Il governo impugna la partecipazione della Provincia in Itas. Fratelli d'Italia a Fugatti: ''Deficit di ascolto del presidente: dovrebbe coinvolgere la maggioranza''
Da quanto riferito da Nicoletti in Prima commissione, il Mef ha mosso un rilievo formale, mentre il ministero degli affari regionali ha impugnato l'acquisizione delle quote da parte di piazza Dante. L'assessore Achille Spinelli anticipa un eventuale ricorso alla Corte costituzionale

TRENTO. E' stata impugnata la partecipazione della Provincia in Itas Mutua. Questo quanto emerso nel corso della discussione in Prima commissione: il ministero dell'economia e finanza ha mosso un rilievo formale.
L'ennesima impugnazione da Roma nei confronti della Provincia leghista, reduce dalla recente (e scontata) batosta per quanto riguarda la norma che disponeva la chiusura dei negozi e degli esercizi commerciali la domenica e i festivi (Qui articolo). Il governo Draghi ha impugnato l'articolo della provinciale 7, che contiene misure urgenti per il Covid, che prevede l'acquisto delle quote nel colosso trentino delle assicurazioni da parte di piazza Dante.
In apertura di seduta di mercoledì 14 luglio Claudio Cia (Fratelli d'Italia) ha citato un comunicato di palazzo Chigi. Il direttore generale della Pat, Paolo Nicoletti, ha spiegato che, da quanto si sa fino a ora, il ministero intende impugnare alcuni articoli della legge 7, quello sulle funivie (per questo è stata introdotta una nuova manovra nel ddl assestamento), e quello che prevede la partecipazione azionaria della Provincia in Itas Mutua.
Da quanto riferito da Nicoletti in Prima commissione, il Mef ha mosso un rilievo formale: cioè che nel testo unico nazionale sulle società alle quali possono partecipare le amministrazioni pubbliche non vengono esplicitamente citate le mutue assicurative che, normalmente, sono assimilate alle società cooperative.
Poi secondo il ministero dei rapporti regionali le partecipazioni degli enti locali devono riferirsi a società che svolgono attività inerenti alle loro competenze. Una posizione che, ha detto l’assessore Achille Spinelli, molto discutibile. Anche perché, ha aggiunto, la competenza della Pat sullo sviluppo c’è eccome e quindi la partecipazione appare legittima.
La Provincia entrerebbe come socio sovventore per rafforzare la presenza sul territorio della società. La Giunta potrebbe comunque giocare la carta Cassa del Trentino che è un soggetto finanziario e quindi, anche senza una norma, potrebbe far partecipare in Itas. Comunque, ha concluso Nicoletti, le ragioni della Pat sono state spiegate al governo.
Il consigliere del Partito democratico, Giorgio Tonini, ha ricordato che il comunicato del Consiglio dei ministri dice che l’impugnazione da parte del ministro Gelmini è cosa fatta. In questo caso, ha concluso l’assessore Spinelli, che ha sottolineato la crescenti difficoltà della Pat nel difendere le prerogative autonomiste, si farà ricorso alla Corte Costituzionale.
Già in Aula erano emersi dubbi relativi a questa operazione da parte di diversi consiglieri, in particolare da parte degli esponenti di Onda civica, Partito democratico e Fratelli d'Italia (Qui articolo). Anche la memoria conclusionale della Corte dei conti sembrava bocciare la possibilità che la Provincia procedesse all'acquisto delle quote di Itas Mutua (Qui articolo).
"Il 'No' a livello nazionale della partecipazione della Provincia in Itas, con il Consiglio dei ministri che ha deciso di impugnare la norma, rappresenta una nuova bocciatura su cui il presidente Fugatti dovrebbe cominciare a meditare seriamente. Così come per la vicenda del green pass per l'accesso a cinema e musei, noi avevamo tentato lealmente di mettere in guardia l'amministrazione dal commettere un grave errore". Il commento di Alessia Ambrosi (Fratelli d'Italia): "Il timore è che un deficit di ascolto possa nuocere all'efficacia e all'adeguatezza dell'azione amministrativa, timore che come alleati di centrodestra ci preoccupa particolarmente. Chiediamo al presidente un maggiore confronto e coinvolgimento in futuro, per evitare incidenti e marce indietro che non fanno bene né alla cittadinanza né alla forza della stessa alleanza di governo".














