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Ddl per la ripartenza, Degasperi: “Sarà la Giunta a decidere come, quando e a chi assegnare i fondi, il Consiglio esautorato dalle sue funzioni di controllo”

Bocciato l’emendamento per evitare che i contributi finissero anche alle imprese con sede nei paradisi fiscali, Degasperi: “Bene il sostegno alle aziende ma la Giunta per trovare i soldi ha tagliato su Sanità, Scuola e Ambiente”, poi accusa: “Sulla distribuzione dei fondi sarà solo la Giunta a decidere, esautorando il Consiglio e aprendo ai rapporti clientelari”

Di Tiziano Grottolo - 11 May 2020 - 11:59

TRENTO. Dopo ben 25 ore di intensa discussione il ddl Fugatti-Spinelli, nato dall’esigenza di far ripartire l’economia del Trentino dopo il lockdown, è stato approvato con 30 voti favorevoli, 5 astenuti e nessun contrario. Fra gli astenuti c’è anche il consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi che ha scelto un approccio filosofico: “Meglio fare di necessità virtù – osserva – almeno in questa sede abbiamo finalmente potuto avere un confronto che era mancato nei mesi precedenti, mentre gli esponenti del governo trentino erano impegnati in ore e ore di ospitate in televisione senza contraddittorio”.

 

Un ddl che secondo il consigliere contiene sicuramente degli aspetti positivi, Degasperi è riuscito a farsi approvare due ordini del giorno che impegnano la Giunta ad attivarsi per una veloce riapertura delle attività di commercio ambulante e per la realizzazione di un progetto che coinvolga le fattorie didattiche e le altre strutture provinciali per l’accoglienza dei giovani studenti che, dopo il lockdown, avranno bisogno di un periodo di “disintossicazione” da pc, smartphone e tablet. Altro punto a favore del ddl sono gli stanziamenti per favorire le imprese, ma altri sarebbero del tutto censurabili “a cominciare da dove sono stati presi i fondi per l’imprenditoria, infatti se da un lato è positivo sostenere il settore dall’altro è sbagliato farlo togliendo risorse a Sanità, Scuola e Ambiente – niente di nuovo insomma – dietro le promesse di cambiamento si nascondono le stesse politiche di sempre”.

 

Come fa notare Degasperi però, nelle pieghe del ddl si nascono delle insidie non da poco, talmente gravi da provocare un “difetto di democrazia” sbilanciando notevolmente i poteri in favore dell’esecutivo: “La maggioranza ha scelto di esautorare il Consiglio provinciale dal suo ruolo di controllo – accusa il consigliere di Onda Civica, che poi aggiunge – adesso sarà la Giunta a stabilire quali saranno i criteri per la distribuzione dei fondi a sostegno delle imprese”.

 

Stiamo parlando di oltre 100 milioni che, come sancisce la nuova legge, saranno distribuiti tramite deliberazione della Giunta, alla quale spetterà di: individuare i criteri per selezionare gli operatori economici che saranno i destinatari degli aiuti, la misura del contributo, ma anche criteri, condizioni e modalità di concessione, fino alle eventuali motivazioni per la revoca e la rimodulazione dei fondi. Come se non bastasse sarà sempre la Giunta a individuare le ipotesi in base alle quali si potrà derogare al limite dei 9 addetti per azienda. “Avevo chiesto che perlomeno fosse inserito nel testo una postilla per far sì che fosse sentita almeno la commissione consigliare competente, in modo che anche il Consiglio fosse tenuto informato, ma questo emendamento è stato bocciato”, fa notare Degasperi che poi punta il dito: “Così si rischia di creare dei rapporti clientelari, trovo paradossale che la maggioranza in Consiglio abbia votato per esautorare l’organo che rappresenta tutti i trentini”.

 

Saltata anche la proposta avanzata dal consigliere di Onda Civica per legare la concessione dei contributi al patrimonio del richiedente, questo per dare priorità agli imprenditori maggiormente in difficoltà. Stessa sorte per l’emendamento presentato per evitare che i contributi finissero anche alle imprese con sede nei paradisi fiscali. “Anche sullo smart working siamo fermi ai proclami – afferma Degasperi – quando c’è la possibilità di sostenere concretamente ciò che con il lockdown è diventato ordinario la Pat si tira indietro”. Bocciata pure la proposta per sostenere la diffusione e la commercializzazione delle mascherine made in trentino.

 

Quello dipinto dal consigliere è un quadro a tinte fosche: “Hanno bocciato la proposta di ridurre le nostre indennità e sul bonus per chi ha affrontato il coronavirus in prima linea la Pat non metterà un soldo – meglio evitare la retorica conclude Degasperi – così come è stato inserito, l’articolo riguardante il bonus per i sanitari, potevano anche fare a meno di scriverlo. La Giunta non ha voluto specificare né le risorse a disposizione né i beneficiari, messa così è solo l’ennesima presa in giro”.

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