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Rivalutazione stipendi consiglieri, Acli: “Una scelta sbagliata, la crisi chiede alla politica esempi virtuosi e solidali”

Il presidente delle Acli trentine Luca Oliver negativo sulla scelta della maggioranza del Consiglio regionale di approvare un emendamento al bilancio che consente di sbloccare la rivalutazione degli stipendi dei consiglieri regionali: “In un momento in cui la pandemia rischia di trasformarsi nella più grande crisi economica ed occupazione del pianeta, è necessario ristabilire un rapporto si solidarietà fra tutti gli strati socali, ed i politici dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio”

Pubblicato il - 22 luglio 2021 - 17:04

TRENTO. “Una scelta sbagliata, inopportuna e pericolosa per quanto riguarda il clima sociale e le pesanti difficoltà che stanno colpendo diversi settori della società e molte categorie di lavoratori e lavoratrici”. Queste le parole del presidente delle Acli trentine Luca Oliver sulla scelta della maggioranza del Consiglio regionale di approvare un emendamento al bilancio che consente di sbloccare la rivalutazione degli stipendi dei consiglieri regionali (Qui Articolo).

 

“Le Acli – ricorda Oliver – si erano fatte promotrici nella passata legislatura di un Disegno di legge di iniziativa popolare che puntava alla riduzione delle indennità e alla promozione di un Fondo per il sostegno della famiglia e dell’occupazione. La proposta come noto non ebbe alcun seguito, ma questo provvedimento segna addirittura un passo indietro e un esempio di irresponsabilità che peserà ulteriormente nei rapporti fra i cittadini e gli amministratori della cosa pubblica”.

 

Criticata in particolare dal presidente delle Acli trentine la tempistica scelta per l'iter di approvazione dello sblocco alla rivalutazione degli stipendi. “In un momento dove la pandemia rischia di trasformarsi nella più grande crisi economica ed occupazionale del pianeta – dice infatti Oliver – è necessario ristabilire un rapporto di solidarietà fra tutti gli strati sociali ed in questo processo i politici dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio. In questo modo, invece, si sono ristabiliti degli automatismi che risultano ingiustificati sia sul piano retributivo sia sul piano politico in quanto rivelano un atteggiamento egoistico che tende alla divisione e al conflitto anziché alla condivisione e al dialogo fra tutte le componenti della nostra comunità”.

 

La scelta di ricorrere a questo provvedimento, conclude il presidente delle Acli trentine: “Tanto più con una sorta di 'procedura d’urgenza' e con il voto segreto, palesa la volontà politica di ricorrere il privilegio individuale e di casta piuttosto che l’interesse generale della società ed il sostegno alle categorie più deboli e maggiormente colpite dalla crisi”. 

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