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Sanità, Fugatti: ''Difficile riaprire i punti nascita, le norme non consentono deroghe. Nessun taglio, si spenderà meglio''

La giunta che si impegna a continuare il confronto con il sindacato dei medici e delle professioni mediche e le associazioni dei malati sui percorsi di razionalizzazione della spesa sanitaria, così come a non prevedere l'area oncologica tra i settori efficientati. Una lunga discussione intorno alla lettera di Segnana all'Apss

Di Luca Andreazza - 29 maggio 2019 - 19:41

TRENTO. Una pietra tombale, o quasi, sulla possibilità di riaprire i punti nascita di Arco, Tione e Borgo, ma anche una giunta che si impegna a continuare il confronto con il sindacato dei medici e delle professioni mediche e le associazioni dei malati sui percorsi di razionalizzazione della spesa sanitaria, così come a non prevedere l'area oncologica tra i settori efficientati. 

 

La sanità tiene banco dopo l'annuncio di tagli o efficientamenti (Qui articolo), tra il 2020 e il 2023, dall'assessora Stefania Segnana all'Azienda provinciale per i servizi sanitari attraverso una lettera privata indirizzata al direttore generale. Ma se gli atti pubblici parlano di crescita, sviluppo e di ''potenziamento dell’assistenza territoriale e dell’integrazione ospedale-territorio'', il documento dell'assessorato mette nero su bianco prima 10, quindi 20, poi 40 e infine 50 milioni di euro in meno (Qui articolo).

 

La lettera riservata inviata all'Apss chiede alla stessa azienda di produrre entro il 31 luglio un ''Piano di efficientamento'' a fronte degli annunciati risparmi e della presa d'atto che anche a Roma le cose non vanno proprio benissimo (Qui articolo). La prima risoluzione, quella di Filippo Degasperi (Movimento 5 stelle), per impegnare la giunta a predisporre entro due mesi uno studio di possibilità di riaprire i punti nascita di Arco, Tione e Borgo è stata bocciata. 

 

Il capogruppo Patt, Ugo Rossi, ha ricordato poi una sua interrogazione di gennaio, rimasta senza risposta, sulla richiesta di deroga al ministero della sanità per l’apertura di punti nascita Tione, Borgo e Arco. "L’unica richiesta di deroga - dice l'ex presidente - inoltrata al ministero è stata quella che riporta le firme di Zeni e Rossi per il punto nascite di Cavalese. Quindi l’attuale assessora non ha fatto ancora la richiesta e per questo è stata presentata la risoluzione firmata da De Godenz e Degasperi, per chiedere a Segnana di predisporre entro due mesi uno studio per la riaperture dei punti nascite di Arco, Borgo e Tione".

 

Un percorso, quello del punto nascite, tutto in salita. Qualche speranza, seppur tenue, resta per Arco, mentre le altre località non sarebbero in agenda. "Non abbiamo mai detto - dice Maurizio Fugatti - che avremmo certamente promesso di riaprire i punti nascite di Tione e Borgo, mentre per Arco abbiamo chiesto uno studio sulla potenziale natalità nell'area per capire se ci sono gli estremi per ipotizzare una deroga. Detto questo, dovrebbero comunque cambiare i criteri a livello nazionale, altrimenti è difficile ottenere il via libera, la normativa vigente non consente deroghe. C'è poi il dato di fatto della carenza di medici, pediatri e anestesisti. E parla un presidente della Provincia che da sottosegretario ha riaperto il punto nascite di Cavalese".

 

Ma sulla lettera si è accesa una lunga discussione, l'assessora ha confermato di aver trasmesso la lettera al direttore dell’Azienda sanitaria: "Scritta - evidenzia Segnana - perché siamo all'inizio della legislatura e perché si tratta di un atto di responsabilità, vista la diminuzione delle risorse prevista a partire dal 2022. Non si tratta di tagli, ma di efficientamento della spesa. La scelta di prendersi per tempo per risparmiare risorse senza fare tagli al personale e agli ospedali periferici: i servizi nelle valli rimarranno e non si faranno tagli di personale".

 

Un altro tema è quello delle sale operatorie ibride, un costo di acquisto che si aggira intorno agli 8,5 milioni, "ma - aggiunge l'assessora - permetterebbe di abbattere le tempistiche, i tempi di attesa (nel caso degli interventi cardiochirurgici possono arrivare a 6 mesi), mobilità passiva che oggi pesa per 3,8 milioni".

 

Capitolo farmaci oncologici. "Si pensa - prosegue Segnana - all’utilizzo di quelli biosimilari meno costosi e forme aggregate di acquisto come raccomandato anche dal Ministero della salute. Sulla rete ospedaliera non c’è alcuna volontà di depotenziare ospedali periferici e la giunta non ha aumentato budget delle strutture private".

 

E se l'ex presidente Rossi ha chiesto, senza ricevere il nulla osta, di avere la lettera ("che dovrà avere una firma e un protocollo, un atto ufficiale sul quale dibattere", Degasperi sottolinea che "nella lettera l'assessora ha sostenuto che le dinamiche di spesa della sanità non sono sostenibili con le attuali dotazioni di bilancio". E quindi il pentastellato chiede chiarimenti su quanti soldi mancano e dove si possono reperire. "Si doveva lasciare libertà all’Azienda di effettuare questi efficientamenti, invece l’assessorato ha voluto andare nello specifico. A quanto ammonta la carenza di risorse per la sanità? In materia di personale si può anche aspettare l’assestamento, ma nella lettera sta scritto che si dovranno fare ragionamenti sulla percentuale dei fondi e quindi è difficile non pensare a tagli".

 

L'ex assessore Luca Zeni mette in luce il metodo del centrodestra. "Siamo soddisfatti per l''approvazione della risoluzione, ma desta grande perplessità l’approssimazione e la mancanza di chiarezza con la quale la giunta sta muovendosi in un settore così delicato. Si rincorre chi urla di più - dice il consigliere provinciale del Pd - il problema politico è che questa impostazione va a cozzare con gli slogan elettorali. Se si legittimano le rivendicazioni particolari, la maggioranza si è presa una responsabilità enorme. La contrazione delle risorse di bilancio è un dato evidente da tempo, ma nonostante questo i governi di centrosinistra hanno sempre deciso di non contrarre il bilancio della sanità, mentre qui, si parla di un taglio consistente. E' necessario scegliere le priorità. Sui farmaci oncologici, la nota inviata all’Azienda stona perché è già tutto disciplinato e il Trentino ha una delle spese più basse. Inoltre, risparmiare su farmaci innovativi è preoccupante, anche perché le patologie oncologiche sono le più sentite dalla popolazione. La giunta deve superare l’approccio da slogan per farsi carico di un approccio di sistema, anche per non perdere i medici migliori".

 

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