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| 30 mag 2019 | 06:01

Guardie mediche, Fugatti: ''Pronti i bandi per Tesino e Ledro'', la Cisl medici: ''Noi abbiamo il ricorso già scritto: le leggi vanno rispettate''

Pressato dalle richieste delle opposizioni, il governatore cerca di mostrare qualche risultato, ma Paoli attacca: "Fatto grave e illegittimo, si mettono a rischio i medici". Zeni: "Questi centri non sono stati chiusi per divertimento, ma perché aggregare in territori più vasti le guardie mediche era e resta indispensabile"

Guardie mediche, Fugatti: Pronti i bandi per Tesino e Ledro''

TRENTO. "Appena la delibera è pubblica parte la causa e il ricorso. Un fatto gravissimo e un precedente pericoloso se dovessero andare avanti", non usa giri di parole Nicola Paoli, segretario della Cisl medici, dopo le affermazioni del presidente Maurizio Fugatti in consiglio provinciale in materia continuità assistenziale, le ex guardie mediche. 

 

La sanità tiene banco dopo l'annuncio di tagli o efficientamenti a seconda dei punti di vista (Qui articolo), tra il 2020 e il 2023, dall'assessora Stefania Segnana all'Azienda provinciale per i servizi sanitari attraverso una lettera privata indirizzata al direttore generale. Ma se gli atti pubblici parlano di crescita, sviluppo e di ''potenziamento dell’assistenza territoriale e dell’integrazione ospedale-territorio'', il documento dell'assessorato mette nero su bianco prima 10, quindi 20, poi 40 e infine 50 milioni di euro in meno (Qui articolo).

 

E pressato dalle richieste delle opposizioni di maggiori risposte sulla lettera e sull'ipotesi di riaprire i punti nascite di Arco, Tione e Borgo (Qui articolo), il governatore cerca di mostrare qualche risultato: "L'Azienda sanitaria apre il bando per guardie mediche in Tesino e Valle di Ledro", afferma Fugatti, che aggiunge: "La comunicazione si potrebbe fermare qui. Però lezioni da chi ha chiuso guardie mediche e punti nascita è strano. Ora, nonostante la volontà, non si sa se si riesce a riaprire le guardie mediche perché i medici sono andati via, se non li ritroveremo è perché sono stati mandati via. Con difficoltà si sta portando avanti quanto promesso".

 

La delibera per dare il via libera alla pubblicazione del bando, che prevede una sperimentazione di sei mesi a Pieve Tesino e Bezzecca di Ledro, dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Un'ipotesi subito commentata in aula. "La mancanza di medici  è un problema che riguarda tutti. Per le guardie mediche - dice l'ex assessore Luca Zeni - si aprono i bandi solo oggi soprattutto perché i medici di medicina generale mancano. Nessun medico è stato mandato via, ma sono rimasti nel sistema e questi centri non sono stati chiusi per divertimento, ma perché aggregare in territori più vasti le guardie mediche era e resta indispensabile".

 

Insomma, un ulteriore scatto in avanti della giunta, dopo aver rafforzato questa ipotesi all'ex sede municipale di Tiarno di Sotto (Qui articolo). Un tema che resta particolarmente acceso tra il sindacato e il governo provinciale dopo il botta e risposta di fine marzo per la volontà di potenziare il servizio di continuità assistenziale, le ex guardie mediche appunto.

 

 La decisione della giunta è quella di aumentare il numero dei medici, che passerebbero da 108 a 124 con il conseguente abbassamento del rapporto medico-popolazione da 1 a 5 mila residenti a 1 ogni 4.350. Non solo, si prevederebbe la riapertura delle sedi soppresse quattro anni fa (Qui articolo). Intanto si inizia una sperimentazione tra Tesino e Ledro. 

 

"Siamo obbligati a presentare ricorso - evidenzia Paoli - abbiamo chiesto un parere al ministero, che ci dà ragione: non basta l'ok di due sindacati di minoranza, serve il via libera di quello di maggioranza, che rappresento. Siamo favorevoli a potenziare i servizi e assumere personale, ma devono spiegarci il piano che intendono portare avanti nel rispetto della legge. Il confronto deve avvenire in sede di Comitato provinciale della medicina generale, se non vuole seguire le regole e leggi democratiche siamo in regime dittatorialeSe non si trova un'intesa, i medici non sono tutelati dal punto di vista assicurativoE se ci sono risorse allora potrebbero pagare di più le guardie mediche, i cui stipendi in Trentino sono tra i più bassi d'Italia".

 

Il nodo resta la legge. "Il rapporto medico-popolazione 1-5 mila è una norma di rango superiore a qualsiasi determina o delibera provinciale - prosegue Paoli - non si può imporre nulla, come previsto nell'accordo nazionale della medicina in vigore. Un maggior numero di medici di continuità assistenziale nella Provincia contravverrebbe la legge statale: eventuali variazioni non sono mai state concordate in sede di Comitato provinciale della medicina generale tra la maggioranza delle deleghe sindacali e l’assessore competente nella materia".

 

Una Cisl medici forte della sentenza del giudice del lavoro in merito al maxi ambulatorio di Trento Sud che non è un'aggregazione funzionale territoriale. "Il ragionamento - conclude Paoli - deve riguardare tutto il comparto, non solo alcune porzioni: tutti i territori sono uguali. Se la Provincia va avanti, l'unico risultato sarebbe quello di mandare nelle case dei medici che opererebbero in forma illegittima: non ci resterebbe altro provvedimento che rivolgerci al Tar ancora una volta".

 

Dopo aver archiviato la mobilitazione della Cisl medici dopo 40 anni di storia, il primo e unico sciopero è quello del 1978 (Qui articolo), e la sentenza sull'Aft di viale Verona, il sindacato promette ancora battaglia.

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