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Vallagarina
13 novembre | 23:22

Valdastico, Fernandez (Europa Verde): ''Ancora questa opera? Ma non si può voltare pagina e inaugurare una stagione di mobilità realmente sostenibile?''

Il co-portavoce di Europa Verde del Trentino, Andreas Fernandez, sulla Valdastico: "La strada da seguire è la sentenza della Cassazione che ha dato ragione al Consiglio di Stato, che di fatto aveva bocciato la grande opera tra Veneto e Trentino. Un documento che è inequivocabile"

Valdastico, Fernandez (Europa Verde): Ancora questa opera?

TRENTO. "C'è da indignarsi rispetto a un governo provinciale che insiste su proposte di opere autostradali devastanti come la A31 Valdastico, mentre il Trentino è in grosse difficoltà su questioni cruciali come la sanità, la gestione dei rifiuti e le politiche sociali del welfare". A dirlo Andreas Fernandez, co-portavoce di Europa Verde del Trentino. "La nostra linea è semplice e vorremmo che la storia del completamento si chiuda una volta per tutte. Dopo tutti questi anni in cui la nostra comunità e le sue stesse istituzioni hanno detto che quest’opera non s’ha da fare, perché non riusciamo a voltare pagina per immaginare infrastrutture meno impattanti che inaugurino per il futuro un modello di mobilità realmente sostenibile?".

 

La Valdastico è tornata d'attualità. Per il presidente Maurizio Fugatti l'ipotesi Valsugana resta sul tavolo perché è "la più performante in termini di riduzione dei flussi di traffico sulla Ss47". Ma da tempo spinge sull'ipotesi di uscita del collegamento autostradale dell'A31 in Vallagarina, destinazione a Rovereto Sud (Qui articolo).

 

Le imprese del vicentino sembrano, invece, preferire un tragitto "diretto" verso il Brennero (come quelli precedentemente ipotizzati) rappresenterebbe la soluzione più veloce, migliore, economica e per alcuni versi più sostenibile (Qui articolo) mentre per Confindustria trentina la tipologia di tracciato è quasi marginale, l'importante è mettere a terra l'opera: "Non può ma deve essere realizzata nel miglioro modo possibile", ha detto a Il Dolomiti il presidente degli industriali Fausto Manzana (Qui articolo).

 

"Il punto è un altro, chiaro che dall’altra parte vedono migliori opportunità con l’uscita a Trento", commenta Fernandez. "La vice presidente del Veneto, Elisa De Berti, e i suoi sindaci interessati hanno affermato che 'si tratta di un’opera strategica che va completata', verrebbe portata a termine a spese del Trentino, per allentare le devastazioni territoriali del Veneto, spostandole sul nostro territorio. Ecco come si concluderebbe un'opera che non condivido per niente".

 

Un'opera che soffre dei pareri e delle pronunce a favore dei territori contrari. "La stella polare da seguire è la sentenza della Cassazione che ha dato ragione al Consiglio di Stato, che di fatto aveva bocciato la grande opera tra Veneto e Trentino. La sentenza è inequivocabile: 'Il progetto, posto che sia di interesse pubblico, rappresenta un sacrificio sproporzionato degli altri interessi coinvolti'. E gli altri interessi sono ambientali, geologici, sociali e comunitari. Un investimento in un periodo storico in cui non si possono buttare centinaia di milioni di euro in grandi opere, di dubbia efficienza, per l’interesse di pochi. Questo governo provinciale continua a dimostrare di non essere all'altezza della responsabilità e del potere legislativo dell'Autonomia".

 

Si è tornati a parlare di Valdastico dopo l'approvazione della Giunta provinciale trentina della variante al Pup per "l'ambito di connessione Corridoio Est", che aprirebbe una possibilità per l'uscita a Rovereto sud per il completamento dell'opera. "Ancora Valdastico? No grazie. Opera inutile, costosa e molto impattante dal punto di vista ambientale", il commento della consigliera provinciale di Europa Verde Lucia Coppola.

 

"La nostra posizione - aggiunge Fernandez - è chiara e salda da decenni, un'opera dannosa che si basa su operazioni finanziarie scollegate dal territorio e sulla scelta di un modello di sviluppo non sostenibile che non guarda al futuro delle nuove generazioni. La collega Coppola, oltre a essere co-portavoce di Europa verde è anche una consigliera provinciale di opposizione. Penso sia assurdo mettere in discussione la sua posizione. Non solo è stata categorica contro la decisione della Giunta di accelerare in merito all’allacciamento dell’A31 con l’A22 a Rovereto, ma da sempre ha lavorato con serietà e costanza per dimostrare i grossi problemi di impatto ambientale e idrogeologico di questa opera".

 

I Verdi, però, hanno anche firmato una mozione per prevedere il tracciato con uscita a Trento Sud. Quale in generale quindi la posizione dei Verdi sulla Valdastico?

 

"Ma proprio pochi giorni fa - evidenzia Fernandez - ha ricordato la devastazione che deriverebbe dalla costruzione di gallerie e viadotti, aggiungendo il fatto che l’autostrada consumerebbe molto terreno in un’area montana contratta in cui il continuo consumo del suolo arreca danni enormi anche al paesaggio. Il documento, che ha come primo firmatario il consigliere Dallapiccola, è una proposta di risoluzione al documento preliminare all’adozione di una variante al piano urbanistico provinciale. Ciò che conta è l’impegno che si chiede alla Giunta nel documento e in questo caso è di sospendere ogni valutazione in merito all’ipotesi di sblocco del prolungamento della A31 in Vallagarina. Gli atti politici, vanno inseriti in un contesto strategico più ampio delle forze politiche all’opposizione. È vero che nelle premesse del documento si menzionano opzioni diverse, come quella dell’uscita in Valsugana, ma servono semplicemente per rafforzare la contrarietà rispetto all’ipotesi sul tavolo".     

 

Quindi Europa Verde conferma la battaglia contro la Valdastico in tutte le sue forme. "Un 'No' che arriva ben prima della nascita dei Verdi, dura dall’inizio degli anni ’70. Ma il nostro non è un 'No' a prescindere perché prima di assumere delle posizioni ci documentiamo e facciamo ricerca, ma fa comodo a troppe persone e forze politiche additare i Verdi come il partito della negazione. In Italia e in Trentino siamo stati in assoluto i primi a parlare della necessaria transizione ecologica per l’imminente crisi climatica: nessuno ci ascoltava. In passato abbiamo fatto proposte concrete e perseguibili sullo sblocco delle energie rinnovabili, sulla tutela dei parchi naturali, sullo sviluppo dell’agricoltura biologica, sull’economia circolare e la giustizia sociale. Idee che continuiamo a portare avanti oggi. Questa è la verità: sono gli altri che hanno sempre detto di 'No' alle nostre proposte e oggi che ci troviamo a ridosso della catastrofe ecologica i nodi vengono al pettine. In tutta Europa porzioni sempre più ampie di popolazione se ne stanno accorgendo e stanno appoggiando i Verdi come forza di governo, nell’Europa del sud questa presa di coscienza è più lenta per tante ragioni, anche culturali, ma di questo passo non ci sarà nemmeno il tempo di invertire la rotta quando sarà invocato l’ecologismo al potere", conclude Fernandez.

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