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Sanità, l'assessora non si presenta all'incontro con i sindacati e dopo 40 anni è sciopero dei medici

Dopo la falsa partenza e il ritiro dello stato di agitazione, i medici incrociano le braccia dopo oltre 40 anni, l'ultima serrata risale al 1978. Nicola Paoli: "Un fatto gravissimo. Sgarbo istituzionale e l'assessora non difende i cittadini. Andremo avanti per interessare anche il giudice del lavoro di Trento"

Di Luca Andreazza - 30 gennaio 2019 - 18:48

TRENTO. "Un fatto gravissimo. E' un evidente sgarbo istituzionale, ma anche una scarsa sensibilità verso i cittadini", queste le parole di Nicola Paoli, segretario della Cisl medici, che non nasconde l'amarezza per l'incontro saltato tra sindacati, Provincia e Apss: l'assessora Stefania Segnana non si è presentata all'incontro che avrebbe dovuto disinnescare lo sciopero dei medici di base previsto per giovedì 31 gennaio e venerdì 1 febbraio

 

Dopo la falsa partenza e il ritiro dello stato di agitazione (Qui articolo), i medici incrociano le braccia dopo oltre 40 anni, l'ultima e unica serrata risale al 1978. "Non ci fermiamo certo qui - dice il segretario della Cisl - abbiamo in previsione altre azioni e proteste, ma soprattutto vogliamo interessare il giudice del lavoro di Trento: gli atti dimostrano che il maxi-ambulatori di viale Verona non dispone dei requisiti necessario per rappresentare una Aft-Aggregazione funzionale territoriale".

 

Un'aria che resta tesa e se non è una rottura totale, poco ci manca. L'assessora Stefania Segnana avrebbe dovuto incontrare i medici di medicina generale per riprendere il confronto e risolvere le questioni alla base di quello sciopero indetto, e poi ritirato, dalla Cisl medici. Sembrava la schiarita definitiva, ma invece la situazione è nuovamente precipitata

 

"Ribadisco fin dall'inizio che mi sono dimostrata disponibile a discutere per affrontare le criticità di medicina generale, anche per introdurre gli opportuni correttivi. E' necessaria la ripresa della pratica di ascolto e confronto tra i medici e l’Azienda sanitaria per consentire una valutazione reale delle difficoltà dei professionisti", aveva detto l'assessora, che aveva aggiunto: "Il medico di medicina generale è una figura di riferimento importantissima e molto apprezzata dai cittadini e ritengo che non sia necessario stravolgere le modalità di lavoro attuali e le esperienze che già oggi funzionano beneIntendo proporre soluzioni organizzative adattabili ai diversi contesti territoriali per poter garantire risposte efficaci ai cittadini ovunque residenti, e cercare la massima condivisione dei professionisti che operano sul territorio. Sono fiduciosa che la ripresa della trattativa con i sindacati può avvenire in un clima più sereno e costruttivo".

 

Parole che suonavano come un'apertura al sindacato, ma Segnana non si è presentata al vertice e così scatta la mobilitazione. "E' un momento delicato - commenta il segretario della Cisl - per il settore e la Provincia dimostra grande sensibilità nel saltare questo appuntamento. Un atteggiamento sbagliato perché non difende gli interessi della popolazione. Questa volta non ci tiriamo indietro e confermiamo lo sciopero: Alta Val di Non e Rovereto, Trento e la piana Rotaliana, Riva del Garda e Arco, così come la valli incrociano le braccia in modo compatto. Un'assenza ancor più grave perché l'assessora è anche la presidente Comitato provinciale della medicina generale".

 

A far saltare il banco, l'inaugurazione in sordina della Aft a Trento Sud. "In piazza Dante - evidenzia Paoli - non si è mai concordata la nascita di un maxi-ambulatorio come quello di viale Verona, i tre segretari delle parti sociali non hanno mai deliberato in Comitato nulla: ci si è limitati espressamente a prendere atto delle comunicazioni della Provincia. Un atto discriminatorio rispetto alle periferie in quanto assegna benefit nel capoluogo per 25 mila euro che non hanno ragione di esserci". 

 

Non solo l'Aft, sono altre due le criticità messe in luce dal sindacato. La prima legata alla 'privacy' e il rapporto fiduciario medico-paziente, mentre la seconda alle coperture assicurative. "I medici operativi in viale Verona dovrebbero essere 21 - continua la Cisl - ma in realtà solo 7 unità prendono servizio: un'enorme mole di cittadini seguiti da pochi medici, non contrattualizzati che si trovano a disposizione, senza nulla osta, cartelle e dati sanitari. Ci hanno chiesto di ritirare le vertenze, ma non ci fermiamo: questa è la goccia che traboccare il vaso".

 

E allora è sciopero a livello di tutta la Provincia nei vari settori per i medici di assistenza primaria (medici di famiglia): lo sciopero scatterà con la chiusura degli studi, dei medici che vi aderiranno, nei giorni 31 gennaio e 1 febbraio (dalle 8 alle 20), mentre i medici sono pronti a garantire comunque le seguenti prestazioni indispensabili, quali le visite domiciliari avuto riguardo alle condizioni cliniche e alla possibilità o meno di spostamento del paziente, l'assistenza domiciliare integrata e l'assistenza domiciliare programmata a malati terminali. 

 

Incrociano le braccia anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) dalle 20 del 31 gennaio alle 8 dell’1 febbraio. In ogni caso, per le prestazioni indispensabili relative alla continuità assistenziale, viene mantenuto in servizio il personale convenzionato normalmente impiegato. 

 

Per i medici di emergenza sanitaria lo sciopero scatta dalle 20 del 31 gennaio alle 8 dell’1 febbraio. In ogni caso, per le prestazioni indispensabili relative all’emergenza sanitaria territoriale, sarà mantenuto in servizio il personale convenzionato normalmente impiegato.Come prevedono le norme vigenti sono garantiti i servizi minimi essenziali e in particolare le urgenze.

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