A Laives è sempre più caos: le opposizioni chiedono una commissione di inchiesta, ma la seduta del consiglio viene rinviata. "La situazione è grave"
"La decisione solleva alcune perplessità e dubbi sulla gestione politica di questa maggioranza” scrivono le opposizioni in un comunicato stampa congiunto". “La situazione all’interno dell’apparato comunale è grave - aggiungono - e non è sicuramente rinviando o omettendo la discussione che i problemi si risolvono”

LAIVES. In comune a Laives la tensione si taglia con il coltello e lo scontro tra le opposizioni e il sindaco diventa sempre più serrato.
La vicenda, che avevamo ripercorso in questo articolo, è ormai arcinota e avrebbe potuto arrivare a una svolta nella giornata del 25 marzo. Dopo la lettera firmata da 30 dipendenti del comune, che denunciavano un clima interno molto pesante a seguito delle dimissioni del dirigente Paolo Brunini, le opposizioni avevano chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta che avrebbe dovuto fare chiarezza intorno alla situazione interna al comune. Di questo si sarebbe dovuto parlare nel corso del consiglio comunale previsto per il giorno 25 marzo. Ma la seduta è stata posticipata.
Una decisione che “solleva alcune perplessità e dubbi sulla gestione politica di questa maggioranza” scrivono in un comunicato stampa congiunto i consiglieri dell’opposizione. “Esiste un calendario emanato dal presidente del Consiglio comunale, Robert Tezzele, che consente ai consiglieri di organizzarsi in anticipo per svolgere al meglio il proprio ruolo - spiegano le opposizioni - proprio per questo, ogni modifica o rinvio dovrebbe avvenire con la necessaria trasparenza e con un congruo preavviso. Si è appreso solo alle 21.30 di martedì 18 e su nostra specifica domanda che il consiglio non si sarebbe tenuto”.
Il perché ci sarebbe: alcune documentazioni sarebbero infatti ancora in fase di predisposizione. Ma per i consiglieri questo poco conta: “Sarebbe stato comunque auspicabile e fattibile mantenere il Consiglio del 25 marzo per discutere i punti già pronti ma soprattutto le mozioni e le interrogazioni presentate dai consiglieri, strumenti fondamentali per garantire il confronto politico e il controllo dell’operato dell’amministrazione. Documenti presentati a febbraio potranno essere così discussi solo a metà aprile. Così non si può agire”. “La situazione all’interno dell’apparato comunale è grave - concludono - e non è sicuramente rinviando o omettendo la discussione che i problemi si risolvono”












