''Il FVG premia le mamme, la Cina tassa i preservativi'', l'assurdo paragone del forzista Novelli: in Italia Iva sui contracettivi più alta e i bonus li ha varati anche Pechino
Il consigliere di Forza Italia Roberto Novelli per celebrare il provvedimento della maggioranza Fedriga si lancia in un paragone ardito (che lui stesso definisce ''provocazione'') che però non regge da nessun punto di vista se non quello del cercare di buttarla in caciare agitando lo ''spettro'' della Cina. Meglio sarebbe limitarsi a plaudire alla positiva misura voluta a favore delle mamme: un contributo di 250 euro al mese per il primo anno di età del bambino e di 500 per le under30

TRIESTE. Con i bonus non si fanno figli ma certo male non fanno alle famiglie e possono aiutarle a sostenere le spese. Nella legge di stabilità della Regione Friuli Venezia Giulia sono previsti 139 milioni di euro, nel triennio, per agevolare le nascite, favorire l'indipendenza dei giovani e sostenere l'occupazione femminile e l'emendamento simbolo di questa misura è il provvedimento che un contributo di 250 euro al mese per un anno alle neo mamme e 500 euro al mese per quelle under30.
Un provvedimento che fa esultare la maggioranza di Fedriga e in particolare Forza Italia con il consigliere Roberto Novelli che si lancia in un paragone ardito. ''Per contrastare l'avanzata dell'inverno demografico, il Friuli Venezia Giulia vara una misura shock che vale quasi 150 milioni di euro nel triennio 2026-2028. Al centro, un assegno mensile di 250 euro per tutte le madri nei primi dodici mesi del bambino, che sale a 500 euro per le under 30. La Cina, il modello culturale di una parte dell'Opposizione, ha scelto una via diversa, decisamente più cruda: una tassa sui preservativi per tentare di invertire il trend del calo demografico. Siano i cittadini a scegliere la ricetta più civile, ponderata e lineare".
Una considerazione che fatica a stare in piedi da qualsiasi punto di vista la si guardi intanto perché se è vero che la Cina sta vivendo una contrazione delle nascite (dopo 60 anni di crescita e addirittura di politica del figlio unico imposto dal 1980 al 2015 che ha trasformato le strutture familiari oggi improntate su quel modello anche a 'divieto' scomparso) è anche vero che in Italia è da 30 anni che siamo in pieno inverno demografico. E nonostante questo in Italia la tassa sui preservativi e sui contraccettivi c'è da sempre e viaggia a tutt'oggi al 22% (tra le più altre, nel Regno Unito è al 5%) contro il 13% applicato dal prossimo anno in Cina. Se a questo si aggiunge il piano di bonus che la Cina ha varato per sostenere la natalità con contributi annuali di 3.600 yuan (circa 430 euro) per ogni figlio di età inferiore ai tre anni si vede che il confronto da ''paura'' tentato dal consigliere regge poco o niente. E anzi si evidenzia che la Cina è vicina e che certi problemi e certe soluzioni si assomigliano molto.
"Una provocazione - chiarisce, fortunatamente, lo stesso Novelli - che attinge da dati reali, per tracciare un parallelo su due modi molto diversi di affrontare lo stesso problema. Grazie alla visione del presidente Massimiliano Fedriga e al lavoro dell'assessora Alessia Rosolen, la Giunta regionale ha introdotto misure innovative e coraggiose. Tra queste, il contributo economico destinato alle neomamme presentato all'interno della manovra finanziaria. È un segnale forte: la Regione sceglie di stare al fianco delle giovani donne e delle giovani famiglie, con idee e risorse".
"Queste politiche - continua Novelli - si affiancano a un sistema più ampio di interventi su lavoro, servizi per l'infanzia, conciliazione vita-lavoro e sostegno al reddito, dimostrando che la natalità si incentiva creando condizioni favorevoli, fiducia nel futuro e stabilità". "Una parte residuale dell'opposizione continua a contestare sistematicamente ogni iniziativa della maggioranza. Forse è la stessa parte che guarda con curiosità, se non con ammirazione, a modelli esteri come quello cinese - rilancia la bislacca teoria il consigliere forzista - dove si pensa di contrastare il calo delle nascite aumentando il costo dei preservativi, dopo aver peraltro contribuito in passato a creare il problema demografico. Noi preferiamo aiutare le famiglie a scegliere di avere figli, non scoraggiarle con tasse o misure punitive. A fare la differenza, oltre alle risorse - chiude il forzista -, sono anche l'approccio culturale e il rispetto per la dignità della persona e per la prospettiva di creare una famiglia in condizioni di serenità".
Per concludere: il tema è complicato. Eccome se lo è. Banalizzarlo in questo modo è un peccato che giornalisticamente non si può tacere. Bene ha fatto la maggioranza Fedriga a varare una misura di sostegno economico alle mamme. Meno bene fa al dibattito complessivo lanciarsi in paragoni, pur provocatori, come quello di cui sopra.












