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Ex guardie mediche, la Pat: ''Nessun flop, si deve vedere il bicchiere mezzo pieno''. La Cisl: ''Considera anche lo sciopero e la vertenza persa tra i risultati positivi?''

Tensione sempre alta tra Provincia e Cisl medici. Dopo l'annuncio della riapertura dell'ex guardia medica in val di Ledro e la presa di posizione del sindacato di maggioranza, si registra un altro botta e risposta tra l'assessora Stefania Segnana e il segretario Nicola Paoli

Di Luca Andreazza - 29 luglio 2019 - 12:05

TRENTO. Tensione sempre alta tra Provincia e Cisl medici. Dopo l'annuncio della riapertura dell'ex guardia medica in val di Ledro e la presa di posizione del sindacato di maggioranza (Qui articolo), si registra un altro botta e risposta tra l'assessora Stefania Segnana e il segretario Nicola Paoli

 

"A chi si ostina a guardare il bicchiere mezzo vuoto rispondiamo che solo tenendo presente l’altra metà piena si parte col piede giusto per risolvere i problemi", così l'assessora interviene nuovamente sulla questione dei medici di continuità assistenziale, Segnana respinge le critiche e ricorda che le difficoltà sono più che note e che l’amministrazione è impegnata con l'azienda provinciale per i servizi sanitari a sopperire alla mancanza di medici.

 

"Nel frattempo i primi provvedimenti sono stati adottati - sottolinea l’assessore - abbiamo garantito nel Tesino la copertura in orario diurno nei giorni di sabato e domenica e, come annunciato, tra pochi giorni riaprirà il servizio di guardia medica per la Val di Ledro".

 

L'assessora mette in evidenza i risultati raggiunti in questo momento. "Sono passi avanti per nulla scontati - commenta ancora Segnana - che testimoniano la decisa volontà di questa giunta di invertire una rotta che aveva portato nella scorsa legislatura alla chiusura dei servizi di continuità assistenziale in alcune zone che invece ne hanno reclamato la necessità, vuoi per la distanza dai centri maggiormente serviti, vuoi per particolari esigenze come quelle scaturite dalle presenze turistiche".

 

Un nodo sarebbe la ricerca dei medici. "Sappiamo che non è facile. In ogni caso - prosegue l'assessora - riteniamo che la difesa dei territori di montagna passi anche attraverso l’erogazione di servizi essenziali, quali quelli legati alla sfera sanitaria e sociale. Ecco perché stiamo analizzando con la massima attenzione caso per caso, pronti a studiare con l’azienda sanitaria anche formule innovative capaci di superare problemi oggettivi come la difficoltà nel reperire personale sanitario. Puntiamo in particolare ad assicurare la continuità assistenziale anche nelle ore notturne per garantire la presenza di un presidio nelle 24 ore".

 

Si valuta anche una Centrale operativa per la continuità assistenziale. "Strumento - dice Segnana - che garantisca uniformità di trattamento e intervento per tutti i trentini. È il motivo per cui stiamo progettando un nuovo modello di presa in carico del cittadino legato alle patologie non urgenti. Un percorso che naturalmente non vogliamo calare dall'alto: proprio per questo, con l'azienda sanitaria, stiamo iniziando a coinvolgere l’ordine dei medici e quello degli infermieri, per valutare insieme le iniziative da intraprendere, sempre con l'obiettivo di dare ai nostri cittadini le migliori risposte possibili".

 

La replica della Cisl medici arriva a stretto giro. "Prendiamo atto delle dichiarazioni. Parte dai risultati positivi del suo mandato - dice Paoli - ma rientrano tra questi anche lo sciopero dopo 40 anni (Qui articolo) e una vertenza vinta dal sindacato della medicina generale sulla Aft di Trento (Qui articolo)? Altri risultati, sinceramente, non riusciamo a vederli".

 

Il sindacato ribatte punto su punto. "Il nuovo corso sanitario della Provincia - prosegue il segretario della Cisl medici - non è più aumentare il numero di medici di continuità assistenziale nelle valli, a contatto con la popolazione più bisognosa di aiuti sul territorio, attraverso la concertazione con i sindacati, ma mettere in piedi un’ulteriore Centrale operativa telefonica: l’ultima proposta costava 4 milioni di euro. Non ci è sembrato un gran risultato chiedere il solo nostro aiuto per mandare le guardie di Trento in carcere proponendo un aumento stipendiale di 50 centesimi all’ora".

 

Nel mirino sempre il metodo. "Ricordiamo poi - conclude Paoli - che nel contratto della medicina generale qualsiasi Centrale operativa della continuità assistenziale è di competenza della contrattazione dei sindacati della medicina generale, secondo quanto previsto dall’attuale accordo collettivo. Comprendiamo gli sforzi dell'assessora per dimostrare il bicchiere mezzo pieno, ma rimaniamo dell’idea che sia da tempo completamente vuoto. E la sua carenza di contenuti sembra riferirsi alla mancanza di un progetto per la nostra categoria e dall’assenza completa di dialogo con i soggetti giuridicamente preposti alle soluzioni per la medicina generale: privilegia unicamente chi può dare opinioni e punti di vista assolutamente qualificati e dignitosi, ma non certo preposti a strutturare soluzioni nuove contrattuali. Evidenziamo, infatti, continui strappi alle regole e alle norme istituzionali. L'unico soggetto autorizzato per legge a firmare qualsiasi cambio del contratto attuale dei medici di continuità assistenziale non è l’Ordine dei medici o gli infermieri, ma i sindacati della medicina generale, anche nelle forme di collaborazione con altri soggetti sanitari".

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