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Zeni contro il progetto Cento classi sulla neve: “Così com’è formulato sembra più una lotteria, mancano idee e capacità per gestire la cosa pubblica”

Il consigliere del Partito Democratico chiede che il provvedimento varato dall'assessore Failoni venga riformulato: “Possibile che il criterio scelto per assegnare le agevolazioni sia quello del primo che arriva? Se mancano i fondi lo si dica chiaramente e si stabilisca un tetto alla spesa"

 

 

Di Tiziano Grottolo - 23 novembre 2019 - 17:12

TRENTO. Recentemente la giunta Fugatti ha lanciato un progetto per spingere i giovani ad appassionarsi alle discipline sulla neve, “un’operazione di alfabetizzazione sportiva” l’ha chiamata l’assessore Roberto Failoni, in particolare sci alpino, snowboard e sci nordico. Per raggiungere questo obiettivo sono stati stanziati dei fondi ad hoc attraverso i quali la Pat contribuirà, con una cinquantina di euro, ad abbassare i costi a carico delle famiglie ma solo per i primi 600 alunni che ne faranno richiesta e solo per quelli che frequentano uno degli istituti afferenti alle stazioni sciistiche di Monte Bondone, Folgaria, San Valentino, Panarotta, Passo Brocon e Paganella. (QUI articolo)

 

“Una scelta a dir poco originale – ha commentato il consigliere del Partito Democratico Luca Zeni – se a un primo sguardo sembra un progetto lodevole, innovativo e mirato a coniugare sport e giovani, allo stesso tempo presenta una ricca serie di problematicità”.

 

Secondo il consigliere Dem una delle maggiori criticità risiederebbe proprio nel criterio d’accesso, con i contributi che saranno assegnati alle prime seicento domande, “pare di assistere ad una improvvisata lotteria, dove svapora ogni certezza ed ogni principio del diritto e dove i cittadini – che dovrebbero essere sempre uguali fra loro nel rapporto con l’ente pubblico, puntualizza Zeni – vengono invece suddivisi in due categorie: i primi che arrivano ottengono e gli altri rimangono a bocca asciutta”.

 

Dubbi anche sul criterio utilizzato calcolare l’attribuzione del contributo: “L’impressione che lascia una simile ‘lotteria del più veloce’ – attacca il consigliere – è ancora una volta quella di una carenza di idee e progetti, di una palese incapacità di gestione della cosa pubblica, la quale, proprio perché pubblica, dev’essere a portata di tutti e non solo dei più svelti, dei più fortunati, dei più ammanicati con il distributore dei contributi. Se il problema è che mancano i fondi – continua – lo si dica chiaramente e si stabilisca un tetto alla spesa”.

 

Zeni pensa anche a tutti i bambini che saranno esclusi e cita Orwell: “Forse lui ci potrà spiegare questa incredibile scelta della Giunta provinciale: tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri, una simile proposta sembra del tutto rispettosa dell’ortodossia sovranista-populistico-salviniana e fa il paio, senza dubbio, con qualche altra originalità che la Giunta provinciale sta confezionando in queste settimane di fine d’anno”.

 

Alla luce di queste premesse il consigliere del partito Democratico interroga la Giunta a proposito delle premesse alla base del progetto ma anche per conoscere i criteri usati per individuare la cifra totale dei beneficiari, così come cosa si vorrà fare nei confronti di chi verrà escluso.

 

Infine Zeni rivolge un ultimo quesito, che però sembra più un invito, ovvero: “se la Giunta non intenda ritirare questo progetto e riformularlo sulla base di criteri più omogenei, rispettosi del diritto di tutti e meno affidati al caso ed alla fortuna, concetti quest’ultimi del tutto estranei ai costumi di un Paese civile”.

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