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Sciopero dei medici, la Cisl risponde a Fugatti: ''Problemi anche con giunta Rossi, ma almeno erano istituzionalmente corretti''

Il sindacato Cisl medici traccia un bilancio dello sciopero e risponde alle critiche del nuovo governo provinciale e ribatte sui numeri dell'Apss. Paoli: "La cartina tornasole è nelle valli: la vera ricchezza e attività sono nelle periferie. Il presidente tradisce i suoi slogan sulla vicinanza ai territori più lontani a Trento"

Di Luca Andreazza - 01 febbraio 2019 - 13:42

TRENTO. "Non voglio aumentare la polemica, ma se è vero che le criticità con l'amministrazione precedente non sono mancate, almeno istituzionalmente sono sempre stati corretti. Se Fugatti ci reputa inaffidabili forse non ha mai avuto a che fare con scioperi e queste situazioni. Non siamo contenti di scioperare, ma portiamo avanti le nostre ricendicazioni", queste le parole di Nicola Paoli, segretario della Cisl medici, nel commentare le dichiarazione del presidente Maurizio Fugatti, che aveva detto: "A nostro avviso non si sono dimostrati interlocutore affidabili. Siamo preoccupati per le prossime eventuali trattative" (Qui articolo). 

 

E pensare che poche settimane prima delle elezioni provinciali, la Cisl medici aveva ''scaricato'' l'allora assessore alla salute Luca Zeni (''forse è davvero tempo di cambiamento''). "Sono un sindacalista e non faccio politica - dice Paoli - mi riferivo a un cambiamento di approccio e relazioni. Ora la situazione è ulteriormente peggiorata e fino a prova contraria è l'assessora Stefania Segnana a non essersi presentata all'incontro che avrebbe potuto disinnescare questo sciopero (Qui articolo)".

 

La situazione è precipitata rapidamente: una mobilitazione dopo 40 anni di storia, il primo e unico sciopero è quello del 1978. Il clima resta teso e la Cisl intende proseguire tra scioperi e altre iniziative perché i mal di pancia sono tanti. "Il presidente - aggiunge Paoli - tradisce gli slogan della campagna elettorale e non si dimostra così vicino alle valli. Ho incontrato Fugatti solo una volta, in sede privata, e poi non è stato possibile incontrarlo nuovamente. L'assessora Segnana oltre ad aver saltato un incontro delicato e fondamentale, si è resa protagonista di un altro appuntamento presenziato solo parzialmente. Fatti davvero gravi e sgarbi istituzionali di rilievo per una figura pagata dai contribuenti".

 

La Cisl traccia anche un bilancio di questi due giorni di sciopero, che rischiano di non essere gli unici. "Una grandissima adesione - evidenzia il sindacato - oltre ogni rosea aspettativa: oltre il 90% dei nostri iscritti ha aderito all'appello. In Vallagarina hanno scioperato il 48% del totale dei medici convenzionati con Apss. In Primiero si è raggiunto il 98,5% degli aventi titolo. Non solo in Alto Garda e Ledro il dato si attesta intorno al 65,3%, rafforzato anche da medici di altri sindacati che ringrazio".

 

In Val di Non e in Val di Fiemme si arriverebbe al 57,8% di tutti i medici, mentre in Rotaliana si sarebbe al 48,9% dei medici. "In Bassa Valsugana, casa e collegio dell'assessora, ha scioperato oltre il 50% dei medici. Questi professionisti - prosegue il sindacalista - sono ancora più importanti nelle valli e nelle periferie per il ruolo che svolgono".

 

Sui numeri, nella giornata di ieri, è intervenuta anche l'azienda sanitaria per precisare che su un totale di 379 medici potenzialmente interessati allo sciopero, hanno comunicato l’adesione, annunciando l’astensione dal lavoro, 134 professionisti pari al 35,36% e, mentre per venerdì 1 febbraio sono 125 professionisti ad aver partecipato per il 35,82%. Gli effetti economici per l’intera categoria consistono in minori compensi pari a 42 mila euro.

 

"Se l'Apss - continua Paoli - interpreta il conteggio dei dati degli scioperanti sulla città di Trento, come ha interpretato che nel maxi-ambulatorio di Viale Verona siano sufficienti 7 medici piuttosto che i 19 comprese le 4 guardie mediche per fare una Aft regolare, sbaglia in modo deciso. Ribadiamo che nessuno dei nostri medici, al contrario di quanto comunicato dall'Azienda, ha mandato l'adesione: fa testo, per regolamento della Commissione nazionale degli scioperi, il comunicato di Intesa sindacale Cisl medici. Quindi se la Apss ha in mano l’adesione di 134 medici, questa va aggiunta agli oltre 200 che hanno scioperato per Cisl medici perché sono medici delle altre sigle sindacali".

 

Normale la battaglia dei numeri, ma la Cisl puntualizza ulteriormente. "Siamo meravigliati - spiega - che l'Azienda pensi solo a Trento e non a tutto il territorio trentino, senza tenere presenti le difficoltà della popolazione che dalle periferie e dalle valli deve scendere a Trento e Rovereto. Nella città della Quercia ha scioperato il 48% del totale dei medici: ieri sera in Guardia medica erano in attesa 50 pazienti".

 

"Sottolineiamo comunque che - conclude Paoli - al contrario di quanto ha segnalato l'Azienda, i medici operanti a Trento città non sono 86 ma 77, fonte Apss aggiornata ad oggi. La cartina tornasole è nelle valli, dove è più complicato operare perché i medici lavorano 12 ore al giorno, anche di notte e sono praticamente sempre reperibili: la vera ricchezza e attività sono nelle periferie, che in due giorni hanno rinunciato ai soldi, ricordo che sono liberi professionisti".

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