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Coronavirus, Degasperi accusa: “Presentato un ddl che ancora non esiste, poca trasparenza e difetto di democrazia”

Il consigliere boccia il ddl leghista e mette in guardia: “Ci sono alcune forzature clamorose che non c’entrano nulla con l’emergenza – poi aggiunge – in questa fase bene pensare agli imprenditori ma precedenza a chi ha più bisogno”. Ma sulla scuola: “Il vuoto assoluto”

Di Tiziano Grottolo - 26 aprile 2020 - 14:19

TRENTO. “C’è un problema di democrazia enorme, da mesi occupano le televisioni senza un contraddittorio e lo stesso avviene nella presentazione del ddl che dovrebbe far ripartire il Trentino”, a parlare è il consigliere di opposizione Filippo Degasperi, intervenuto sul disegno di legge presentato sotto forma di slide ma del quale non c’è ancora traccia nella sua forma estesa. Quella che conta per intenderci, perché come fatto notare da Degasperi, finora sono state mostrate solo delle slide (articoli QUI e QUI).

 

“Nonostante le nostre insistenti richieste, noi consigliere d’opposizione, non abbiamo ancora ricevuto il testo del ddl, pertanto siamo costretti a fare le nostre valutazioni su delle slide. Se questa per Fugatti si chiama trasparenza – riferisce con scherno Degasperi – di fatto stiamo parlando di una cosa che ancora non esiste”. È un attacco a 360 gradi quello mosso dal consigliere nei confronti della Giunta che per prima cosa punta il dito sulle cifre presentate: “Non vale continuare a riproporre le stesse cifre, infatti la cifra di 805 milioni si raggiunge solo calcolando leggi già approvate, troppo facile fare i conti in questo modo perché in realtà le risorse fresche che la Pat investe sono poche”.

 

Il consigliere poi fa notare come sui 500 milioni previsti dal protocollo sottoscritto con le banche la Pat garantisca la copertura esclusivamente per quanto riguarda gli interessi, per il resto rimarrà in capo agli istituti di credito decidere se erogare o meno un prestito, valutando la capacità di restituzione della somma impegnata. Insomma non è certo che tutti gli imprenditori, soprattutto se in difficoltà, abbiano accesso alla liquidità. C’è poi la questione del debito, “da parte nostra abbiamo presentato un piano per fare debito ma prima di giudicare positivamente o meno la soluzione studiata dalla Giunta vorrei almeno sapere da dove verranno prese le risorse e da quali capitoli del bilancio saranno drenati fondi, solo così potremmo sapere se il ddl sta in piedi o meno”. Da quanto trapelato finora la Pat vorrebbe aggiungere 70 milioni di nuovo debito che andrebbero a sommarsi a quello preesistente che si aggira su 1,5 miliardi di euro.

 

Al netto dell’impossibilità di conoscere nel dettaglio la manovra, Degasperi giudica positivamente l’approccio verso l’imprenditoria: “In questa fase è importante concentrarsi su questa categoria che non può contare sulle tutele degli ammortizzatori sociali, l’indispensabile però è capire come verranno utilizzati i fondi e da dove vengono. Sarebbe ancora meglio – prosegue –  tener conto delle diverse condizioni patrimoniali degli imprenditori, dando priorità a chi ha più bisogno, sarebbe sbagliato che soggetti con esigenze diverse ricevessero gli stessi contributi”.

 

Proprio lo stato di necessità e la condizione economica dovrebbe essere il parametro da privilegiare, secondo il consigliere, per l’erogazione dei contributi “ci sono anche altre categorie che pur non essendo imprenditori non possono fare affidamento sulla disoccupazione ma nei loro confronti non è stata prestata alcuna attenzione”. Degasperi è intervenuto anche su quelle che ha definito, senza usare mezzi termini, delle “sparate”, ad esempio laddove l’assessora Zanotelli ha minacciato di togliere l’assegno di disoccupazione a chi non accetta di lavorare nei campi: “Inutile girarci attorno raccogliendo mele o uva come braccianti non si guadagnano cifre astronomiche, anziché minacciare le persone sarebbe meglio incentivarle prevedendo il cumulo con gli ammortizzatori sociali, anche perché si tratta di poche centinaia di euro e dopo la stagione ci si troverebbe punto e a capo”.

 

Infine ci sono anche delle questioni di metodo che proprio non sono andate giù al consigliere: “Per alcuni assessori emerge chiaramente un conflitto d’interessi – il riferimento è rivolto a Roberto Failoni, assessore al turismo e albergatore – poi ci sono altre mosse sleali che nulla c’entrano con l’emergenza come le deregolamentazioni in edilizia”. A tal proposito il consigliere chiederà al resto delle minoranze una presa di posizione netta: “Sulla fascia lago si allentano le maglie dei controlli, così come sui cambi di destinazione, si tratta di forzature clamorose che si vogliono far passare con la scusa dell’emergenza”.

 

Male anche la scuola: “Sembra quasi che non abbiano idea che spetta alla Provincia gestire il settore, dove sono finite le promesse sulla scuola hi-tech e i finanziamenti per il computer – si domanda Degsperi, che poi aggiunge – in Trentino le scuole stanno procedendo in ordine sparso, senza una regia, ma così emerge il vuoto assoluto lasciato dall’assessorato competente”.

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