"Uffici allo sbando, non viene garantita la normale amministrazione". Scatta la polemica a Luserna, la minoranza: "Siamo diventati un Comune di serie B"
Il capogruppo, Davide Nicolussi, chiede un consiglio straordinario per discutere della situazione degli uffici comunali: "I lavori dell'acquedotto nuovo già finanziati dalla Comunità di Valle sono fermi dal 2021. E quelli che portiamo avanti sono solo la conclusione di quelli avviati dalla precedente amministrazione"

LUSERNA. Scatta la polemica a Luserna, dove la minoranza chiede un consiglio straordinario per discutere della situazione degli uffici comunali. "Il commissario mandato dalla Provincia ad aiutare gli uffici sul consuntivo 2021 si è dimesso senza concludere il mandato e il sindaco dice che la relazione del Commissario è 'segreta'. Il Comune non riesce neppure a garantire la normale amministrazione", denuncia il capogruppo di minoranza, Davide Nicolussi.
"Ad oggi il Consiglio comunale deve ancora votare il bilancio consuntivo 2021 che andava approvato entro aprile 2022 - dichiara -. Non abbiamo chiuso il consuntivo 2022 che gli altri comuni portano in questi giorni in approvazione e non abbiamo un bilancio preventivo 2023 che ci serve per gli investimenti in conto capitale".
La grande preoccupazione della minoranza sono il compimento dei lavori pubblici, visto che "quelli che portiamo avanti sono solo la conclusione di quelli avviati dalla precedente amministrazione. I lavori dell'acquedotto nuovo già finanziati dalla Comunità di Valle sono fermi dal 2021".
A detta del consigliere della lista civica, "non si riesce neppure a garantire la normale amministrazione: manca una progettualità futura perché gli uffici sono allo sbando". Per questo la minoranza chiede un consiglio straordinario: "Il primo cittadino ci dica come intende uscire da questa situazione - spiega - visto che il suo dialogo con la Provincia non sta portando alcun risultato e siamo diventati un Comune di serie B".
Il messaggio del capogruppo è chiaro: "Per la situazione creatasi manca una assunzione di responsabilità da parte del sindaco e della Pat - conclude Nicolussi - che ha autorizzato i Comuni ad abbandonare le gestioni associate senza garantire loro il supporto necessario per poter poter garantire il regolare lavoro dell'ente".













