Valdastico, Dallapiccola: “La soluzione leghista è piena di problemi spero che il Patt non cambi idea, solo un anno fa erano contrari”
Dallapiccola interviene sulla Valdastico: “Nella precedente amministrazione provinciale avevamo pensato a una soluzione alternativa rispetto a tutte quelle presentate in passato, tecnicamente praticabile ma soprattutto meno impattante dal punto di vista economico e ambientale”

ROVERETO. “Per noi la Valdastico è un’infrastruttura strategica purché l’uscita sia mantenuta a Trento sud”, si può riassumere così il pensiero della vicepresidente del Veneto e assessora competente in materia, Elisa De Berti, e dei Comuni veneti.
Anche Michele Dallapiccola, recentemente uscito dal Patt, si dice favorevole alla realizzazione di un’opera che possa portare a una riduzione del traffico in Valsugana. “Qualcosa per mitigare il traffico andrà pensato – spiega Dallapiccola – pena il collasso da saturazione della strada statale 47, specialmente tra Pergine e Trento”.
Che sia l’istituzione di una forma di pedaggio o il potenziamento della ferrovia per il consigliere provinciale servono degli interventi: “Ogni giorno fra le due gallerie dei Crozi si registrano circa 50mila passaggi, numeri simili a quelli di un’autostrada. Non a caso nella precedente amministrazione provinciale avevamo pensato e proposto una soluzione alternativa rispetto a tutte quelle presentate in passato. Tecnicamente praticabile ma soprattutto meno impattante dal punto di vista economico e ambientale. Nell’accordo Rossi-Delrio, non si trattava più di un’autostrada (come la mai nata Pirubi), piuttosto di una semplice superstrada gratuita che avrebbe collegato Piovene Rocchette con il casello autostradale di Trento Sud”.
Poi però in Trentino c’è stato un avvicendamento al governo e al potere è salita la Lega di Maurizio Fugatti che oggi preme per costruire l’uscita della Valdastico a Rovereto. “Una proposta piena di difetti – commenta Dallapiccola – il più grave è che somiglia alla prima ipotesi di Valdastico, quella che avrebbe comunque devastato la Vallagarina”.
Contro la “soluzione” leghista con l’uscita a Rovereto si è schierato anche il Patt, ex partito di Dallapiccola. “Da oppositori del governo Fugatti – ricorda il consigliere provinciale – hanno voluto manifestare fisicamente davanti all’entrata della sorgente di Spino e al Municipio di Rovereto, due dei luoghi simbolo del rischio che corrono queste vallate a causa della loro devastazione”.
Il fatto è che da tempo Fugatti sta corteggiando il Patt in vista di una possibile alleanza alle Provinciali 2023: “Ora Fugatti chiama a sé tutti quegli autonomisti che vogliano sposare la sua idea di futuro del Trentino visto da Destra, ma nemmeno tra chi si dichiara possibilista ad accettare tale collaborazione, mi pare di capire, ci sia chi considera quest’opera cosa buona e giusta. Al netto di un cambio di opinione a 180 gradi – conclude Dallapiccola – sarà curioso osservare l’epilogo di questo antipatico corto circuito politico ma bisogna tenere presente che si gioca sulla pelle delle persone e sul futuro di alcune vallate”.














