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L’assestamento? “Riciclaggio mediatico delle opere e assenza di strategia”, le chiusure domenicali? “economicamente illogiche”. Minoranze e imprenditori bocciano la Giunta

L’assestamento di bilancio presentato dalla giunta Fugatti non convince, Rossi: “Pura propaganda, se poi non si stanziano i fondi le grandi opere rimarranno solo sulla carta, gli unici cantieri che sono stati avviati sono collegati alle opere pensate nella scorso legislatura”. Per gli imprenditori le chiusure domenicali provocheranno la fuga dei consumatori verso Bolzano e il Veneto

Di Tiziano Grottolo - 13 luglio 2020 - 05:01

TRENTO. Poche luci e molte ombre così si potrebbe sintetizzare il giudizio (quasi unanime) espresso da sindacati, associazioni di categoria e minoranze chiamate ad esprimersi sull’assestamento di bilancio partorito dalla Giunta Fugatti. Se gli incentivi alle imprese e alle famiglie (per quest’ultime non molti) vengono salutati positivamente, così come i contributi per l’edilizia abitativa e gli investimenti per le olimpiadi, per il resto c’è poco da salvare.

 

“Gli interventi previsti nell’assestamento di bilancio – seppur condivisibili spiega Marco Segatta a nome del Coordinamento degli imprenditori trentini – non costituiscono una vera e propria manovra di rilancio dell’economia”. Osservazioni condivise anche dal presidente di Confcommercio Giovanni Bort che ricorda come per far fronte alla contrazione del Pil Trentino si sia ricorso allo strumento dell’indebitamento e a un cospicuo avanzo di bilancio (circa 200 milioni), dimostrazione questa che nel 2019 “non sono stati realizzati gli investimenti programmati”.

 

Nel mirino finisce anche la legge sulle chiusure domenicali, definita dagli imprenditori “economicamente illogica – in quanto – provocherà una depressione della domanda conseguente alla perdita di posti di lavoro e alla fuga di consumatori verso Bolzano e il Veneto”. Su questo punto sono state sollevate parecchie perplessità anche da Bort: “Una legge che penalizza le maggiori città della Provincia”. Imprenditori ed esercenti si dicono preoccupati per il fatto che non sono state destinate risorse per la formazione degli operatori economici e dei loro dipendenti. Riassumendo con le parole delle categorie economiche: “In assestamento troviamo provvedimenti completamente declinati alle dinamiche territoriali locali, senza alcun accenno di strategie di più ampio respiro legate all’innovazione, alla cablatura delle imprese e all’internazionalizzazione”.

 

Nemmeno il cavallo di battaglia di Fugatti, che in questi giorni ha riciclato lo slogan “una grande opera all’anno” sembrerebbe aver fatto presa. In assestamento si parla di una manovra espansiva “con iniziative e progetti immediatamente realizzabili e lavori pubblici immediatamente cantierabili” ma anche questa promessa si è scontrata con un’accoglienza tiepida: “Si auspica che le opere previste abbiano effettivamente un immediato ‘cantieramento’ – il commento di Bort – ciò che non è avvenuto nel recente passato, altrimenti oltre a permanere delle difficoltà verrà meno anche l’effetto congiunturale”.

 

Più diretto il consigliere provinciale di Futura, Paolo Ghezzi, che a proposito delle grandi opere promosse dalla giunta leghista ha parlato di “riciclaggio mediatico”, puntando il dito sull’esigenza del presidente della Pat di “fare continuamente propaganda”. Anche il capogruppo del Patt Ugo Rossi non ha lesinato sulle critiche: “Per quanto riguarda le grandi opere quasi tutte sono cose già viste”. L’ex presidente della Provincia lo sa bene perché buona parte di queste opere sono state pensate durante la sua legislatura.

 

Rossi solleva dei dubbi anche sull’effettiva possibilità di far partire subito i cantieri: “Un conto è fare una delibera di programmazione ma poi bisogna metterci i soldi e per farlo è necessario mettere i fondi sul capitolo di spesa, altrimenti le gradi opere rimangono solo sulla carta”. Così facendo c’è il rischio di congelare dei fondi che potrebbero essere spesi subito per la ripartenza, un modus operandi che però sembra consolidato nella giunta leghista: “Basti pensare che nel 2019 l’anno dell’emergenza Vaia, periodo durante il quale i pagamenti dovevano essere più veloci e di cose da fare ce ne sarebbero state, si è speso meno che nel 2018. Questa Giunta si è fissata con l’asfalto e il cemento – prosegue il leader delle Stelle Alpine – ma tra un selfie e l’altro ci racconta anche molte falsità, per di più lo si fa impegnando risorse a lungo termine facendosi sfuggire le necessità del momento”.

 

Come sottolineato da Rossi delle opere sbandierate da Fugatti alcune risalgono alla giunta precedente, “semplicemente ci hanno messo sopra il cappello – punta il dito l’autonomista – la viabilità del Not è stata programmata da anni, lo svincolo di Canova venne addirittura finanziato da noi mentre per quanto riguarda il ‘raddoppio’ della Valsugana non c’è accordo con i territori e tutto rimane fermo, solo i lavori per la messa in sicurezza sono partiti, guarda caso anche quelli finanziati nella scorsa legislatura”. Insomma non è tutto oro quello che luccica mentre sullo sfondo rimane la partita delle olimpiadi e i capitoli dove sono stati tagliati i finanziamenti “la coperta è corta – conclude Rossi – c’è questa mania di promettere grandi opere ma di quelle concepite dalla giunta leghista non ne è partita neanche una e più i tempi si allungano maggiori risorse rimangono congelate facendo perdere terreno ad alti settori”.

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