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La Pat: ''Riapre la guardia medica in val di Ledro''. La Cisl promette battaglia: ''Aspettiamo la sentenza del giudice: non viene rispettata la legge''

Da sabato 3 agosto riapre la continuità assistenziale, le ex guardie mediche, a Bezzecca in val di Ledro. Un servizio attivo dalle 8 alle 20 nelle giornate di sabato, domenica e nei festivi infrasettimanali, ma anche dalle 10 alle 20 nei prefestivi infrasettimanali. Duro Nicola Paoli: "Abbiamo impugnato le violazioni degli accordi collettivi per Bezzecca e Pieve Tesino a tutela della onorabilità dei cittadini trentini e dei medici che andranno a lavorare in Val di Ledro e forse anche in Valsugana"

Di Luca Andreazza - 27 July 2019 - 18:06

LEDRO. "Abbiamo mantenuto gli impegni presi con la popolazione, riapriamo la sede di guardia medica di Bezzecca", queste le parole dell'assessora Stefania Segnana, che aggiunge: "Diamo la massima attenzione alle esigenze delle popolazioni dei territori periferici della nostra provincia, così come definito dagli orientamenti programmatici della Giunta in tema di sanità".

 

Da sabato 3 agosto riapre la continuità assistenziale, le ex guardie mediche, a Bezzecca in val di Ledro. Un servizio attivo dalle 8 alle 20 nelle giornate di sabato, domenica e nei festivi infrasettimanali, ma anche dalle 10 alle 20 nei prefestivi infrasettimanali. 

 

Nelle restanti giornate il servizio di guardia medica viene assicurato nella sede di Riva del Garda. Un servizio che riguarda anche i residenti nei comuni di Concei, Molina di Ledro, Tiarno di Sopra e Tiarno di Sotto. "La continuità assistenziale di Ledro - dice l'assessora - è un servizio di prossimità che diviene ancora più importante nel periodo estivo, quando il maggior afflusso turistico vede moltiplicare il numero delle persone presenti nella zona dell’Alto Garda e Ledro".

 

Si punta a ampliare il servizio e gli orari. "Con l’Azienda sanitaria – aggiunge Segnana – siamo impegnati nella riorganizzazione complessiva del servizio di continuità assistenziale cercando di attuare soluzioni innovative che ci permettano di contrastare l’attuale carenza di medici e al contempo dare particolare attenzione ai bisogni dei territori e delle comunità. Per questo stiamo vagliando ogni possibile soluzione per garantire la continuità assistenziale anche nelle ore notturne affinché la popolazione residente e i turisti possano contare sulla presenza di un medico sulle ventiquattro ore".

 

Immediata la replica della Cisl medici, che in questi mesi è entrata nel merito e ha già presentato ricorso contro il provvedimento. "Non siamo contro assunzioni e potenziamento dei servizi, ma una sede di continuità assistenziale - attacca il segretario Nicola Paoli - per essere giuridicamente tale, deve essere aperta al pubblico tutti i giorni della settimana dalle 20 alle 8 e nelle 24 ore dei prefestivi e festivi, oltre che dalle ore 10 alle 8 del giorno successivo nei giorni prefestivi infrasettimanali. Deve avere quattro medici a tempo indeterminato, che hanno vinto la zona carente, che turnano ogni mese per sempre. Qualsiasi altro accorgimento non è previsto dalla legge e in Comitato provinciale la proposta di accordo non è stata accettata dalla maggioranza assoluta delle deleghe sindacali, attualmente oltre il 62% degli aventi diritto".

 

Il nodo resta la legge. "Il rapporto medico-popolazione 1-5 mila è una norma di rango superiore a qualsiasi determina o delibera provinciale - prosegue Paoli - non si può imporre nulla, come previsto nell'accordo nazionale della medicina in vigore. Un maggior numero di medici di continuità assistenziale nella Provincia contravverrebbe la legge statale. Non esiste nessuna pubblicazione inerente una presunta sede di Bezzecca, che quindi non esiste al momento attuale dopo quella del giugno 2015 che l'ha soppressa".

 

Insomma, la Cisl promette battaglia. "I cittadini di Bezzecca - conclude Paoli - sappiano che al di là della pubblicizzazione del medico di guardia a Bezzecca con una sperimentazione che non è prevista nel nostro contratto, la realtà è molto diversa. Attendiamo con serenità quanto ci dirà il Giudice, al quale ci siamo appellati e che ascolterà le parti tra un mese. Abbiamo impugnato le violazioni degli accordi collettivi per Bezzecca e Pieve Tesino a tutela della onorabilità dei cittadini trentini e dei medici che andranno a lavorare in Val di Ledro e forse anche in Valsugana, a condizioni non regimentate dall'accordo collettivo nazionale e provinciale".

 

Una Cisl medici forte della sentenza del giudice del lavoro in merito al maxi ambulatorio di Trento Sud che non è un'aggregazione funzionale territoriale, oltre alla mobilitazione della Cisl medici dopo 40 anni di storia, il primo e unico sciopero è quello del 1978 (Qui articolo), e la sentenza sull'Aft di viale Verona, il sindacato promette ancora battaglia.

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