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Zeni: “Approvato un ddl timido, senza visione sul futuro” e sul bonus ai sanitari: “Si premiano i lavoratori con i soldi che già spettavano loro, un paradosso inaccettabile”

Zeni ha parlato di un disegno di legge timido rispetto agli importanti obiettivi che si pone: “Limitarsi a proiettare il presente presentandolo come futuro, non è né ottimista né pessimista, semplicemente significa compiere un errore e dimostrare inadeguatezza al ruolo di decisore politico”

Di Tiziano Grottolo - 10 maggio 2020 - 20:20

TRENTO. “Limitarsi a proiettare il presente presentandolo come futuro, non è né ottimista né pessimista, semplicemente significa compiere un errore e dimostrare inadeguatezza al ruolo di decisore politico”, questo il giudizio tagliente del consigliere del Partito Democratico, Luca Zeni, a proposito del ddl Fugatti-Spinelli recentemente approvato in consiglio provinciale. Il ddl, soprattutto alla luce dell’urgenza della ripartenza del trentino, non ha incassato voti contrari solo 5 astenuti, fra cui lo stesso Zeni. Il voto però non dev’essere scambiato per una delega in bianco quanto piuttosto, fanno sapere le opposizioni, per senso di responsabilità nei confronti delle persone colpite dalla crisi.

 

Tanti i nodi rimasti insoluti: “Personalmente ho lavorato molto su una serie di proposte volte a migliorare alcuni limiti del testo – ricorda Zeni – declinate in circa 30 emendamenti e 2 ordini del giorno su rilancio del sistema economico e semplificazione. Purtroppo non ho trovato disponibilità al dialogo rispetto a queste proposte”.

 

Il consigliere Democratico è intervenuto, fra le altre cose, sulla cosiddetta “Amazon trentina” evidenziandone l’assoluta insostenibilità della proposta: “O si immagina un sito dove far incontrare domanda e offerta, ma di certo non sarebbe una cosa nuova, per la quale lo stanziamento di 1 milione di euro sarebbe esagerato. Oppure si pensa a una piattaforma commerciale, senza però prendere in considerazione tutti i servizi che dovrebbero essere previsti, con costi di gestione altissimi”. Insomma, per il consigliere un progetto né carne né pesce.

 

Se, secondo Zeni, il settore della cultura andrebbe maggiormente sostenuto lo sport è stato “completamente dimenticato”. Sorte simile per i premi ai i lavoratori del mondo della sanità che hanno combattuto il coronavirus: “Lo Stato ha già versato quasi 1 milione di euro alla Provincia per questo scopo, ma le risorse sono finite nel calderone del bilancio dell’Apss. Ora, per finanziare questo premio si utilizzano le risorse già accantonate per gli adeguamenti contrattuali, senza conoscere i criteri e la platea”. In altre parole: “Si premiano i lavoratori con i soldi che già spettavano loro, un paradosso che non può essere accettato”. Il consigliere ci tiene comunque a rinnovare la disponibilità a collaborare anche se dal suo punto di vista occorrerebbe uno sforzo maggiore e mettere da parte gli slogan.

 

“Dal punto di vista finanziario – sottolinea Zeni – con il Governo occorre un approccio serio, perché non sono gli slogan contro Roma a risolvere la questione. Occorre una grande capacità argomentativa dal punto di vista tecnico, l’autorevolezza si guadagna con le idee, con le proposte, con un metodo pattizio importante soprattutto in un momento di emergenza”. Anche perché il rischio è quello di rimanere a bocca asciutta. Nel ddl poi ci sono molti richiami al tema della semplificazione: “Occorre però ricordare che le deroghe, di cui il ddl è ricco, non sono semplificazione, ed anzi spesso rischiano di scaricare responsabilità sul cittadino e di eludere alcuni interessi collettivi. Semplificare significa invece intervenire su procedimenti e processi, in modo che il cittadino non debba sobbarcarsi oneri inutili e costosi”.

 

In buona sostanza secondo Zeni siamo di fronte a un disegno di legge “timido” rispetto agli importanti obiettivi che si pone: “Il tentativo di fornire una visione di futuro è rimasto in bozza, per superare la crisi occorre entrare nel merito del 'come', e rispondere in maniera precisa alla domanda su quale Trentino immaginiamo tra 3 anni?”, conclude il consigliere del Partito Democratico.

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