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Kj2, Rossi rinviato a giudizio, solidarietà da Dellai e Tonini. C'è anche Fugatti che oggi scopre che ''il tema è delicato'' (ieri parlava di danno di immagine e dava degli ipocriti a tutti)

Mentre la Lav ribadisce la sua posizione di condanna per quanto avvenuto nel 2017 c'è chi ha cambiato posizione ed è l'attuale presidente della Pat che esprime solidarietà a Rossi quando all'indomani dei fatti attaccava Dallapiccola perché (a suo dire) l'ex assessore mentiva sul numero di orsi in Trentino e dava degli ipocriti a Patt, Pd e Upt. Oggi parla di ''tema delicato'' mentre ieri si stupiva se venivano trovati dei resti di un capriolo e intanto, dopo un anno di governo, all'attivo c'è solo la fuga di M49 

Di Luca Pianesi - 30 novembre 2019 - 13:31

TRENTO. ''Sono pienamente solidale con Ugo Rossi, per il quale il Gip ha disposto il rinvio a giudizio per l’ordinanza di abbattimento di un esemplare pericoloso di orso, dopo la richiesta di archiviazione avanzata dalla stessa Procura della Repubblica. Sono certo che il prosieguo della vicenda consentirà di acclarare la assoluta correttezza del comportamento adottato dal Presidente Rossi e dal dirigente Zanini nell’esclusivo e preminente interesse della comunità''. Così l'ex presidente della Provincia Lorenzo Dellai sul rinvio a giudizio di Ugo Rossi e del dirigente Zanin per l'uccisione di Kj2 l'orsa che nell'estate del 2017 si era resa protagonista di una serie di eventi che l'avevano fatta identificare come problematica e pericolosa sfociati nell'aggressione a un uomo tra i laghi di Lamar e Terlago.

 

Alle parole di Dellai si aggiungono quelle del capogruppo del Pd in consiglio provinciale Tonini che esprime ''tutta la sua vicinanza'' e anche quelle del presidente Fugatti che pure, rispetto al tema orso, si sta comportando in maniera molto diversa rispetto alle passate amministrazioni e al momento non è riuscito a ottenere altro risultato che farsi scappare M49 prima definendolo un orso problematico (nonostante non avesse mai aggredito l'uomo al contrario di Kj2) e poi lasciandolo fuggire in zone molto più antropizzate (come la Marzola, poi la Val di Cembra e la Val di Fiemme) rispetto a quelle da dove l'avevano prelevato. ''Siamo dispiaciuti - comunica il presidente della Pat - e vogliamo esprimere solidarietà, nella consapevolezza che la gestione degli orsi problematici è impresa delicata e difficile, che talvolta impone a chi amministra la cosa pubblica di adottare decisioni per garantire l’incolumità dei cittadini''. 

 

Una consapevolezza maturata, evidentemente, nell'ultimo anno di governo da Fugatti, visto che, al contrario solo due anni fa queste erano le parole che usava sempre affidandosi a dei ''sentiti dire'' e a fantomatiche convinzioni ascientifiche (come quelle sul lupo che addirittura in consiglio provinciale ostentava mettendo in discussione concetti base come quelli della dispersione e ipotizzando assurdi reintroduzioni dovute a chissà chi).

 

Questo il comunicato stampa di Fugatti del 13 agosto 2017

 

Kj2 e Life ursus: il Trentino pagherà i gravi errori di Patt Pd e Upt. L’epilogo dell’orso KJ2 é la dimostrazione del fallimento del progetto Life Ursus in Trentino.

 

Se da una parte infatti dobbiamo prendere atto che tale epilogo era l’unico ormai possibile in quanto di fronte ad un orso che ha colpito per due volte una persona umana deve valere il principio che la vita di una persona vale più di quella di un animale, dall’altra occorre prendere atto della totale incapacità della Provincia di gestire il progetto di ripopolamento dell’orso.

 

I numeri degli esemplari presenti in Trentino ormai è risaputo che non sono quelli ufficiali forniti dall’assessore Dallapiccola che ipocritamente continua a minimizzare la gravità della situazione che si è venuta a creare.

 

Minimizzazione della situazione che è quello che il centrosinistra trentino ha fatto per anni anche di fronte a situazioni palesi di impossibilità di convivenza orso/uomo. Noi ricordiamo bene quando circa 8/10 anni fa per primi cominciavamo a criticare il progetto Life Ursus e venivamo completamente derisi dal centrosinistra trentino che ci accusava di allarmismo ingiustificato.

 

E ricordiamo bene anche la posizione dell’assessore Dallapiccola a inizio di questa legislatura che ci accusava di creare inutili paure tra la popolazione trentina.

 

Oggi purtoppo i fatti ci danno ragione e per la incoscienza di chi ha governato il Trentino in questi anni dopo i fatti di odierni è facilmente immaginabile l’attacco violento contro il Trentino che arriverà dalla parte animalista in Italia, che metterà a dura prova l’immagine stessa del Trentino fuori dai nostri confini.

 

Sia chiaro che questa situazione ha dei responsabili politici che sono coloro che hanno governato prima e governano ora il Trentino: Patt, Pd e Upt. La loro ipocrisia e la loro incoscienza dobbiamo oggi ringraziare per la grave situazione di immagine che sta colpendo il Trentino.

 

In realtà, come è risaputo ed è riconosciuto ad ogni livello europeo, i progetti di ripopolamento di lupi e orsi in Trentino, pur con delle criticità gestibili e gestite, sono stati qualcosa di straordinario e tolti i detrattori a prescindere, che da anni soffiano sul fuoco della paura e lo alimentano (si ricorderanno prima delle elezioni i bombardamenti di foto di carcasse che venivano diffuse anche da chi oggi è in maggioranza addirittura di animali selvatici come se il lupo dovesse nutrirsi di muschi e licheni e non, come natura vuole, di caprioli, cinghiali, cervi e se si presenta l'occasione anche di animali domestici incustoditi e mal protetti dai loro padroni), sono stati protagonisti di premi e riconoscimenti internazionali.

 

 

Ma i tempi sono cambiati. Il Fugatti che ieri accusava Patt, Pd e Upt per la ''loro ipocrisia e la loro incoscienza'' e aggiungeva che ''dobbiamo oggi ringraziare per la grave situazione di immagine che sta colpendo il Trentino'' in un anno di governo non ha fatto praticamente nulla: non ha spiegato quali erano i dati che lui dichiarava essere falsati da Dallapiccola sul numero degli orsi, non ha spiegato se davvero i lupi sono stati reintrodotti da qualcuno, come sosteneva, non ha cambiato in nulla la politica di gestione dei grandi carnivori se non peggiorandola eliminando gli incontri di informazione, non realizzando nessuna nuova opera di protezione straordinaria del bestiame e ottenendo la peggiore figura di sempre con la fuga di M49 dal Casteller e tutta Italia (e non solo) a tifare per il plantigrado, con anche il ministro dell'ambiente Costa che lo ha ribattezzato Papillon.

 

Insomma verrebbe parafrasando il detto latino ''Qui gladio ferit gladio perit'', si potrebbe dire che chi di ipocrisia ferisce di ipocrisia perisce. Restano coerenti, sulla loro posizione, al contrario gli animalisti della Lav soddisfatti per il rinvio a giudizio dell'ex presidente Rossi e del dirigente Zanin. Ecco il loro comunicato

 

 

 

 

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