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''Rispettiamo la sentenza della Corte costituzionale, ma ribadiamo le ragioni della scelta'', Fugatti dopo la bocciatura dell'ingresso della Pat in Itas

Il presidente Fugatti commenta la sentenza della Corte costituzionale che ritiene non costituzionale l'ingresso della Provincia nel capitale di Itas: "Alla norma, in ogni caso, non era seguito alcun esborso, quindi le risorse saranno dirottate altrove"

Di Luca Andreazza - 04 aprile 2022 - 19:28

TRENTO. "Rispettiamo la decisione della Corte costituzionale e la sentenza sul piano del diritto". A dirlo il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. "Per quanto riguarda la scelta di entrare all'interno di Itas, ribadiamo le ragioni per cui è stata presa la decisione: sostenere un pilastro del sistema economico e sociale del Trentino e in questo modo perseguire un obiettivo istituzionale di un ente pubblico: garantire futuro e crescita diffusa ai suoi cittadini e al territorio".

 

La Provincia a trazione leghista cerca di ribadire la bontà della sua azione, decisione però bocciata dalla Corte costituzionale: l'ingresso in Itas è incostituzionale (Qui articolo). A fronte dei dubbi emersi in Consiglio provinciale (Qui articolo) e della memoria conclusionale della Corte dei conti (Qui articolo), piazza Dante aveva deciso di andare avanti nel piano.

 

"Alla norma, in ogni caso, non seguito alcun esborso, quindi le risorse saranno dirottate altrove. Riteniamo - prosegue Fugatti - che un ingresso in una società come Itas che, per la sua natura societaria e per la sua mission, rappresenta da oltre 200 anni un elemento di riferimento e di crescita della nostra comunità, avrebbe conseguito l'obiettivo di rendere il sistema economico trentino più forte e di mantenere e distribuire sul territorio benessere e sviluppo".

 

Un'ennesima impugnativa di una legge provinciale che è terminata con una sentenza sfavorevole a piazza Dante. "L’intento dell'ingresso in Itas non era finalizzato a distorcere la concorrenza oppure a trarre profitti ma puntava a rafforzare il tessuto socio-economico, stante appunto il radicamento storico di Itas sul territorio, rafforzando il patrimonio e così indirettamente potenziare la società a beneficio di migliaia di cittadini", conclude Fugatti.

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