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La Giunta espone la manovra di bilancio ai sindacati, i quali si mostrano piuttosto cauti. Rossi invece attacca: "I conti non tornano"

Nell'incontro di stamane la Giunta ha annunciato le misure della manovra economico-finanziaria 2020-2022 ai sindacati. I tre segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno risposto però con freddezza, dicendo di voler attendere che i provvedimenti si traducano in azioni concrete. Ben più duro Rossi (Patt): "Fugatti fa comparire 200 milioni in più, o è un miracolo o uno scherzo"

Di Davide Leveghi - 06 novembre 2019 - 19:23

TRENTO. S'è tenuto oggi l'incontro tra la Giunta e i sindacati per la presentazione delle linee della manovra economico-finanziaria 2020-2022, passo canonico prima del varo da parte dell'organo esecutivo della Provincia e dell'iter in Consiglio provinciale. All'incontro, avvenuto dopo la presentazione a associazioni economiche ed imprenditoriali del Trentino, erano presenti gli assessori provinciali allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli e all'agricoltura Giulia Zanotelli, il direttore generale Paolo Nicoletti e il dirigente del Dipartimento affari finanziari Luisa Tretter.

 

Nella seduta sono stati presentati dei dati sull'analisi della previsione del Pil, in aumento rispetto a quello nazionale dello 0,2% (0,6% dell'Italia contro lo 0,8% del Trentino), e i numeri delle risorse disponibili secondo le stime, pari a 4398 milioni di euro per il 2020 con un calo a 4099 per il 2022. A riguardo è intervenuto l'assessore Spinelli, che ne ha illustrato le ragioni: “C’è molta attenzione all’andamento che fa prevedere per i prossimi anni un decremento strutturale delle risorse disponibili. E’ molto importante valutare bene l’impatto delle disposizioni nazionali e delle leve a nostra disposizione, utilizzandole al meglio per favorire la crescita. Inoltre di fronte ad una situazione che evolve nel tempo, è intenzione della Giunta procedere, assieme a Regione e Provincia autonoma di Bolzano, ad una proposta di adeguamento del Patto di garanzia, anche per introdurre una clausola di neutralità fiscale, che tuteli le risorse provinciali dagli effetti negativi dalle eventuali manovre statali”.

 

Per sostenere il sistema economico la manovra punta a creare un Fondo per la crescita – alimentato dalle risorse derivanti dalla revisione delle politiche provinciali di intervento a favore dei settori economici – e a attribuire maggiore selettività nell'attribuzione degli incentivi alle imprese in funzione del loro impatto sul sistema economico locale. Proprio su questo aspetto sono state avanzate misure di sostegno alla nascita di negozi di vicinato e alla ridefinizione del sistema del marketing turistico-territoriale.

 

L'assessora Zanotelli è intervenuta invece al riguardo del settore agricolo: “Competitività, qualità e sostenibilità saranno perseguite attraverso incentivi al rinnovo varietale dei frutteti, strumenti per fronteggiare le emergenze fitosanitarie, supporto alla zootecnia di montagna, sostegno a progetti per l’uso efficiente dell’acqua e contributi per progetti per l’innovazione in agricoltura”.

 

Green economy per l'ambito ambientale e la sostenibilità, abolizione del ticket sulle ricette e approfondimenti in corso per l'esenzione dell'addizionale regionale all'Irpef per i redditi fino a 15mila euro con aumento dello 0,5% per quelli sopra i 55mila per l'ambito sociale e indicatore di sviluppo su base territoriale per quello economico sono altre delle misure annunciate ai sindacati, a cui infine l'assessore Spinelli ha dato volontà di confronto riguardo al “Progettone”.

 

Da parte delle sigle arrivano risposte non certo esaltanti. Titoli positivi ma non c'è sostanza, hanno comunicato, curiosi di vedere se nei prossimi mesi gli impegni assunti dalla Giunta si tradurranno in azioni concrete. “La prossima legge di stabilità provinciale – hanno commentato i tre segretari generali Franco Ianeselli (Cgil), Lorenzo Pomini (Cisl) e Walter Alotti (Uil) - contiene diversi impegni positivi sugli investimenti pubblici, sul mantenimento del sistema di welfare provinciale e sul parziale ripristino dell’esenzione dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 15mila euro, che accoglie anche se non in toto le nostre richieste. Ci auguriamo che oltre ai titoli i provvedimenti annunciati si concretizzino anche in misure efficaci con adeguati stanziamenti di risorse. Oggi su molte delle questioni annunciate manca la sostanza”.

 

Su diversi aspetti – hanno proseguito - abbiamo dovuto constatare che la Giunta stanzierà solo risorse minime, come nel caso del fondo per la crescita per sostenere iniziative di sviluppo innovativo o del fondo per la Green Economy finalizzato ad interventi di efficientamento energetico su infrastrutture, immobili e impianti pubblici. Allo stesso tempo misure come quelle relative alla riforma del sistema di promozione turistica provinciale, sugli incentivi alle imprese o sulla revisione dell’assetto istituzionale verranno declinate in specifici disegni di legge che la Giunta varerà nei prossimi mesi. Per questa ragione allo stato attuale il nostro non può che essere un giudizio cauto in attesa di conoscere la traduzione concreta degli impegni che ci sono stati illustrati oggi”.

 

Tra i punti prioritari messi in evidenza dai sindacati sono state evocati l'estensione dei criteri per le agevolazioni Irap e l'attuazione di politiche di integrazione contrattuale, aziendale e territoriale. Sulle politiche del lavoro, hanno poi commentato: “Se la Carta di Rovereto sull'innovazione fissa alcune priorità per lo sviluppo economico del Trentino allora ogni politica deve sintonizzarsi su quella lunghezza d'onda: le risorse per gli investimenti sono poche e non vanno disperse ma devono privilegiare le nuove reti telematiche, l'innovazione, l'economia verde e le produzioni sostenibili”.

 

Sul fronte welfare, infine, le sigle hanno ribadito la necessità che la Provincia torni ad investire sulle politiche della casa dando così risposta al fabbisogno abitativo di migliaia di famiglie e che si sciolga una volta per tutte il nodo del rapporto tra interventi statali e provinciali. Sul nodo rinnovo dei contratti pubblici: “La manovra deve prevedere le risorse necessarie per garantire il rinnovo del contratto degli enti locali, della sanità e del personale della scuola, oltre alle risorse per la copertura degli aumenti previsti del rinnovato contratto delle cooperative sociali. Se così non fosse sarebbe gravissimo. Lo Stato ha previsto risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, anche la Provincia di Bolzano ha fatto altrettanto. Piazza Dante non può sottrarsi dai propri obblighi in qualità di datore di lavoro. Non si possono fare reali politiche dei redditi se non si rinnovano i contratti e non si prevedono aumenti in busta paga per tutti i lavoratori”.

 

Ben più critiche le reazioni delle opposizioni, su tutti il consigliere Ugo Rossi, a cui non tornano i conti. “Grande preoccupazione per la confusione attorno alle prime anticipazioni della manovra di bilancio”, ha commentato l'ex-governatore, “in soli 4 giorni siamo passati dall'attenzione posta da Fugatti al venire meno di 200 milioni al focus di ieri dove annuncia, miracolo!, 200 milioni in più per investimenti. Un miracolo o una presa in giro? Facile farsi un'idea”, annota sarcastico.

 

“Se guardiamo all'elenco degli investimenti si tratta dello stesso elenco sciorinato al tempo della presentazione dell'assestamento. Il comunicato n.1494 del 19 giugno relativo all'assestamento – continua – è uguale al comunicato 2785 del 5 novembre con cui si annuncia questa manovra di bilancio! Si tratta sempre delle stesse opere e si tratta sempre degli stessi soldi, peraltro praticamente tutti stanziati nella legislatura precedente”. “I conti dell'autonomia sono in pericolo”, conclude allarmato.

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