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La fontana è allacciata a un tombino cieco e gli sportivi restano assetati. Zeni: ''Rimpallo di responsabilità? Intervenga la Corte dei conti''

E' la nuova fontana posizionata lungo la pista ciclabile che collega Trento a Lavis. Un manufatto posizionato a fine ottobre scorso e mai messo in funzione. La ragione? Rimpalli tra servizi provinciali e soprattutto l'opera non ha alcun sbocco al quale allacciarsi per erogare acqua

Di Luca Andreazza - 13 giugno 2019 - 12:22

TRENTO. Una fontana ancora spenta e un tubo che finisce in tombino cieco, mentre l'allacciamento all'acquedotto è distante appena quattro metri. E' la nuova fontana posizionata lungo la pista ciclabile che collega Trento a Lavis. Un manufatto posizionato a fine ottobre scorso e mai messo in funzione. La ragione? Rimpalli tra servizi provinciali e soprattutto l'opera non ha alcun sbocco al quale allacciarsi per erogare acqua.

 

"Questo - spiega l'ex assessore Luca Zeni - significherebbe che chi aveva la responsabilità di seguire i lavori oppure chi li ha realizzati materialmente, ha svolto il proprio lavoro con negligenza, lasciando la fontana senza collegamento ad una presa dell’acquedotto che dista soltanto pochi metri. Un fatto davvero grave, che, se confermato, meriterebbe forse una segnalazione alla Corte dei conti per il dispendio di risorse pubbliche e per accertare di chi sia la responsabilità".

 

Il consigliere provinciale del Pd ha presentato un'interrogazione dopo che alcuni runner, capeggiati da Rolando Beatrici, noto atleta del Gs Fraveggio, hanno segnalato questo disservizio: una fontana che è posizionata in un punto strategico per tutti gli sportivi che utilizzano la pista ciclabile come campo d'allenamento, ma anche per i semplici appassionati che vogliono tenersi in forma tra una corsa e una camminata. 

"La tratta tra Trento nord e Lavis è tra le più frequentate - evidenzia l'ex assessore - anche per la posizione a ridosso della città e del campo Coni. Nell’estate del 2018, dopo alcune segnalazioni degli sportivi che si allenano quotidianamente nel tratto in questione, la Provincia aveva deciso di installare una fontana all’altezza del chilometro numero 24 della ciclabile nelle vicinanze del cavalcavia che collega la ciclabile stessa al quartiere di Canova".

 

Un tratto sprovvisto di bicigrill e fontane fino a Lavis. Il 25 ottobre scorso è stata installata questa fontana provvista di spina a pressione in modo da evitare sprechi di acqua. "La fontana - commenta Zeni - però non è stata attivata: gli uffici provinciali mi avevano informato che avvicinandosi il periodo invernale si preferiva lasciare chiusa la fontana per aprire l'acqua in primavera".

 

A marzo però la problematica si è riproposta. Fontana chiusa e sportivi accaldati e assetati. "Ho segnalato nuovamente il disservizio. Mi è stato detto dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia - continua il consigliere provinciale - che aveva provveduto alla realizzazione dell’opera, che la competenza per attivare l'acqua era probabilmente del Comune di Trento".

A quel punto l'ex assessore ha verificato con l'amministrazione comunale, ma la gestione è in capo a piazza Dante. "Così - prosegue Zeni - mi è stato comunicato dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale che l'ufficio competente è quello delle opere stradali e ferroviarie della Provincia. Sono stato comunque rassicurato che l'amministrazione provinciale avrebbe provveduto in pochi giorni all’attivazione della fontana".

 

Ma non si è mosso nulla e nel frattempo è arrivato maggio. Il consigliere provinciale del Pd si è quindi nuovamente interessato. "Dopo un avvio kafkiano - aggiunge l'ex assessore - nel quale i due Servizi si indicavano reciprocamente come competenti in materia, passati alcuni giorni mi è stato chiarito che il Servizio opere stradali e ferroviarie della Provincia avrebbe provveduto ad attivare la fontana".

 

Passato maggio è arrivato giugno e, con il caldo estivo, gli appassionati che passano numerosi accanto alla fontana hanno continuato a chiedersi come mai la stessa non fosse ancora collegata. "Ho nuovamente sollecitato la Provincia, in modo informale - dice il consigliere provinciale - in quanto non ritenevo decoroso per le istituzioni di dover ricorrere ad un atto politico ufficiale per l'attivazione di una fontana in una piazzola della ciclabile".

 

Il quadro però è cambiato, quando alcuni sportivi hanno aperto i tombini adiacenti la fontana. Ecco la sorpresa. "Hanno trovato solo un tubo che finisce in un tombino cieco - conclude Zeni - mentre gli attacchi all'allacciamento dell'acquedotto sono distanti appena quattro metri. Un fatto grave, che dimostra negligenza e che meriterebbe forse una segnalazione alla Corte dei conti per il dispendio di risorse pubbliche e per accertare di chi sia la responsabilità".

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