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Il golpe in Bolivia raccontato con i Tweet dei presidenti sudamericani. Da Maduro a Bolsonaro il Messico offre protezione a Morales

Mentre nella notte ci sono stati scontri, bande armate girano per le strade e la casa dell'ex presidente Morales è stata devastata (GUARDA IL VIDEO) i presidenti sudamericani prendono posizione. Quasi tutti sono con l'ex numero1 boliviano. Più ambiguo il presidente brasiliano mentre quello del Venezuela parla di ''mafia fascista'' 

Di Luca Pianesi - 11 novembre 2019 - 17:02

LA PAZ. ''I golpisti che hanno assaltato la mia casa e quella di mia sorella, hanno dato fuoco alle case, hanno minacciato di uccidere i ministri e i loro figli e tormentato un sindaco, ora mentono e cercano di incolparci per il caos e la violenza che hanno causato. La Bolivia e il mondo sono testimoni del colpo di stato''. Così il presidente, ormai ex presidente, della Bolivia Evo Morales pochi minuti fa, intorno alle 12.30, su Twitter. Arresosi, ieri, alle richieste delle opposizioni (o di quelli che da una larga fetta del mondo vengono definiti golpisti o ''mafiosi fascisti'' dal presidente venezuelano Maduro) che chiedevano nuove elezioni dopo quelle del 20 di ottobre che lo hanno ridecretato presidente, ha fatto perdere le sue tracce.

 

Anche perché su di lui adesso pende un ordine d'arresto. Il tutto mentre nella notte bande armate si aggiravano per le strade. Ci sono stati saccheggi, regolamenti di conti. Waldo Albarracin, figura di spicco dell'opposizione e accademico, ha twittato che la sua casa era stata bruciata da sostenitori filo-Morales. D'altro lato la casa dell'ex presidente è stata devastata. Ecco le immagini riprese nella sua abitazione:

 

 

 

 

Il momento è confuso e non è chiaro cosa stia succedendo ai vertici del Paese. Al momento una senatrice dell'opposizione, Jeanine Añez, a comunicato di essere pronta ad assumersi lei la responsabilità di traghettare la Bolivia al voto. Ma cosa sta succedendo? Morales è stato rieletto, per la quarta volta, presidente il 20 ottobre con l'accusa di aver commesso dei brogli elettorali. Le opposizioni hanno denunciato la cosa sono iniziate le proteste e da allora sono già morte 3 persone e si conterebbero circa 500 feriti durante le proteste che si sono acuite a partire da venerdì. Il presidente Morales ha comunicato che ''gruppi organizzati'' avrebbero preso il controllo dei media statali Bolivia Tv (Btv) e Red Patria Nueva (Rpn).

 

Polizia e parti dell'esercito hanno, quindi, chiesto formali dimissioni al presidente il quale, ieri, ha accettato per evitare che si scateni il caos. Per Morales i responsabili di quanto sta accadendo sono Mesa (leader dell'opposizione e presidente fino al 2005) e Camacho (Luis Fernando Camacho, leader del movimento dei comitati civici che ha dichiarato che: "E' confermato! Esiste un ordine di cattura per Evo Morales!"). ''Mesa e Camacho, - scrive Morales su Twitter questa mattina - discriminatori e cospiratori, passeranno alla storia come razzisti e autori del colpo di stato. Che si assumono la responsabilità di pacificare il paese e garantire la stabilità politica e la coesistenza pacifica del nostro popolo. Il mondo e i patriottici boliviani ripudiano il colpo di stato''.

 

Intanto mentre è giallo anche sul mandato di cattura per Morales (la polizia nega) il ministro degli esteri messicano Marcelo Ebrard ha dichiarato che il suo paese è pronto ad offrire asilo al presidente boliviano qualora lo richiedesse. Ecco la crisi Boliviana vista con i Tweet dei capi di Stato sudamericani

 

 

 

BRASILE

''Le denunce di brogli elettorali sono culminate nelle dimissioni del Presidente Evo Morales. La lezione che ci resta da imparare è la necessità, in nome della democrazia e della trasparenza, di contare sui voti che possono essere verificati. Il voto impresso è un segno di chiarezza per il Brasile!''

 

 

NICARAGUA

''E' che sei un cavallo figlio di puttana se non hai la polizia e l'esercito dalla tua parte, non puoi rimanere al potere come me, le mie armi tengono ben saldo al potere. Ma mi sento più solo se tu non ci sei''.

 

MESSICO

 

''Per il momento, poiché domani faremo conoscere ampiamente la nostra posizione, riconosciamo l'atteggiamento responsabile del presidente della Bolivia, Evo Morales, che ha preferito non esporre il suo popolo alla violenza''

 

 

ARGENTINA

 

''In Bolivia, un colpo di stato è stato consumato per le azioni congiunte di civili violenti, delle personale della polizia e della passività dell'esercito. Si tratta di un colpo di Stato perpetrato contro il Presidente @evoespueblo, che aveva chiesto un nuovo processo elettorale''.

 

 

CUBA

''La destra con un violento e vile colpo di stato attacca la democrazia in Bolivia. La nostra forte condanna del colpo di Stato e la nostra solidarietà al fratello Pdte @evoespueblo. Il mondo deve mobilitarsi per la vita e la libertà di Evo. #EvoYou're not Alone #SomosCuba''

 

 

VENEZUELA

 

 

 

 

 

 

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