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Ex guardie mediche, la Provincia va in giudizio. La Cisl: ''La pratica è diversa dalle parole. Aspettiamo la sentenza del giudice''

La giunta provinciale ha deciso di intervenire nel giudizio promosso al tribunale di Trento dalla Cisl medici contro l'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Il ricorso del sindacato contesta la modifica del rapporto tra medici di continuità assistenziale e abitanti residente che è stato portato da un medico ogni 5 mila abitanti a 4.350 abitanti

Di Luca Andreazza - 02 agosto 2019 - 11:41

TRENTO. La giunta provinciale ha deciso di intervenire nel giudizio promosso al tribunale di Trento dalla Cisl medici contro l'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Il ricorso del sindacato contesta la modifica del rapporto tra medici di continuità assistenziale e abitanti residente che è stato portato da un medico ogni 5 mila abitanti a 4.350 abitanti

 

In questo modo l'Apss può aumentare il numero dei medici del servizio di continuità assistenziale oltre la misura di 108 e attivare le sedi di Pieve Tesino e Bezzecca. "Una decisione scontata - spiega il presidente Maurizio Fugatti - abbiamo assunto un impegno con i cittadini proprio per il potenziamento dei servizi territoriali, per questo fin da subito abbiamo costruito un percorso con l'Azienda sanitaria che consentisse ai territori, a partire da Pieve Tesino e da Bezzecca, la possibilità di contare nuovamente sul servizio di continuità assistenziale. Siamo convinti che per difendere dallo spopolamento le valli e i territori montani sia necessario mantenere i servizi fondamentali". 

 

Da sabato 3 agosto apre l'ex guardia medica a Bezzecca. "Siamo riusciti a garantire nel Tesino la copertura diurna il sabato e la domenica - aggiunge l'assessora Stefania Segnana - e proprio questo week end riaprirà il servizio per la Val di Ledro. Siamo pronti, come già ricordato, a studiare insieme all'Azienda sanitaria un progetto innovativo che ci consenta di superare le problematiche nel reclutamento del personale sanitario, proprio per garantire una copertura anche nelle ore notturne".

 

Immediata la replica della Cisl medici. "Il servizio di continuità assistenziale esiste già al massimo delle sue capacità riferite ai Lea attuali - commenta il segretario Nicola Paoli - 108 medici di continuità assistenziale, già indicati dalla giunta precedente, sono esattamente la massima capienza possibile. Si può aumentare questo numero solo con un accordo sindacale provinciale al tavolo preposto, dove siedono Provincia, Azienda e sindacati della medicina generale".

 

Un accordo che però non è stato raggiunto. "Siamo dovuti ricorrere al Giudice - aggiunge il segretario - per chiedere il rispetto degli accordi collettivi e delle regole di inserimento di nuovi medici di guardia. La causa è solo contro l'Apss per cui non si comprende l'intervento della Provincia. Non c'è problema ad assicurare il servizio nei territori, anche da subito, come auspica la parte pubblica. La realizzazione pratica è però differente dalle asserzioni di parte pubblica di queste ultime ore. In assenza di accordo con la controparte sindacale, la realtà prevede che se si aprono sedi e postazioni di guardia oltre quelle esistenti, si dovranno obbligatoriamente chiudere le sedi già esistenti o ridurne i medici ivi presenti per farne posto a nuove, più vicine ai desiderata della giunta attuale. Attendiamo la sentenza del giudice".

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