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Cascate d'acqua e sassi sui Crozi, la Pat: ''I paramassi d'obbligo per la pista ciclabile''. Zeni: ''Perché questa prescrizione non c'è per il transito dei veicoli?''

La Provincia ha risposto all'interrogazione dell'ex assessore del Pd sul vecchio sedime della statale della Valsugana. Tra giugno e luglio dell'anno scorso a causa delle intense precipitazioni si erano formate cascate d'acqua e erano caduti sassi. Fugatti: "Eventi intensi e imprevedibili". Zeni: "Una risposta preoccupante e arrivata in forte ritardo, come accade quasi sempre"

Di Luca Andreazza - 22 marzo 2022 - 13:27

TRENTO. "Una risposta che preoccupa: ci sono alcune prescrizioni per rendere la vecchia strada una pista ciclabile, ma questi lavori invece non sono necessari mentre transitano le auto". A dirlo l'ex assessore Luca Zeni (Partito democratico) sulla situazione che riguarda la strada dei Crozi e l'ex sedime della Ss47. "Non si capisce la ratio dell'intervento e la speranza è quella che non avvengano incidenti".

 

Il traffico in direzione Padova che normalmente transitava sul viadotto ha subito una biforcazione per consentire i lavori e il cantiere. E così ecco la i veicoli leggeri sono stati portati anche sul vecchio sedime della Ss47 (che al termine dei lavori verrà convertito in pista ciclabile nell'ambito del collegamento Trento-Pergine) oppure su una delle corsie transitabili del viadotto. I veicoli pesanti invece continuano a utilizzare solo la corsia transitabile del cavalcavia.

 

Ma sono state ore particolarmente complicate lungo la statale della Valsugana in direzione Pergine in alcuni giorni tra giugno e luglio dell'anno scorso. Molte le difficoltà causate da un'intensa perturbazione (Qui articolo). Il maltempo aveva portato alla chiusura della galleria di Martignano e della strada dei Crozi, qui in particolare si formavano cascate di acqua e sassi. Il traffico era stato fin da subito gestito e regolato dalla polizia locale di Trento su disposizione della Provincia. E questo aveva causato code e disagi (Qui articolo).

 

"L'evento meteo del 23 giugno scorso - si legge nella risposta del presidente Maurizio Fugatti - non previsto nell'intensità e nei tempi così ristretti (le mappe di Meteotrentino riportano oltre 50 millimetri di pioggia in meno di un'ora) ha creato disagi localizzati all'altezza del Rio delle Pozze, la briglia filtrante ha subito un accumulo detritico che ha causato lo sversamento di materiale fangoso sulla carreggiata utilizzata per il transito provvisorio". 

 

La Provincia poi aggiunge in via generale gli episodi di "maltempo del 23 giugno, del 14 e del 22 luglio non possono ritenersi eventi ordinari, come dimostrano anche i danni provocati su vasta aree del territorio provinciale. Va tenuto conto dell'imprevedibilità e non si può escludere, per la ragioni di sicurezza la chiusura della strada".

 

 

L'idea alla base del piano di viabilità provvisoria era quello di riuscire a garantire lo scorrimento della circolazione sempre su due corsie di marcia, anche se a velocità limitata. E sicuramente ci sono stati interventi per mettere in sicurezza la vecchia strada che corre a ridosso delle rocce e giocoforza in caso di pioggia rischia di trasformarsi nell'arrivo perfetto di cascate che piovono dall'alto. E sono state notevoli le criticità registrate in quei giorni di intesa perturbazione.

 

A ogni modo la Provincia riporta il programma dei lavori. "Si prevedeva di realizzare - si legge - la sistemazione dei tombini e attraversamenti delle acque piovane e la bitumatura di tutto il tratto stradale. Il Servizio geologico aveva prescritto la realizzazione, per l'utilizzo del tratto della ex Ss47 come ciclabile, di una serie di barriere paramassi. Potevano essere realizzate al termine dei lavori di adeguamento del viadotto dei Crozi utilizzando in via provvisoria l'intera ex Ss47 per il solo traffico leggero con la prescrizione di eseguire di alcuni interventi di disgaggio delle pareti rocciose già eseguiti all'interno dei lavori per l'opera".

 

E sono stati portati avanti dei lavori propedeutici e che non sono stati registrati, fortunatamente, pericoli. "Nel tratto in questione, utilizzato comunque temporaneamente per la viabilità provvisoria secondo le puntuali indicazioni del Servizio geologico, anche in occasione delle eccezionali precipitazioni che si sono recentemente registrate - scrive Fugatti - non si sono verificate situazioni di pericolo per l'incolumità pubblica. Il Servizio opere stradali e ferroviarie ha regolarmente attuato tutte le prescrizioni date dal Servizio geologico. In aggiunta ai lavori prescritti, sono stati realizzati ulteriori interventi di protezione quali gabbionate, posa di reti leggere su roccia, pulizia delle pareti rocciose, taglio arbusti e disgaggi".

 

"Una risposta preoccupante - commenta il consigliere provinciale in quota Partito democratico - perché viene riconosciuto che le prescrizioni dovranno essere rispettate con la realizzazione di rilevanti interventi in termini di posizionamento delle rete paramassi per poter realizzare la ciclabile, una volta terminati i lavori sul viadotto dei Crozi".

 

Un intervento che non convince pienamente l'ex assessore. "Questo documento, però, non riesce a rispondere alla domanda di come sia possibile che si debbano installare diversi chilometri di barriere per quando sarà aperta la ciclabile, mentre intanto le auto possono passare senza apparenti profili di criticità. L’auspicio è che non si verifichino incidenti, anche se, dopo il deposito dell’interrogazione, più di 7 mesi fa, passando pare che qualche lavoro di sicurezza in più sia stato fatto. C'è, infatti, anche la questione formale sull'accesso agli atti e il regolamento che prevede risposte tempestive: purtroppo la Provincia fornisce le documentazioni sempre in fortissimo ritardo e spesso senza entrate nel merito delle questioni", conclude Zeni.

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