30 dello stesso mese sceglieva di rincarare la dose con un meme confezionato per l’occasione dove si accusava il governo Giallo-Rosso di “alzare le tasse”, “stangare le aziende” e “bastonare il mercato immobiliare”. Al “pessimo governo delle poltrone” veniva contrapposto “il buon governo della Lega a Trento” che fra le proprie cartucce annoverava “il taglio dei ticket sanitari”.

 

Peccato però che si trattasse di colpi a salve visto che quello che doveva essere il cavallo di battaglia della giunta leghista si è scoperto essere in realtà un provvedimento nazionale voluto proprio dal “pessimo governo delle poltrone (cit.)”, in particolare dal ministro della Salute Roberto Speranza di Liberi e Uguali. Come peraltro faceva notare in tempi non sospetti l’ex presidente Ugo Rossi (QUI articolo) e come aveva dimostrato Il Dolomiti (QUI articolo).

 


 

È stato lo stesso ministro infatti ad annunciare sui social: “Oggi diventano Legge l’abolizione del superticket, il più grande aumento del Fondo Sanitario Nazionale degli ultimi anni e tutte le misure destinate ad assumere medici, infermieri e personale. Così sosteniamo e rafforziamo il nostro Ssn e tuteliamo il Diritto alla Salute sancito dalla nostra Costituzione”, provvedimenti questi che sono stati inseriti nella legge di Bilancio approvata poche ore fa dalla Camera dei Deputati.

 

L’abolizione del ticket, ha ricordato Speranza, entrerà in vigore dal primo settembre del 2020 e già qui qualcosa non torna, dal momento che Fugatti affermava che l’abolizione dello stesso ticket sarebbe scattata dal 1° gennaio: possibile che la Pat non volendo aspettare fino all’autunno abbia messo sul piatto delle risorse proprie, d’altro canto questa potrebbe essere la conferma che in realtà si trattasse di un provvedimento voluto da Roma e non da Trento come Fugatti aveva lasciato intendere.

 

A fugare ogni dubbio arrivano anche le parole di Franco Ianeselli: “Altro che idea della Giunta, Fugatti fa solo propaganda, in realtà si è limitato a recepire una decisione nazionale”, ha tuonato il segretario della Cgil. “Da parte nostra avevamo chiesto alla Giunta di utilizzare i margini di manovra garantiti dall’Autonomia per intervenire sul provvedimento”, ricorda Ianeselli. Anziché abolire il ticket per tutti senza distinzioni, i sindacati avevano chiesto che le fasce a reddito più alto, quindi in grado di sobbarcarsi un costo tutto sommato contenuto, continuassero a pagare il ticket. Al contempo il ceto medio e le fasce di reddito più basse sarebbero state esentate.

 

“Fugatti ci ha risposto che questa decisione arrivava da Roma e pertanto lui aveva le mani legate, non potendo intervenire sul provvedimento, ma delle due l’una – attacca il segretario della Cgil – o l’abolizione del ticket è un’idea della Pat e quindi non vedo come il governo nazionale possa intromettersi, oppure questo provvedimento arriva davvero dal governo nazionale e quindi ogni tentativo di attestarsene il merito è da etichettare come una vera e propria menzogna”.

 

Ad ogni modo, con ogni probabilità, il provvedimento entrerà in vigore da settembre, così come prescritto da Roma, per il Trentino (così come nel resto d’Italia) l’esenzione riguarderà l’intera popolazione che non dovrà più sobbarcarsi i costi della quota fissa di 3 euro, sulle ricette per le prestazioni di assistenza specialistica, e nemmeno quelli della quota fissa di 1 euro sulle ricette per l'assistenza farmaceutica. Una manovra che nel complesso è costata circa 5,8 milioni di euro.

 

Nello stesso post del 6 novembre, Fugatti scriveva: “L'abolizione dei ticket non può che essere generalizzata, indipendentemente dal reddito, in quanto si tratta di livelli essenziali delle prestazioni che per tale ragione, non possono essere ridotti selettivamente”. Ecco in estrema sintesi bastava limitarsi a questo per evitare una clamorosa figuraccia, ma si sa i tempi cambiano e spesso chi urla più forte ha ragione anche se, tra meme e realtà, talvolta si finisce con il confondersi le idee.

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