Manovra di bilancio Pat, Rossi: ''Quasi totalmente privo di obiettivi e di strumenti. Si promettono e si annunciano nuove opere, ma sono quelle della precedente legislatura''
La finanziaria ha iniziato l'iter in Consiglio provinciale e si è aperta la discussione in I Commissione. Paolo Zanella (Futura): "Sui fondi del Pnrr c'è molta confusione, non è chiaro come impatteranno in particolare sui Comuni". Un giudizio positivo sui contenuti della manovra firmata Fugatti da parte di Giorgio Tonini (Pd): "Buona manutenzione dell'esistente, con prudente ricorso al debito ma carenza programmatoria"

TRENTO. "Un modo di amministrare quasi totalmente privo di obiettivi e di strumenti". Questo il commento dell'ex presidente Ugo Rossi (Azione) sulla manovra di bilancio. "Una situazione finanziaria 'favorevole' ma mancano del tutto le 'novità', i contenuti innovativi, gli obiettivi di miglioramento, insomma le riforme".
La finanziaria ha iniziato l'iter in Consiglio provinciale e si è aperta la discussione in I Commissione. Il pentastellato Alex Marini, in sostituzione della presidente Vanessa Masè (La Civica), ha aperto i lavori dando la parola al presidente Maurizio Fugatti per la sua relazione ai commissari.
"Il documento che la sostanzia è aggiornato a oggi e quindi anche a seguito del protocollo che definisce la finanza Pat-Comuni, partita da 54 milioni di euro". Il presidente ha inquadrato il trend macroeconomico, sottolineando che il costo dell’energia e delle materie prime è una variabile da cui dipenderà non poco la bontà delle previsioni.
Si è poi soffermato sui termini del recente accordo che revisiona i rapporti finanziari Stato-Pat, evidenziando che si tratta di un risultato ottenuto grazie anche agli stimoli venuti a suo tempo dagli ordini del giorno consiliari e grazie alla stretta collaborazione con il governo provinciale di Bolzano (Qui articolo).
“Avevamo chiesto in una prima fase la sospensione per due anni del nostro concorso al risanamento dei conti statali - prosegue Fugatti - ma abbiamo poi giudicato buona la controproposta di una riduzione permanente del 20%. Il risultato tangibile sta in 600 milioni di euro in più a legislatura per le casse dell’autonomia provinciale, sulla base di un accordo infine equo e che fornisce certezza sulle cifre”. Un dettaglio riguarda il posticipo dal 2023 al 2028 del previsto adeguamento del concorso Pat ai conti dello Stato in base alle dinamiche del debito pubblico nazionale".
Il presidente ha parlato anche della questione del rinnovo contrattuale per i dipendenti provinciali, rivendicando di avere trovato risorse finanziarie importanti. Un accenno alla questione dello smart working, che è stato indicato come uno strumento interessante ai fini di decongestionare il traffico, ma anche come un modo per migliorare la qualità della vita dei dipendenti, aspetto che anche i sindacati dovrebbero apprezzare e mettere sulla bilancia (Rossi ha giudicato questo ragionamento “un po’ una forzatura”). Un altro passaggio del presidente Fugatti è stato quello con cui ha annunciato per il primo trimestre 2022 la presentazione della riforma delle Comunità di valle.
Alla relazione del presidente Pat sono seguiti i primi interventi dei commissari. L'ex governatore Rossi ha chiesto, per esempio, maggiori ragguagli sulle dinamiche della recente, delicatissima trattativa sui patti finanziari con Roma; si è poi fatto confermare dal presidente Fugatti che non c'è ancora
molta chiarezza sulle modalità di ripartizione dei fondi Pnrr, per i quali – ha detto leghista – ci si attende comunque un riparto che avrà una base regionale/provinciale.
Il consigliere provinciale del Pd, Giorgio Tonini, ha espresso un giudizio positivo sui contenuti della manovra firmata Fugatti, che è "di buona manutenzione dell'esistente, con prudente ricorso al debito". Il bicchiere mezzo vuoto secondo il dem sta nella carenza programmatoria, ma poi anche nella persistente, mancata centralità delle riforme, tema di cui si parla poco, benché ora venga annunciata quella – molto attesa - delle Comunità di Valle. Il tema è cruciale per rendere produttiva e sostenibile per il futuro questa fase di forte indebitamento degli enti pubblici.
Il pentastellato Marini ha chiesto diversi chiarimenti: "Si è pensato a formalizzare una forma di coinvolgimento anche del Consiglio nelle partite finanziarie che oggi la Giunta gioca da sola con il Governo? (Fugatti ha risposto che le trattative sono delicate e vanno giocate con riservatezza). Sulla delega al Governo per la riforma fiscale: la Pat avrà voce in capitolo? (il presidente ha detto che si lavorerà sul fronte parlamentare)".
Il consigliere ha poi toccato altri temi: i fondi per la cooperazione transfrontaliera, i fondi attivati da Cassa del Trentino. Ha poi chiesto che fine ha fatto il collegamento ferroviario da Rovereto al Garda, visto che l’annunciato studio di fattibilità Rfi non si vede ancora (Fugatti: l’opera non rientra nel Pnrr, ma non è affatto accantonata, a inizio 2022 si conta di avere il piano di fattibilità).
Sul protocollo di finanza locale Marini ha obiettato che ancora una volta ci si arriva senza convocare la prevista seduta congiunta tra Consiglio provinciale e Cal (Fugatti: può e deve semmai pensarci il Consiglio provinciale, potrebbe essere un'iniziativa interessante). Mentre Paolo Zanella (Futura) ha tra l’altro ribadito che sui fondi del Pnrr c'è molta confusione, non è chiaro come impatteranno in particolare sui Comuni. Positivo sarebbe allocare alle Comunità tutto il lavoro relativo ai bandi rivolti ai Comuni (l’assessore Achille Spinelli, che ha partecipato ai lavori, ha voluto garantire che la Provincia sarà certamente un ombrello per i Comuni, onde assisterli nell'affrontare la grossa partita dei fondi Pnrr).
Il consigliere di Futura ha poi chiesto al governo provinciale di occuparsi con un piano straordinario dei lavoratori, della forza lavoro straniera, degli operatori della sanità, “perché oggi domanda e offerta non s'incrociano”. Sul contratto del pubblico impiego: “Arrivate tardi e parzialmente, si tratta il comparto come serie B”. In questo caso Fugatti ha risposto che i 37 milioni di una tantum e i 64 milioni ogni anno sono risorse importanti e doverose, per un settore efficiente e che vogliamo ulteriormente ottimizzare. "Una manovra realistica e equilibrata", il commento di Mara Dalzocchio (Lega).
Critico Rossi: "Sotto il profilo delle dotazioni di bilancio, la Pat sta bene nel medio periodo: mai visti così tanti soldi in arrivo da Roma. Oltre a far pervenire risorse per sanità e trasporti, lo Stato copre anche le minori entrate originate dalla crisi economica Covid. Il patto di garanzia tanto vituperato da Fugatti ha consentito di avere sconti ulteriori e incamerare risorse di cui eravamo creditori proprio in virtù del patto stesso".
"Un modo di amministrare quasi totalmente privo di obiettivi e di strumenti", critica Rossi. "Ci si limita a redistribuire ciò che si ha con le regole attuali ( sul fisco per esempio) e sui capitoli di spesa attuali. C'è solo un po’ di debito (annunciato ma da contrarre) in più - dice Rossi - per potere promettere nuove opere pubbliche. Si promettono e si annunciano nuovi interventi a fronte di un elenco di opere pubbliche già finanziate nella precedente legislatura per un valore di 1,4 miliardi di euro che non vedono ancora l'avvio dei cantieri. Insomma
Il rappresentante di Azione chiede maggior chiarezza sul Pnrr. "C'è una redistribuzione, con criteri sempre uguali. Si evoca il piano nazionale ripresa e resilienza come fonte magica di risorse aggiuntive ma senza enunciare nessuna strategia su come raggiungere i bandi. Mancano alcune prospettive e riforme: lavoro giovanile e femminile in primis. Servirebbe un cambio radicale dell'approccio e del sistema degli incentivi, uno scatto in avanti. Serve un intervento straordinario e rapido in termini di formazione, in particolare quella professionale, ma non c'è nulla. Notte fonda su sanità e sociale di cui non si capisce quale sia il disegno politico prima e organizzativo poi. Nessun riferimento alla transizione ecologica e un modello di sviluppo. Quanto alla pubblica amministrazione e alla sua efficienza, solo un breve accenno con riferimento allo smart working da potenziare e utilizzare in chiave innovativa a fronte di risorse economiche per un rinnovo dimezzato dei contratti", conclude Rossi.


















