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| 03 giu 2022 | 16:29

Taglio dei vitalizi del Trentino Alto Adige, l'ok della Corte Costituzionale. Soddisfatto Paccher. Rossi: ''Ora si intesteranno il risultato ma all'epoca erano tutti contro''

Per la corte ''le misure che hanno inciso, riducendoli, sui vitalizi regionali trentini (...) non ledono il principio del legittimo affidamento in quanto trovano una ragionevole giustificazione nelle esigenze di contenimento della spesa''. L'allora presidente della Pat: ''Questa è la dimostrazione che con Kompatscher noi lavoravamo seriamente''

Taglio dei vitalizi del Trentino Alto Adige, l'ok della Corte Costituzionale

TRENTO. Una sentenza favorevole della Corte Costituzionale in Trentino ormai, da qualche anno a questa parte è ''merce'' rara e a far notizia sono più le bocciature delle norme provinciali (la sfilza è infinita: si va dalla questione Itas, al bonus bebé, dai plateatici alle chiusure domenicali ma la lista è interminabile) che le approvazioni. Questa volta il via libera arrivato dalla massima corte si riferisce a una legge regionale ma che non riguarda anche in questo caso la giunta Fugatti, anzi. ''Fugatti era uno di quelli che ci criticava - commenta l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi - e invece questa è la dimostrazione che con Kompatscher lavoravamo seriamente''. Il riferimento è al via libera della Corte Costituzionale al taglio dei vitalizi voluto dal Trentino Alto Adige a cavallo del 2014

 

La sentenza numero 136 depositata oggi, 3 giugno, recita che ''le misure che hanno inciso, riducendoli, i vitalizi regionali trentini in corso di erogazione, diretti e di reversibilità (riduzione del 20%, limite al cumulo con il vitalizio parlamentare, contributo di solidarietà), non ledono il principio del legittimo affidamento in quanto, da un lato, trovano una ragionevole giustificazione nelle esigenze di contenimento della spesa, di sobrietà ed equità, già presenti nella legislazione dello Stato e da essa promosse; dall’altro lato, non trasmodano in un regolamento irrazionale, lesivo del principio evocato''.

 

Così il redattore Angelo Buscema, ha di fatto dichiarato non fondate le questioni sollevate dal Tribunale di Trento. L’esigenza di ripristinare criteri di equità e di ragionevolezza e di rimuovere le sperequazioni e le incongruenze, insite in questi trattamenti, è stata ritenuta dalla Corte preponderante rispetto alla tutela dell’affidamento, considerato anche l’ammontare del trattamento che le misure riduttive consentono di mantenere. La Corte ha riconosciuto che gli interventi riduttivi in questione rientrano nella competenza del legislatore regionale, poiché è riconducibile all’autonomia della Regione la disciplina dei vitalizi spettanti a chi è stato consigliere regionale. Nella fattispecie, la normativa censurata non ha violato i principi di coordinamento della finanza pubblica espressi dal legislatore statale ed evocati dal Tribunale di Trento.

 

Subito ha espresso soddisfazione l'attuale vicepresidente della Regione Roberto Paccher che ha commentato: “L’operato del Consiglio è stato rispettoso delle leggi ed era necessario per contenere la spesa pubblica. Questa sentenza ribadisce come gli attacchi e le critiche mosse da ex consiglieri che percepivano migliaia di euro di vitalizio si sono rivelate assolutamente pretestuose. Ed ora si può dire anche infondate”. ''Adesso qualcuno si intesterà il risultato dandosi merito per questa cosa - replica l'allora presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi -.  Ma quando con il presidente Kompatscher abbiamo portato avanti questa riforma quasi tutti la criticavano''.

 

Rossi chiarisce che c'era ''chi la riteneva troppo blanda sull'onda del 'dagli al politico' e ci accusava di debolezza rincorrendo il populismo e alzando  l'asticella dicendo che il taglio era troppo prudente. E c'era chi invece la riteneva eccessiva (o anche anticostituzionale) e ci accusava dall'altra dicendo che eravamo ostaggio della demagogia. Un grande aiuto per portare in porto la riforma venne dal Presidente Moltrer che seppe guidare l'ufficio di presidenza del consiglio regionale nella giusta direzione. Anche lui fu criticato e ne soffrì molto. La pronuncia della corte dimostra che abbiamo lavorato seriamente. E se oggi sono stati recuperate somme ingenti dal taglio dei vitalizi per destinarle a scopi sociali e aiuto a famiglie e imprese lo si deve solo a chi allora ci ha creduto''. 

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