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Ipotesi acquisto quote Mutua della Pat: ''Corte dei Conti conferma le nostre perplessità. La Giunta ha valutato i rischi dell'operazione?''

Nella memoria conclusionale la Procura sembra bocciare l'ipotesi della Pat. La Giunta è intervenuta per spiegare che "l'operazione è coerente" ma Fratelli d'Italia ritorna a manifestare dubbi sull'opportunità di piazza Dante di entrare nella componente sociale della Mutua

Di L.A. - 30 giugno 2021 - 19:42

TRENTO. "La Corte dei conti ha evidenziato perplessità sull'ingresso della Provincia in Itas in qualità di socio sovventore". Così Alessia Ambrosi (Fratelli d'Italia) commenta la memoria conclusionale della Procura. "Perplessità che avevamo già esposto in Aula nel corso della discussione di assestamento di bilancio anticipato che avrebbe dovuto riguardare imprese e lavoratori colpiti dall'emergenza Covid".

 

La Procura sembra bocciare la possibilità che la Provincia acquisti le quote di Itas Mutua (Qui articolo), un'ipotesi confermata anche ufficialmente nella nota di piazza Dante nel presentare la manovra di bilancio (Qui articolo). "E' divenuta di pubblico dominio, ad esempio, la ventilata possibilità che la Provincia Autonoma acquisisca partecipazioni al capitale sociale di Itas Assicurazioni, ipotesi che lascia quanto meno perplessi - si legge - sotto il profilo del rispetto delle finalità previste dal legislatore statale di riduzione delle partecipazioni pubbliche ai soli enti e società che perseguano finalità istituzionali, in termini strettamente intesi".

 

In Aula erano emersi dubbi da parte di diversi consiglieri, in particolare da parte degli esponenti di Onda civica, Partito democratico e Fratelli d'Italia (Qui articolo). "Le finalità dell’operazione - ribadisce Ambrosi - sicuramente hanno poco a che vedere con gli effetti del Covid e inoltre, secondo l’opinione della procura, risultano non coerenti con i fini istituzionali della Provincia. Infatti Itas non è una società no profit e, nonostante mantenga la struttura di mutua assicuratrice, adotta per legge tutte le regole del mercato in cui opera e quindi è esposta ai rischi tipici di ogni impresa".

 

I consiglieri provinciali avevano sollevato criticità nell'operazione. "L’oggetto sociale di Itas è chiaro - prosegue la consigliera provinciale di Fratelli d'Italia - la Mutua ha lo scopo di favorire i propri Soci nelle loro esigenze ed operazioni di carattere assicurativo. Nessun riferimento quindi a servizi sociali o collegati a istituzioni pubbliche. Quali sono quindi concretamente i benefici diretti attesi dalla Pat a favore della popolazione? Sconti sulle polizze? Polizze ad hoc solo per i residenti a condizioni diverse rispetto a tutti gli altri? Interessi e utili particolari in virtù dell'investimento? Nell’oggetto sociale non c'è alcunché che possa interessare direttamente la Provincia. E Itas ha come riferimento tutti i propri soci, anche quelli residenti in altre province. E' stata valutata l’ipotesi che, se Itas fosse chiamata a garantire qualcosa di eccezionale solo ai trentini, potrebbe correre il rischio di danneggiare gli altri assicurati o addirittura di creare disequilibri nel proprio bilancio? Se invece si esclude tutto questo, cosa intende davvero ottenere la Pat da questa operazione?".

 

La partecipazione nel capitale di Itas Mutua attraverso il Fondo di garanzia e nella qualifica di socio-sovventore espone, secondo Fratelli d'Italia, la Provincia al rischio di perdere il proprio apporto in caso estremo. "Che succederebbe in caso di difficoltà patrimoniale di Itas? Negli ultimi 3 anni Itas ha visto abbassarsi ai limiti di guardia il proprio indice di solvibilità a causa delle scelte industriali e per recuperare ha dovuto emettere un bond e rivedere una serie di costi e di progetti. La Pat può escludere a priori di sentirsi chiamata a sostenere ulteriormente Itas in futuro in caso di necessità? Mette in conto la possibilità di farla fallire, per evitare nuovi apporti di denaro svincolati da reali benefici per la comunità?".

 

Sono diverse le domande portate sul tavolo da FdI. "Aggiungiamo poi che l’accordo con Itas dovrebbe prevedere un posto in Cda. Nello statuto in questo momento non pare esistere questa possibilità, poiché i soci sovventori hanno appena eletto il proprio rappresentante nel Cda. Se poi la Pat dovesse davvero prendere posto in Cda, si troverebbe a dover sostenere maggiori responsabilità anche in ordine alle scelte strategiche della compagnia, esponendosi non solo al rischio di sanzioni in caso di errori, ma anche di corresponsabilità in caso di scelte errate. La Pat ha considerato questi rischi? Come si comporterebbe in ipotesi di tagli di personale, di aumento del costo delle polizze per recuperare eventuali perdite o a fronte di contenziosi sul pagamento di sinistri? Sono domande a cui un’amministrazione virtuosa deve dare risposta per il bene dei propri cittadini. E' compito di ogni consigliere, incluso chi sostiene la maggioranza a livello provinciale, entrare nel merito con adeguate riflessioni, porre domande e chiedere chiarimenti su temi che hanno un diretto impatto sulle tasche dei contribuenti trentini", conclude Ambrosi.

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