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I dubbi del Patt su flat tax e manovra di assestamento, ecco tutte le controproposte degli autonomisti. Dal “pacchetto natalità” agli investimenti nelle infrastrutture, passando per sgravi fiscali e bonifica delle foreste abbattute da Vaia

Alla conferenza era presente l’intero gruppo consigliare, tante le proposte di modifica alla manovra di assestamento di bilancio presentata oggi in aula da Fugatti. Rossi: “Abbiamo chiesto alla Giunta di valutare le nostre proposte ma ad oggi non ci è stata data nessuna risposta”, nel frattempo le opposizioni preparano le barricate, presentati quasi 8000 emendamenti

Di Tiziano Grottolo - 22 luglio 2019 - 19:16

TRENTO. C’è preoccupazione all’interno del Partito autonomista per le iniziative in materia fiscale del governo nazionale, il riferimento è alla flat tax e alle possibili ricadute economiche che questa potrebbe avere sul bilancio provinciale. Non ha usato mezzi termini l’ex presidente Ugo Rossi parlando di “Un’ecatombe che investirebbe il nostro territorio, che tra conversione del bonus Renzi e flat tax perderebbe circa 250 milioni di entrate”.

 

Su questo tema, nei giorni scorsi, il presidente Fugatti ha parlato di una clausola di salvaguardia per il trentino ma quest’ipotesi non convince del tutto Rossi che rimane scettico in merito alla possibilità che il Trentino possa ottenere effettivamente un’esenzione totale da questo provvedimento.

 

Ma a preoccupare i consiglieri autonomisti non ci sono solo i provvedimenti varati dal governo nazionale infatti proprio oggi è stata presentata nell’aula di Piazza Dante la manovra di assestamento del bilancio, fortemente osteggiata dalle minoranze che hanno presentato 7.869 emendamenti.

 

“Abbiamo chiesto se la giunta fosse disponibile a valutare proposte migliorative su alcuni temi ma ad oggi non ci è stata data nessuna risposta” ha affermato Rossi che ha poi proseguito illustrando gli emendamenti principali presentati dal suo partito.

 

Tra i cavalli di battaglia del Patt ci sono le misure che riguardano la natalità, provvedimenti che dovrebbero essere “strutturali e molto più articolati rispetto alla sola previsione di un bonus per nuovi nati”.

 

Gli autonomisti hanno presento quello che hanno già ribattezzato come “pacchetto natalità” e che comprende l’introduzione di un assegno per i nuovi nati fino ai 18 anni, oppure in alternativa chiedono perlomeno che nell’attuale bonus vengano inclusi anche i nati tra il periodo dell’approvazione della legge alla sua effettiva entrata in vigore prevista per la fine dell’anno.

 

Sempre su questo tema si propone di estendere anche alle lavoratrici del settore privato le garanzie previste dal contratto pubblico, il tutto a spese della Provincia, garantendo al contempo alle aziende che decidono di attivare tali misure il differenziale del costo a condizione che assumano un lavoratore in sostituzione per il periodo di maternità. Infine, si vorrebbe introdurre degli incentivi anche per i congedi parentali dei padri.

 

Un piano da oltre 20 milioni di euro che però spiega Rossi: “Sarebbe possibile attuare subito, dal momento che nella passata legislatura avevamo consolidato il bilancio provinciale proprio per introdurre queste riforme”.

 

Nel mirino del Patt sono finiti altre due punti critici della manovra leghista “il passo indietro sul trilinguismo, misura criticata anche dalle categorie economiche” e la solidarietà internazionale non solo perché è stata tolta l’automaticità del finanziamento ai progetti di cooperazione internazionale ma anche perché si vuol far passare un messaggio negativo. “Sento dire spesso aiutiamoli a casa loro – attacca Rossi – ma poi nei fatti si tagliano i fondi per farlo”.

 

Con riferimento agli “investimenti” il gruppo del Patt chiede una migliore programmazione nel campo delle infrastrutture per la viabilità, in particolare per la realizzazione della tangenziale di Rovereto già nel programma del precedente governo di Centrosinistra.

 

Successivamente, sul tema della destinazione della tassa di soggiorno sugli alloggi, è intervenuto il consigliere Lorenzo Ossanna per il quale il gettito fiscale andrebbe mantenuto in capo alla Provincia e destinato a progetti di miglioramento turistico, o in alternativa, si dovrebbe garantire che le somme introitate dai comuni siano destinate al marketing turistico territoriale.

 

“Sempre nell’ottica dello sviluppo delle zone montane – ha affermato Ossanna – proponiamo di valutare incentivazioni per le imprese artigiane e agricole che possano arrivare fino all’esenzione totale dell’‘Imis (Imposta immobiliare semplice) per quei terreni fabbricabili che però sono coltivati, questa misura avrebbe un costo che si aggira attorno ai 2,5 milioni di euro”.

 

Paola Demagri ha relazionato sul tema della formazione del personale sanitario da destinare al servizio di continuità assistenziale, le così dette guardie mediche, la consigliera autonomista ha proposto un emendamento affinché al personale sanitario venga offerta la possibilità di ultimare il corso di medicina generale anche se sono assunti a tempo determinato. “Non possiamo affidargli 20 turni notturni e pretendere che facciano il corso – ha evidenziato Demagri – dobbiamo dar loro la possibilità di frequentare i corsi”.

 

Infine, è stato il turno di Michele Dallapiccola che ha proposto di recuperare parte dei boschi distrutti da Vaia e riconvertirli, tramite bonifiche, in terreni agricoli. “Abbiamo subito sostenuto che quanto accaduto con la tempesta Vaia può essere considerato infatti, in alcuni casi, un’opportunità – ha detto Dallapiccola durante la conferenza stampa – un’opportunità per ripensare un diverso assetto del nostro territorio, penso ad esempio a quei boschi con specie non di pregio e non interessati da vincoli legati al dissesto idrogeologico come le zone dell’altopiano di Piné rimboscate in epoche recenti e ora devastate dal maltempo”.

 

Ultimo tema scottante affrontato è stato quello dei grandi carnivori: “Per la gestione di questi animali – ha spiegato Dallapiccola – serve un sistema ragionato. Per limitare i danni di qualche soggetto particolarmente nocivo la Pat deve poter attivare un sistema di protezione e prevenzione straordinario, è necessario investire maggiormente nella prevenzione, inoltre si deve poter intervenire direttamente su quegli esemplari particolarmente problematici, per fare questo – ha concluso il consigliere del Patt – è necessario contestualizzare la legge recentemente approvata all’interno di questi quadro”.

 

Sul tema Orso ha chiosato anche Rossi: “In febbraio abbiamo presentato un ordine del giorno votato all’unanimità, compresa l’assessora Zanotelli, dove si impegnava la giunta a deliberare entro il 30 giugno i piani per la gestione dei grandi carnivori, la Giunta però un giorno prima di andare in piazza con la Coldiretti, ha risposto che non c’è la necessità di predisporre alcun piano, questo è il metodo leghista di affrontare certe problematiche. Sarebbe il caso – ha concluso Rossi – che si lanciassero meno proclami e si tornasse a ragionare in maniera seria”.

 

Sullo sfondo restano dunque molte perplessità sulla manovra di assestamento presentata quest’oggi in aula, sono diverse infatti le criticità rilevate dal Partito autonomista “Che rischiano di far tornare indietro il Trentino, e che pertanto cercheremo di evitarne l’approvazione o comunque di ridurne gli effetti negativi”.

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