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Coronavirus, la Giunta vara il piano per la ripresa da 150 milioni: “600 euro mensili per gli imprenditori che cessano l’attività”

Fugatti apre al debito e batte cassa a Roma, per trattenere circa 430 milioni dell’accordo di Milano: “Un diniego è un’ipotesi che non prendiamo nemmeno in considerazione”. I sindacati infuriati: “La Giunta non ha accolto nessuna delle nostre proposte”. Spinelli: “Sulla task force polemiche sterili”

Di Tiziano Grottolo - 24 aprile 2020 - 18:27

TRENTO. L’iter per l’approvazione del disegno di legge per far ripartire il Trentino dopo il lockdown dovuto all’emergenza coronavirus è ufficialmente iniziato, dopo il via libera della Giunta arrivato quest’oggi, 24 aprile. “Con questo disegno di legge mettiamo a disposizione 150 milioni di nuove risorse – ha annunciato il presidente della Pat, Maurizio Fugatti – che si aggiungono ai 500 milioni previsti dal protocollo sottoscritto con le banche e ai 175 relativi alla sospensione dell’Imis e delle tasse locali”. Per una movimentazione di circa 805 milioni. “Con questo ddl – ha proseguito Fugatti – vogliamo dare le prime risposte economiche alla crisi”.

 

Il presidente della Pat ha dedicato un passaggio anche sull’intenzione delle due province autonome di trattenere i fondi relativi all’accordo di Milano attraverso i quali Pat e Pab contribuiscono al risanamento delle finanze pubbliche: “Parliamo di 430 milioni di risorse che ci servono per svolgere le nostre funzioni, con il governo è in corso una trattativa e attendiamo delle risposte, ma – ha avvertito – un diniego è un’ipotesi che non prendiamo nemmeno in considerazione”. Fugatti ha comunque ammesso che l’esito della manovra dipenderà anche da come finiranno le trattative con il governo di Roma.

 

L’assessore al lavoro e allo sviluppo economico Achille Spinelli ha parlato di un intervento “complesso e differenziato con diverse priorità da sostenere”. La manovra ruoterà su 4 assi principali: sostegno agli operatori economici, sostegno al reddito dei lavoratori e delle persone, competitività, innovazione e internazionalizzazione del sistema economico trentino e infine semplificazione dei procedimenti. L’assessore ha ricordato che la Pat si impegnerà per valorizzare Protocolli etici per accedere ai finanziamenti.

 

Fra le altre cose è previsto un piano di aiuti a fondo perduto per le aziende con anche 9 dipendenti e che hanno subito gravi danni a causa del lockdown, per accedervi le attività dovranno aver subito un danno di almeno il 50% del fatturato nei mesi di marzo e maggio, calcolato sullo stesso periodo dell’anno precedente. Previsti fondi anche per il sostegno agli affitti delle aziende e per agricoltura, queste però saranno definite più avanti. È stata inoltre prevista la possibilità di aumentare le risorse per il bonus alimentare. Mentre per gli imprenditori “gli unici privi di qualsiasi copertura” che hanno cessato la propria attività sarà garantito un “trattamento straordinario” di 600 euro mensili.

Misure per il sostegno alle attività economiche, persone, lavoratori e famiglie

 

In conferenza stampa si è parlato pure del bonus per infermieri che però, ha detto Fugatti: “Non abbiamo ancora fatto una quantificazione finanziaria precisa”, in pratica non si conosce ancora chi ne avrà diretto e di quanto sarà il bonus. Spinelli ha lanciato quella che sarà la piattaforma tecnologiche per il commercio elettronico. Infine è stata inclusa nel ddl anche la tanto discussa norma per agevolare (tramite contributo erogato dalla Pat) le acquisizioni di imprese in difficoltà da parte di altri soggetti, dietro l'impegno di mantenere i livelli occupazionali. “Andremo a disciplinare meglio questo intervento –  ha riferito Spinelli – ma contiamo di dare un forte impulso all'attività di aggregazione, limitando al contempo le persone che cessano la propria attività lasciando per strada dipendenti che dovrebbero altrimenti essere presi in carico dal sistema di garanzie pubbliche”. 

 

Dai sindacati però è arrivata una secca bocciatura: “Nostro malgrado – spiegano Cgil, Cisl e Uil – apprendiamo che la Giunta non ha accolto nessuna delle nostre proposte, nulla è previsto per cassintegrati, disoccupati, stagionali e precari e per le famiglie colpite dalla crisi. Resta da capire – osservano – se la Giunta nella redazione del ddl anticrisi si sia affidata perlomeno agli esperti della task force nominati l’8 aprile scorso”.

 

I segretari Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), per nulla soddisfatti della manovra, sollevano anche pesanti accuse verso Spinelli: “Ci è stato detto che il ddl era stato condiviso con il gruppo di esperti e ci è stato fatto capire che questi avrebbero dato il via libera, ma a noi risulta diversamente. L’assessore Spinelli – proseguono – dovrebbe chiarire pubblicamente la cosa”. I sindacati inoltre chiedono che il documento di lavoro redatto dagli esperti sulla crisi economica e sociale venga reso pubblico al più presto. Il diretto interessato ha respinto al mittente le accuse: “Noi stiamo lavorando da settimane 12 ore al giorno queste sono polemiche sterili, abbiamo costruito un gruppo di lavoro serio e condiviso dal punto di vista tecnico, burocratico, amministrativo le nostre competenze quindi il lavoro sta procedendo nella massima condivisione”.

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