Contenuto sponsorizzato
| 02 set 2022 | 17:08

Masso sulla bretella dei Crozi, dopo le cascate d'acqua. Zeni: ''Questa volta è andata bene, speriamo ci sia la massima attenzione della Pat''

Già l'anno scorso l'ex assessore aveva chiesto rassicurazioni sulla viabilità lungo la bretella dei Crozi. Luca Zeni: "Fortunatamente nessuno è rimasto coinvolto ma è il segnale che alcune perplessità avevano fondamento"

Masso sulla bretella dei Crozi, dopo le cascate d'acqua

TRENTO. "Avevamo evidenziato la forte preoccupazione per un potenziale rischio". Queste le parole dell'ex assessore Luca Zeni. "Fortunatamente nessuno è rimasto coinvolto ma è il segnale che alcune perplessità avevano fondamento".

 

Già l'anno scorso l'ex assessore aveva chiesto rassicurazioni sulla viabilità lungo la bretella dei Crozi. Tratto utilizzato oggi per deviare il traffico durante i lavori sul viadotto della Valsugana e che verrà poi usato come pista ciclabile. 

 

C'erano stato svariate criticità sul fronte della circolazione a seguito di intense perturbazioni. Il maltempo aveva portato alla chiusura della galleria di Martignano e della strada dei Crozi: qui si erano formate cascate di acqua e sassi (Qui articolo).

 

La Pat non aveva risposto all'interrogazione del consigliere in quota Partito democratico, il quale aveva chiesto come l'amministrazione provinciale "intenda affrontare il problema relativo alla caduta e alla formazione di autentiche cascate d'acqua e detriti e, nei mesi freddi, di ghiaccio provenienti dal fronte roccioso che sovrasta il vecchio sedime della statale 47 della Valsugana" (Qui articolo).

 

Così l'ex assessore aveva effettuato un accesso agli atti. "Una documentazione consegnata a fatica e dopo molte settimane. L'analisi tecnica sulla situazione realizzata dal Servizio geologico della Pat aveva evidenziato il rischio di caduta massi sulla strada e aveva affermato che 'una corretta protezione dei fenomeni di caduta massi possa essere attuata prevalentemente mediante la realizzazione di barriere elastiche per 1114 complessivi metri di lunghezza, suddivise in 23 tratte di lunghezza compresa fra i 30 e gli 80 metri ognuna e di altezza di 4 o 5 metri'. I paramassi erano ritenuti necessari per proteggere la ciclabile ma non con il transito delle auto (Qui articolo)".

 

Nel pomeriggio di giovedì 1 settembre, però, un masso di circa 60 centimetri di diametro è caduto sulla carreggiata dell’ex statale dei Crozi all’altezza dell’uscita per Civezzano, e la carreggiata è stata chiusa per ragioni di sicurezza (Qui articolo). A seguito dei sopralluoghi e degli interventi di disaggio la circolazione è stata riaperta (Qui articolo).

 

"E' andata bene in questa occasione - conclude Zeni - ma in generale la speranza è quella che gli uffici provinciali portino avanti lavori e monitoraggi con attenzione, diligenza e professionalità".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 10:04
L'acqua passa letteralmente attraverso le crepe nel muro. I passeggeri in transito si stupiscono, gli addetti ai lavori no: "Sono anni che vediamo [...]
Cronaca
| 07 agosto | 10:49
I giovani, sorpresi dal maltempo, sono riusciti a contattare i soccorsi con una chiamata di emergenza da smartphone: lunghe ore di intervento, [...]
Cronaca
| 07 agosto | 09:35
Il giovane trentino si trovava a Jesolo per una vacanza con gli amici: è morto dopo quattro giorni di agonia per le ferite riportate dopo un tuffo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato