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| 02 giu 2019 | 06:01

Guardie mediche, al via i bandi. La Cisl: ''Non è la soluzione attesa dai territori. Valutiamo azioni legali''

La delibera numero 316 sul "riordino del servizio" delle ex guardie mediche è arrivata. Come anticipato nei giorni scorsi, si tratta di una sperimentazione di sei mesi in Tesino e in Ledro. Nicola Paoli (Cisl medici): "Fatto grave e si rischia un precedente pericoloso"

Guardie mediche, al via i bandi

TRENTO. "Abbiamo dato mandato ai nostri legali di verificare le iniziative da intraprendere sulla violazione delle norme contrattuali", sono bastati pochi minuti alla Cisl medici per reagire alla pubblicazione della delibera per aprire i bandi in materia ex guardie mediche a Pieve Tesino e Bezzecca di Ledro (Qui articolo).

 

Un ricorso già nell'aria da mercoledì scorso, quando il presidente, pressato dalle opposizioni sulla sanità (Qui articolo), aveva affermato: "L'Azienda sanitaria - aveva detto Fugatti - apre il bando per guardie mediche in Tesino e Valle di Ledro. La comunicazione si potrebbe fermare qui. Però lezioni da chi ha chiuso guardie mediche e punti nascita è strano. Ora, nonostante la volontà, non si sa se si riesce a riaprire le guardie mediche perché i medici sono andati via, se non li ritroveremo è perché sono stati mandati via. Con difficoltà si sta portando avanti quanto promesso".

 

La Cisl medici era subito intervenuta: "Se vanno avanti - commenta il segretario Nicola Paoli - faremo ricorso. Un fatto gravissimo e un precedente che rischia di essere pericoloso". La delibera numero 316 sul "riordino del servizio" delle ex guardie mediche è arrivata. Come anticipato nei giorni scorsi, si tratta di una sperimentazione di sei mesi in Tesino e in Ledro. 

 

"L'intenzione - evidenzia la Cisl medici - non è aprire due nuove sedi permanenti per i cittadini residenti, come atteso dai territori e dai sindaci. Oltre agli aspetti normativi, non ci sono le caratteristiche previste dall'accordo attualmente in vigore in Provincia di Trento, ma vengono proposte due sedi sperimentali. Non esiste qui un'esperienza di questo tipo e i posti vengono coperti con personale a tempo determinato e solo per sei mesi: guarda caso nel periodo di massima presenza di turisti in quelle zone 'al fine di raccogliere dati sulla reale necessità o meno di riorganizzare' le aree. I dati sono già falsati in partenza".

 

La decisione della giunta è quella di aumentare il numero dei medici, che passerebbero da 108 a 124 con il conseguente abbassamento del rapporto medico-popolazione da 1 a 5 mila residenti a 1 ogni 4.350. Non solo, si prevederebbe la riapertura delle sedi soppresse quattro anni fa (Qui articolo). Intanto si inizia una sperimentazione tra Tesino e Ledro. 

 

"Non ci resta - aggiunge il sindacato - che intraprendere azioni legali. non si può imporre nulla, come previsto nell'accordo nazionale della medicina in vigore. Non siamo contrari alle assunzioni, ma un maggior numero di medici di continuità assistenziale nella Provincia contravverrebbe la legge statale: eventuali variazioni non sono mai state concordate in sede di Comitato provinciale della medicina generale tra la maggioranza delle deleghe sindacali e l’assessore competente nella materia".

 

Una Cisl medici forte della sentenza del giudice del lavoro in merito al maxi ambulatorio di Trento Sud che non è un'aggregazione funzionale territoriale. "Il ragionamento - conclude Paoli - deve riguardare tutto il comparto, non solo alcune porzioni: tutti i territori sono uguali. Se la Provincia va avanti, l'unico risultato sarebbe quello di mandare nelle case dei medici che opererebbero in forma illegittima: non ci resterebbe altro provvedimento che rivolgerci al Tar ancora una volta".

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