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Sciopero dei medici, Fugatti alla Cisl: ''Inaffidabili. Metodi inaccettabili''. Il sindacato (che chiedeva il ''cambiamento''): ''Adesione oltre le più rosee aspettative''

Il segretario Paoli a poche settimane dal voto aveva criticato aspramente Luca Zeni auspicando un cambio della guardia. E' arrivata la Lega e l'assessora Segnana e i rapporti sono precipitati. Ieri l'assessora non si è presentata all'incontro con i sindacati ed oggi è cominciato lo sciopero

Di Luca Pianesi - 31 gennaio 2019 - 18:56

TRENTO. ''A nostro avviso Cisl Medici non si è dimostrata un interlocutore affidabile. Siamo preoccupati per le prossime eventuali trattative e riteniamo che per poter riprendere corrette relazioni sindacali debba esserci un cambio di atteggiamento sostanziale''. Così il presidente della Provincia Maurizio Fugatti rispetto alla decisione del sindacato che rappresenta la maggioranza assoluta della medicina generale in Trentino, di scioperare per due giorni. E pensare che era stato proprio il segretario della Cisl medici Paoli, poche settimane prima delle elezioni provinciali a ''scaricare'' l'allora assessore alla salute Luca Zeni dichiarando che ''forse è davvero tempo di cambiamento''. facendo una sorta di endorsement per Fugatti.

 

Il cambiamento c'è stato, è arrivata la Lega e l'assessora Segnana e la situazione, se possibile, è precipitata sempre più rapidamente. I rapporti tra il sindacato e le istituzioni in pochi mesi si sono sfibrati sempre di più tanto da spingere i medici, dopo 40 anni di storia, a scioperare. Non succedeva dal 1978 e la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata la mancata presenza dell'assessora all'incontro di ieri, quello che avrebbe potuto scongiurare il peggio (QUI ARTICOLO). ''Un fatto gravissimo - lo ha definito Paoli -. Uno sgarbo istituzionale e l'assessora non difende i cittadini. Andremo avanti per interessare anche il giudice del lavoro di Trento". 

 

Lo sciopero, dunque, si è concretizzato (e domani proseguirà) e la Cisl, oggi, comunica i suoi dati: ''Ha avuto un successo oltre le più rosee aspettative. Stiamo parlando di una adesione che sfiora il 95% dei medici di famiglia e di guardia della Cisl medici che rappresenta una popolazione di 250.000 utenti. Le nostre aspettative - spiega Paoli - riguardavano ovviamente i nostri iscritti e siamo veramente soddisfatti. Ringraziamo altresì anche gli altri medici non iscritti alla Cisl ,che hanno aderito, per solidarietà, al nostro sciopero. Dato il successo dell’iniziativa la protesta non si fermerà qui ma continuerà, per i prossimi quindici giorni, con ulteriori forme che andremo ad annunciare nei prossimi giorni. Fino a quando l’Azienda comprenderà le nostre ragioni (QUI SPIEGATE)''. 

 

Sui numeri l'azienda sanitaria precisa che su un totale di 379 medici potenzialmente interessati allo sciopero, hanno comunicato l’adesione, annunciando l’astensione dal lavoro, 134 professionisti pari al 35,36% e che gli effetti economici per l’intera categoria consistono in minori compensi pari a 21 mila euro. ''Noi ci siamo impegnati fin dall’inizio con grande apertura e disponibilità, al fine di trovare una soluzione condivisa - commenta, al contrario, Fugatti - ma abbiamo avuto grandi difficoltà di rapporti con il sindacato della Cisl Medici, che sta portando avanti quella che dovrebbe essere una normale dialettica fra le parti in maniera del tutto inaccettabile''.

 

''Ce l’abbiamo davvero messa tutta – precisa Fugatti – incontrando in varie occasioni, anche personalmente, le organizzazioni sindacali ed avanzando una serie di proposte - spiega il presidente – ma a nostro avviso, Cisl medici non si è dimostrata un interlocutore affidabile. Siamo francamente preoccupati per le prossime eventuali trattative e riteniamo che per poter riprendere corrette relazioni sindacali debba esserci un cambio di atteggiamento sostanziale. Occorrerà quindi recuperare questa credibilità - conclude il presidente - se si vuol davvero tornare al tavolo della trattativa, nell'interesse, prioritario, dei cittadini''.

 

Paoli sul punto replica così: ''Ho incontrato Maurizio Fugatti una sola volta fino ad oggi, in sede privata, e non in sedi istituzionali, e mai abbiamo avuto il piacere né di riceverne l'invito né di incontrarlo di nuovo. Escludendo due incontri antecedenti, abbiamo incontrato l'assessore Segnana solo una volta dopo la prima proclamazione dello sciopero del 28 dicembre, all'incontro del 10 gennaio, ove ha presenziato parzialmente alla seduta del Comitato. Dopo non l'abbiamo più vista. La proposta che ci è arrivata dall'Azienda è sostanzialmente unica e fin da subito, in tutta sincerità e trasparenza, abbiamo dichiarato la nostra insoddisfazione rispetto alle richieste''.

 

''Altre alternative non ne abbiamo ricevute. Da un lato - prosegue Paoli - stiamo quindi solo aspettando risposte tecniche da parte dell'Azienda sanitaria su problematiche che si trascinano da mesi e su cui serve un intervento risolutorio e su cui non è necessaria alcuna mediazione. Dall'altro c'è il grande tema delle Aft che spero trovi una soluzione sindacale ma ad oggi siamo molto distanti. Altrimenti, come succede in caso di divergenza, lasceremo ai giudici fare chiarezza. Un dialogo vero, costruttivo e sereno, ed effettivo, lo vorremo anche noi ma per quanto sopra dichiarato non ci pare che ne abbia le caratteristiche. Speriamo che lo sia per il futuro. Noi ci siamo''.

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