Il 5G in quattro comuni trentini. La Pat: ''Non lo sapevamo, l'abbiamo saputo dai cittadini. A breve un incontro informativo, anche con l'agenzia per l'ambiente''
E sono arrivate anche due interrogazioni in piazza Dante per chiarire le conseguenze dell'avvento del 5G in Trentino, la prima di Alessio Manica del Pd e la seconda di Vanessa Masè di Civica Trentina

TRENTO. Sono 120 i piccoli comuni in aree a forte digital divide. Tre sono quelli in provincia di Trento, nello specifico Terragnolo, Castel Condino, Valfloriana e Sover, mentre nessun territorio altoatesino ricade nel servizio di copertura 5G, lo standard di quinta generazione dei nuovi smartphone.
A inizio marzo si era registrato il botta e risposta tra il senatore Andrea de Bertoldi (Fratelli d'Italia) e Roberto Saracco, diplomato in informatica e laureato in matematica con un perfezionamento in fisica delle particelle elementari, Ex direttore del nodo italiano degli Eit Ict Labs (l'Istituto europeo di innovazione tecnologica) e già direttore del Future centre di Venezia, responsabile delle architetture di telecomunicazione innovative e comunicazioni scientifiche di Telecom Italia, senior member dell’Ieee, Distinguished Lecturer della Communication society e autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in Italia e all'estero (Qui articolo).
E sono arrivate anche due interrogazioni in piazza Dante per chiarire le conseguenze dell'avvento del 5G in Trentino. "I comuni sono stati scelti - dice Alessio Manica del Pd - senza che ci sia stata alcuna comunicazione dal ministero dello sviluppo economico e dall'Agicom per la sperimentazione di questa tecnologia". Il consigliere provinciale chiede se la giunta sia a conoscenza della sperimentazione, se ci siano state comunicazioni e se non sia il caso di organizzare un momento di informazione pubblico con le popolazioni interessate.
"La legge di bilancio statale - replica la giunta - riprende le direttive Ue e pone l’obiettivo della più amplia copertura del 5G. L’Agcom ha imposto che entro 54 mesi dall’assegnazione delle frequenze, il 99,4% della popolazione e almeno il 90% dei comuni nell’elenco di 120 territori che sono privi di banda larga e 4G devono avere la copertura. La Provincia non è stata informata e lo ha saputo informalmente dai cittadini. E’ importante informare e discutere con la popolazione con gli esperti Appa, gestori e Azienda sanitaria anche in relazione alle preoccupazioni della popolazione. L’incontro informativo si farà in tempi brevi".
La consigliera provinciale di Civica Trentina, Vanessa Masè, si è invece interessata sulle conseguenze della nuova tecnologia. "Una volta che verrà richiesta l’autorizzazione - risponde la giunta - si seguirà la procedura sull’esposizione elettromagnetica. Il Servizio autorizzazione e valutazione ambientale deve valutare i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici e altri impianti già autorizzati. Assumendo cautelativamente che operino in massima potenza. Lo scenario prevedibile è quello di una copertura buona con 5G entro 2025".













